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Atto a cui si riferisce:
S.4/04424 DORIA, BRIZIARELLI, LUNESU, PIANASSO, CAMPARI, ZULIANI, BERGESIO, RUFA, RICCARDI, BAGNAI, SAPONARA, PUCCIARELLI, ALESSANDRINI, PISANI Pietro, LUCIDI - Ai Ministri dell'ambiente e della...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 098
all'Interrogazione 4-04424

Risposta. - Il SIN "aree industriali di Porto Torres", individuato dalla legge n. 179 del 2002, è stato perimetrato con decreto del Ministro dell'ambiente 7 febbraio 2003. La perimetrazione è stata modificata con un successivo decreto 3 agosto 2005 e con l'ulteriore decreto 21 luglio 2016.

Circa il 70 per cento delle aree a terra all'interno del perimetro è stato caratterizzato. Ad oggi le risorse pubbliche totali stanziate per il SIN ammontano a 10.118.120,68 euro, di cui 8.053.823 euro messi a disposizione dal Ministero.

In data 22 settembre 2009 è stato sottoscritto da Ministero, Regione autonoma della Sardegna, Provincia di Sassari, Comune di Sassari e Comune di Porto Torres, l'accordo di programma "per la definizione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica delle aree comprese nel sito di interesse nazionale di Porto Torres", riguardante alcune aree pubbliche. Sulla base dell'accordo sono state sottoscritte due convenzioni.

La convenzione del 14 marzo 2012, firmata da Ministero, Regione, Comune di Porto Torres e consorzio industriale provinciale di Sassari (CIPSS), individua quest'ultimo come soggetto attuatore degli interventi di messa in sicurezza e bonifica, dei quali si sintetizza l'iter istruttorio: a) discarica consortile: con decreto n. 9/STA del 12 gennaio 2018 il Ministero ha chiuso il procedimento per i suoli dell'area circostante il corpo rifiuti, chiedendo il monitoraggio delle acque di falda; b) depuratore consortile: con decreto n. 174/STA del 12 aprile 2018 il Ministero ha approvato l'analisi di rischio, chiedendo l'elaborazione del progetto di bonifica dei suoli e delle acque di falda. Il 24 aprile 2020 il CIPSS ha trasmesso il "progetto di messa in sicurezza operativa (MISO) delle acque di falda del depuratore consortile di Porto Torres", sul quale, acquisita la validazione dell'ARPA Sardegna sulle indagini, si convocherà una conferenza di servizi; c) aree libere consortili: dopo una conferenza di servizi istruttoria, con nota del 21 ottobre 2020 è stata indetta una conferenza dei servizi decisoria per l'approvazione del documento "analisi di rischio sanitario ambientale delle aree libere consortili", trasmesso dal CIPSS; d) centro intermodale regionale: con decreto direttoriale n. 539/STA del 3 dicembre 2018 è stata chiesta la rielaborazione dell'analisi di rischio. Il CIPSS ha eseguito indagini ambientali integrative, validate dall'ARPA Sardegna. Ad oggi si è in attesa della nuova analisi di rischio; e) tratto terminale del torrente Fiume Santo: con decreto direttoriale n. 325/STA del 13 agosto 2019 è stato approvato il documento "revisione del piano delle attività di caratterizzazione - Fiume Santo", trasmesso dal CIPSS quale variante del "piano di caratterizzazione della foce del rio Fiume Santo". Ad oggi si è in attesa della documentazione relativa ai risultati delle indagini ambientali previste dal piano.

La convenzione del 14 febbraio 2013, relativa all'area dell'ex discarica di Calancoi, firmata da Regione e Comune di Sassari, è finalizzata alla caratterizzazione integrativa dell'area della discarica, alla progettazione degli interventi di messa in sicurezza di emergenza e loro realizzazione e alla progettazione degli interventi di messa in sicurezza permanente. Ad oggi è stata eseguita la caratterizzazione integrativa e sono in corso le attività di messa in sicurezza di emergenza (capping, gestione biogas e percolato, monitoraggio delle acque di falda). Il 20 maggio 2020 il Ministero ha convocato una conferenza dei servizi istruttoria sul documento "rapporto tecnico illustrativo delle misure di prevenzione di mise attuate presso la discarica di Calancoi e di interpretazione dei dati acquisiti nell'ambito delle indagini integrative di caratterizzazione eseguite - aggiornamento di completamento indagini" trasmesso dal Comune di Sassari. Sulla documentazione sono stati acquisiti i pareri degli enti tecnici che hanno formulato osservazioni e richiesto integrazioni, a loro volta oggetto di controdeduzioni sulle quali è stato chiesto il parere agli enti tecnici.

