• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/08851 (4-08851)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08851presentato daPATASSINI Tulliotesto diGiovedì 8 aprile 2021, seduta n. 482

   PATASSINI, RIXI, MORRONE, MARCHETTI, D'ERAMO, TATEO, LUCCHINI, RAFFAELLI, BENVENUTO, VALBUSA, BADOLE, VALLOTTO, DARA e EVA LORENZONI. — Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, al Ministro della transizione ecologica. — Per sapere – premesso che:

   la legge quadro sull'inquinamento acustico n. 447 del 1995, all'articolo 10, comma 5, prevede che le società e gli enti gestori di servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture attuino «piani di contenimento e di abbattimento del rumore» nel caso del superamento dei valori limite, stabiliti per l'infrastruttura ferroviaria dal decreto del Presidente della Repubblica n. 459 del 1998;

   il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha emanato, in data 29 novembre 2000, il decreto recante «Criteri per la predisposizione di piani di contenimento del rumore da parte dei gestori dei servizi pubblici di trasporto e delle relative infrastrutture», che prevede l'obbligo per il gestore di infrastrutture di realizzare sulle linee ferroviarie in esercizio interventi di risanamento acustico con un piano ripartito in 15 anni per un costo complessivo di 8,3 miliardi di euro;

   l'articolo 5 del decreto ministeriale del 29 novembre 2000 disciplina gli «oneri e le modalità del risanamento» indicando, al comma 3, la scala di priorità degli interventi da effettuarsi: direttamente sulla sorgente rumorosa; lungo la via di propagazione del rumore dalla sorgente al ricettore o direttamente sul ricettore;

   Rete Ferroviaria Italiana Spa ha redatto un piano che prevede soltanto interventi lungo la via di propagazione del rumore con qualche intervento sul ricettore;

   la Conferenza delle regioni e delle province autonome del 21 giugno 2012, aveva già approvato il progetto di Rfi nel 2004, con la condizione che fossero presi in considerazione interventi sulla sorgente, in quanto era stato rilevato che «Rfi ha presentato l'aggiornamento del Piano al 30 gennaio 2009 senza modificare la scelta di prevedere esclusivamente interventi di mitigazione sul percorso di propagazione del rumore (barriere acustiche) e interventi sui recettori isolati, senza fornire ulteriori elementi sulla possibilità di risanamento alla sorgente, né analizzando la presenza di recettori esterni alla fascia A»;

   l'amministratore delegato di Rfi all'epoca in carica, ingegner Gentile, durante l'audizione del 25 luglio 2019 presso la IX Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera, chiesta dal gruppo Lega, osservava la natura eccessivamente impattante dell'opera per il tessuto urbano delle città soprattutto marittime e precisava, inoltre, l'esistenza di tecnologie che possono ridurre sensibilmente il rumore dei treni;

   il piano di intervento proposto da Rfi è a bassa tecnologia e ad alto impatto ambientale. L'installazione delle barriere fonoassorbenti alte fino a circa 8 metri porterebbe infatti ad un forte impatto da un punto di vista paesaggistico ed urbanistico, con risvolti economici, turistici e sociali altamente negativi per l'intera costa adriatica sia durante la lunga fase della cantierizzazione delle opere stesse, sia a lavori ultimati;

   i comitati di cittadini hanno evidenziato in modo unanime il forte impatto negativo delle barriere sul tessuto sociale ed economico dei territori interessati;

   l'adozione di interventi direttamente sulla sorgente rumorosa porterebbero invece un forte risparmio economico grazie alla riduzione degli investimenti necessari;

   altri Paesi europei hanno effettuato interventi per l'abbattimento del rumore ferroviario intervenendo sulla sorgente, cioè sui binari, sulle ruote e sui sistemi frenanti dei treni, limitando a casi eccezionali ed in via assolutamente residuale il ricorso a barriere fonoassorbenti di altezza ridotta (da 80 cm a 2/3 metri al massimo) –:

   quali iniziative, anche normative, il Governo intenda porre in essere alla luce delle più recenti innovazioni tecnologiche, consistenti nel miglioramento del materiale rotabile e nelle politiche incentivanti di retrofitting del materiale rotabile in esercizio, anche attraverso l'individuazione di una nuova modalità di determinazione dell'impatto acustico, e se ritenga di costituire un tavolo di lavoro con gli attori interessati volto a definire soluzioni alternative all'installazione delle barriere fonoassorbenti.
(4-08851)