• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/05743 (5-05743)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-05743presentato daGADDA Maria Chiaratesto diLunedì 12 aprile 2021, seduta n. 484

   GADDA. — Al Ministro della transizione ecologica. — Per sapere – premesso che:

   il decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183 ha disposto, con l'articolo 15, comma 6, che «Fino al 31 dicembre 2021 è sospesa l'applicazione dell'articolo 219, comma 5, primo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni» che recita: «Tutti gli imballaggi devono essere opportunamente etichettati secondo le modalità stabilite dalle norme tecniche UNI applicabili e in conformità alle determinazioni adottate dalla Commissione dell'Unione europea, per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio degli imballaggi, nonché per dare una corretta informazione ai consumatori sulle destinazioni finali degli imballaggi»;

   il decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183, ha mantenuto in vigore il secondo periodo, dell'articolo 219, comma 5, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che recita: «i produttori (di imballaggi, ndr) hanno, altresì, l'obbligo di indicare, ai fini della identificazione e classificazione dell'imballaggio, la natura dei materiali di imballaggio utilizzati, sulla base della decisione 97/129/CE della Commissione»;

   con la sola sospensione dell'applicazione del primo periodo dell'articolo 219, comma 5, del decreto legislativo n. 152 del 2006, i produttori di imballaggio incorrerebbero pertanto nell'obbligo di dovere rifare tutti gli impianti stampa nel corso dell'anno corrente (2021) per inserire la marcatura secondo la decisione 97/129/CE, per poi tornare a modificare le matrici di stampa l'anno successivo (2022), al fine di adeguarsi ai requisiti previsti dal primo periodo dell'articolo 219, comma 5, del decreto legislativo n. 152 del 2006, facendosi carico di costi importanti che avrebbero potuto essere razionalizzati, soprattutto in un momento di crisi profonda dell'economia come quello attuale;

   la classificazione contenuta nella decisione 97/129/CE risulta oggi incompleta, in quanto non prevede le codifiche per diversi tipi d'imballaggi attualmente circolanti sul mercato. Per esempio, con la decisione 97/129/CE, gli imballaggi polimerici che utilizzano materiali biodegradabili e compostabili non hanno un corrispondente codice identificativo. In questo modo, tali tipi d'imballaggi andrebbero categorizzati con un codice identico a quello di altre plastiche non biodegradabili e non compostabili –:

   se intenda adottare iniziative normative volte ad introdurre un periodo di sospensione anche per l'applicazione del secondo periodo dell'articolo 219, comma 5, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, adeguando i termini della sospensione a quelli previsti per il primo periodo, dell'articolo 219, comma 5, del decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152, secondo quanto disposto dall'articolo 15, comma 6, del decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183.
(5-05743)