Il "protocollo d'intesa per la chimica verde a Porto Torres", sottoscritto il 26 maggio 2011, prevede la riconversione dello stabilimento petrolchimico, mediante la dismissione dei vecchi impianti per la produzione di prodotti chimici di sintesi e la realizzazione di un polo per la chimica verde per la produzione di bioplastiche, biolubrificanti e additivi per gomme, alimentato da una centrale a biomasse solide. Al fine della realizzazione del polo industriale per la chimica Verde sono state utilizzate due aree interne allo stabilimento petrolchimico di pertinenza di ENI Rewind SpA, denominate "area newco fase 1 (polo sud)" e "area newco nord", per una superficie complessiva di circa 30 ettari. Per la prima area i terreni sono risultati conformi alle CSR (obiettivi di bonifica) calcolate con l'analisi di rischio, per la seconda area con decreto direttoriale n. 48/STA del 2 marzo 2015 è stato approvato il progetto di bonifica dei suoli, i cui lavori sono stati completati e certificati dalla Provincia di Sassari. A seguito della riconfigurazione del progetto industriale, Enipower SpA ha deciso di non procedere alla realizzazione della centrale a biomasse nel sito di Porto Torres.

La Regione Sardegna, nell'ambito del procedimento di autorizzazione unica, nel 2018 ha approvato il progetto per la realizzazione e l'esercizio di un impianto fotovoltaico di potenza pari a 31 MW, proposto da ENI New Energy SpA. L'impianto, entrato in funzione a febbraio 2020, è ubicato in corrispondenza di un'area di superficie complessiva di 84 ettari interna allo stabilimento petrolchimico, i cui terreni sono risultati conformi alle CSR calcolate con l'analisi di rischio. Tutte le aree sono state caratterizzate ed è stata elaborata l'analisi di rischio. Con decreto n. 382/STA del 31 agosto 2017 è stato approvato il "progetto operativo di bonifica della falda" le cui attività sono in corso.

Per quanto riguarda i terreni, il "progetto Nuraghe" riguarda la bonifica dei suoli di alcune aree interne allo stabilimento petrolchimico (area Minciaredda: circa 29 ettari; area palte fosfatiche: circa 3 ettari; area vasche peci DMT: circa 1,5 ettari) e prevede due fasi: a) fase 1, approvata con decreto direttoriale n. 385/STA del 26 luglio 2018, per la bonifica dell'area Minciaredda e dell'area vasche peci DMT, le cui attività di bonifica sono in corso; b) fase 2, che prevede la rimozione dei materiali TENORM (tecnically enhanced naturally occurring radioactive material) provenienti dall'area palte fosfatiche e dalla demolizione dell'impianto di acido fosforico e il conferimento presso un impianto di confinamento on site (modulo palte fosfatiche) dei materiali non recuperabili: vista la presenza di materiali TENORM, è stata avviata dal prefetto di Sassari la procedura di cui all'art. 126-bis del decreto legislativo n. 230 del 1995, non ancora conclusa. Acquisito il provvedimento prefettizio, si procederà ad indire una conferenza dei servizi per il prosieguo del procedimento, ai sensi del decreto legislativo n. 152 del 2006, in relazione al superamento delle CSR nella matrice suolo.

Inoltre, si fa presente che, con decreto direttoriale n. 4857/TRI del 17 febbraio 2014, è stato approvato il "progetto operativo di bonifica dei terreni delle aree M01, M02 e M03" che prevede l'applicazione di tecnologie (multi phase extraction e desorbimento termico) per la bonifica delle aree citate. I risultati ottenuti nel corso della bonifica saranno utilizzati per ottimizzare gli interventi da adottare per la bonifica dei suoli nelle altre aree dello stabilimento petrolchimico, dove sono stati accertati superamenti delle CSR.

Per quanto riguarda gli interventi di semplificazione si rammenta che, proprio con la finalità di semplificare e razionalizzare i procedimenti di bonifica, il decreto-legge n. 76 del 2020 ("decreto semplificazione") ha modificato, tra gli altri, l'art. 252 del decreto legislativo n. 152 del 2006, prevedendo semplificazioni per la procedura di bonifica dei SIN. Tale modifica normativa si colloca nel percorso avviato dal Governo allo scopo di favorire il completamento degli interventi di bonifica e rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla loro sollecita conclusione.

Infine, relativamente ad un'eventuale riperirnetrazione del SIN, si fa presente che la perimetrazione di un sito può variare nel tempo incrementando o riducendo le superfici coinvolte sulla base di nuove informazioni sulla contaminazione potenziale o accertata o sulla base di una più accurata definizione delle zone interessate dalle potenziali sorgenti di contaminazione. L'art. 36-bis, comma 3, del decreto-legge n. 83 del 2012, riconosce alla Regione un ruolo propulsivo laddove prevede che, su richiesta della Regione interessata, con decreto ministeriale, sentiti gli enti locali interessati, può essere ridefinito il perimetro dei SIN, precisando che "rimangono di competenza regionale le necessarie operazioni di verifica ed eventuale bonifica della porzione di siti che, all'esito di tale ridefinizione, esuli dal sito di interesse nazionale".

CINGOLANI ROBERTO Ministro della transizione ecologica

18/03/2021