• Testo della risposta

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.4/04414 ARRIGONI, BRIZIARELLI, BRUZZONE, PAZZAGLINI, TESTOR - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Premesso che: con il decreto legislativo n. 116 del 2020,...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 098
all'Interrogazione 4-04414

Risposta. - In via preliminare si osserva che la realizzazione di impianti di riciclo, recupero e smaltimento dei rifiuti non è di competenza dello Stato, ma delle Regioni che, ai sensi dell'articolo 199 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche, valutano, predispongono ed adottano appositi piani regionali di gestione dei rifiuti. Tale pianificazione prevede espressamente la stima dei quantitativi dei rifiuti prodotti all'interno del territorio regionale, compresi quelli che provengono da fuori regione e come stabilito dal comma 3, lettera c), dell'articolo 199, comporta la valutazione della necessità di nuovi sistemi di raccolta, della chiusura degli impianti esistenti, di ulteriori infrastrutture per i rifiuti in conformità ai principi di autosufficienza e prossimità, tenuto conto degli investimenti correlati.

Il Ministero ha svolto una costante azione di sollecito alle Regioni e Province autonome, invitandole ad adeguare i piani regionali di gestione dei rifiuti alle nuove direttive. Ciò al fine di evitare una procedura d'infrazione ed a sostegno di tutte quelle azioni di competenza regionale finalizzate a migliorare la prevenzione dei rifiuti, il rispetto della gerarchia della gestione dei rifiuti stessi, il recupero di materia, la riduzione dello smaltimento, lo sviluppo impiantistico.

Il programma nazionale per la gestione dei rifiuti, frutto dell'attività di recepimento delle direttive europee, detto "pacchetto rifiuti sull'economia circolare", conclusasi con l'emanazione del decreto legislativo n. 116 del 2020, nasce dalla constatazione che le misure introdotte dalle singole Regioni e Province autonome, tramite la pianificazione locale, non sono state sufficienti, a livello medio nazionale, a raggiungere gli obiettivi fissati dalle direttive europee. In particolare, l'articolo 198-bis del decreto legislativo n. 152 del 2006, mediante un'azione di indirizzo, tenuto conto dei criteri di razionalizzazione conseguenti al principio di prossimità, dei fattori ambientali ed economici, mira ad una maggiore sinergia tra aree del Paese per far fronte alla carenza impiantistica. Per l'elaborazione di tale programma, l'articolo 198-bis prevede espressamente il supporto di ISPRA e, per la sua approvazione, è prevista l'intesa con la Conferenza Stato-Regioni.

I tempi previsti per l'elaborazione del programma e la sua approvazione sono di 18 mesi a partire dall'entrata in vigore della norma e, considerata sia la complessità del progetto e sia l'obbligo di sottoporre il programma alle procedure di assoggettabilità a procedura di VAS, si è ritenuta opportuna l'istituzione di un tavolo tecnico istituzionale per l'elaborazione del programma nazionale per la gestione dei rifiuti, la cui prima riunione si è tenuta il 12 novembre 2020. In questo tavolo, oltre al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, oggi Ministero della transizione ecologica, partecipano ISPRA, quale focal point nella regia dei dati relativi a flussi di rifiuti e impianti, le Regioni e Province autonome oltre all'ANCI, in rappresentanza delle istanze territoriali. Considerati i temi trattati, la sua prima seduta ha visto la partecipazione del Ministero dello sviluppo economico per le tematiche relative all'economia circolare e di ARERA, competente in materia di regolazione tariffaria. Potranno essere, inoltre, coinvolti ulteriori soggetti istituzionali per la trattazione di eventuali questioni che potranno emergere nel seguito dei lavori.

L'adozione del programma nazionale di gestione dei rifiuti previsto dall'articolo 198-bis del testo unico sull'ambiente, la cui elaborazione è stata attivata mediante l'istituzione di specifici tavoli tecnici che prevedono il coinvolgimento degli stakeholder unitamente agli enti istituzionali competenti, consentirà la definizione di tutte le misure e strategie necessarie al raggiungimento degli obiettivi fissati a livello unionale.

CINGOLANI ROBERTO Ministro della transizione ecologica

18/03/2021