• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/05759 (5-05759)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-05759presentato daLUCCHINI Elenatesto diMartedì 13 aprile 2021, seduta n. 485

   LUCCHINI, BADOLE, BENVENUTO, D'ERAMO, DARA, EVA LORENZONI, PATASSINI, RAFFAELLI, VALBUSA e VALLOTTO. — Al Ministro della transizione ecologica. — Per sapere – premesso che:

   il Sole24ore del 12 marzo 2021 lancia l'allarme dei produttori di materiali plastici, in grave difficoltà per carenza delle forniture e scarsità del mercato dei polimeri, con incrementi anomali dei prezzi;

   si è verificata una anomala esplosione dei prezzi, dell'ordine del 30-40 per cento/anno per alcuni tipi di polimeri, arrivando al record storico di 1903 euro/tonnellata nel caso del polietilene a bassa densità (Ldpe), una delle resine più utilizzate soprattutto nel packaging alimentare, rincarato del 10 per cento nell'ultima settimana e di oltre il 50 per cento da ottobre 2020;

   il mercato è letteralmente impazzito; i produttori di polimeri sono pochi e regolano il mercato nel proprio interesse, annullando contratti di acquisto o ritardando consegne;

   l'Italia, persa la produzione di polimeri, ha mantenuto una grande tradizione nella lavorazione delle materie plastiche, essendo tra i Paesi «top» a livello mondiale per qualità; anche per la carenza di impianti e la limitata raccolta differenziata di rifiuti nella maggior parte del nostro territorio, la plastica riciclata, cui fortunatamente si ricorre sempre di più, non è sufficiente a sopperire alla scarsità della materia «vergine»;

   nonostante la demonizzazione della plastica negli ultimi anni, è corretto dire che l'inquinamento da plastica è dovuto esclusivamente alla non corretta gestione e riciclo dei rifiuti di plastica, trattandosi di materiale che permette il riciclo e riutilizzo continuo; infatti, contrariamente all'Italia, che dal 1° luglio 2021, con la «plastic tax», tasserà il consumo di manufatti di plastica, la decisione 2020/2053 del Consiglio dell'Unione europea tassa, giustamente, i rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati, generati in ciascuno Stato membro, sostenendo una strategia di economia circolare, in cui la progettazione e la produzione di prodotti di plastica rispondano pienamente alle esigenze di riutilizzo, riparazione e riciclaggio;

   a causa dell'attuale crisi, circa l'80 per cento delle imprese è ora costretto a fermare le linee di produzione, con gravi rischi di blocco e conseguenti impatti sull'occupazione per una serie di catene industriali, come gli imballaggi per il settore alimentare e per quello farmaceutico, compresa la produzione urgente dei milioni di siringhe occorrenti per i vaccini contro il COVID-19, nonché la filiera dell'automotive –:

   quale sia la percentuale di plastica riciclata e raccolta indifferenziata utilizzata come materia prima e quali siano gli obiettivi e le iniziative del Ministero nel medio e lungo termine volte anche a bilanciare l'anomalo rialzo dei prezzi dei polimeri.
(5-05759)