• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/05721 (5-05721)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-05721presentato daLOMBARDO Antoniotesto diVenerdì 9 aprile 2021, seduta n. 483

   LOMBARDO, CECCONI, MURONI e FUSACCHIA. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:

   con nota prot. n. 0137532 del 23 marzo 2021, il Ministro interrogato – nell'ambito della riforma della Pac, rinviata al 2023 a causa della emergenza epidemiologica tutt'ora in corso – avanzava una nuova proposta di ripartizione dei fondi europei assegnati all'Italia nel settore dello sviluppo rurale (Fondo Feasr) per gli anni 2021-2022. La stessa veniva trasmessa alla Segreteria della Conferenza Stato-regioni, al fine di acquisire l'intesa ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

   in data 30 marzo 2021, nel corso della seduta della commissione politiche agricole della Conferenza delle regioni e delle province autonome, la regione Sicilia – unitamente alla regione Calabria, la regione Puglia, la regione Basilicata, la regione Umbria e alla Regione Campania – esprimeva pieno dissenso in ordine alla sopracitata proposta ministeriale che confermava quella forte divergenza di proposte fra il Nord e il Sud emersa fin dai primi momenti della trattazione delle disposizioni transitorie di cui al regolamento (UE) 2020/2220 del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 dicembre 2020;

   i criteri per la ripartizione dei fondi Feasr individuati dal Ministero vengono definiti «oggettivi», in grado di allocare le risorse in maniera equa fra tutte le regioni: tale principio – già utilizzato per l'applicazione delle risorse assegnate per il de minimis – è destinato a soddisfare esigenze emergenziali volte al risarcimento di un danno. Le risorse del Feasr invece, sono esclusivamente destinate a colmare il divario tra le aree più ricche ed evolute e le aree più povere e marginali: è, pertanto, del tutto evidente come la logica del de minimis non possa essere quella che accompagna la distribuzione del Feasr tra le diverse aree del nostro Paese;

   appare essenziale ricercare nuovi criteri «idonei» a rispondere agli obiettivi generali dello sviluppo rurale e non utilizzare quei criteri di riparto, che tengano conto del peso della produzione lorda vendibile, privilegiando soltanto quelle regioni che possono contare su risorse proprie e ove si concentrano le principali produzioni agricole nazionali;

   dal punto di vista economico, la proposta determinerebbe un impatto preoccupante sul piano finanziario dei programmi di sviluppo rurale delle regioni del Sud, mettendo a rischio le politiche di investimenti e di tutela dell'ambiente e dei territori rurali coinvolti, con una perdita di risorse finanziarie stimata pari a euro 407.407.433;

   al di là degli auspicabili intenti di riequilibrio tra le aree del Paese, negli ultimi anni, la tendenza è stata quella di non ripartire la spesa pubblica nazionale per il settore agricolo in maniera equa: le risorse nazionali per l'agricoltura oggi si concentrano maggiormente nelle aree forti del Paese. In questa prospettiva, la proposta ministeriale di riparto delle risorse Feasr per il biennio di transizione 2021-2022 toglie dalla disponibilità delle regioni più svantaggiate le risorse ad esse destinate, indirizzandole verso i territori più sviluppati: ciò aumenta il divario tra i territori agricoli e rurali e, al contempo, produce un effetto penalizzante nei confronti del comparto agricolo delle regioni del Sud con impatti preoccupanti sulla tenuta economico-sociale dei territori rurali –:

   quali chiarimenti il Ministro interrogato, per quanto di competenza, intenda fornire sui fatti esposti in premessa e, al contempo, se intenda rivalutare l'opportunità di modificare gli attuali criteri di ripartizione dei fondi europei assegnati all'Italia nel settore dello sviluppo rurale per gli anni 2021 e 2022, ponderando gli effetti che potrebbero produrre in relazione agli equilibri di equità raggiunti nel tempo e tenendo conto delle differenti agricolture del nostro Paese.
(5-05721)