• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/08807 (4-08807)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08807presentato daBELLUCCI Maria Teresatesto diMartedì 6 aprile 2021, seduta n. 480

   BELLUCCI e BUCALO. — Al Ministro per la pubblica amministrazione. — Per sapere – premesso che:

   il Ministro interrogato ha annunciato pochi giorni fa le prime indiscrezioni sul nuovo protocollo per la prevenzione e la protezione dal rischio di contagio da Covid-19 nell'organizzazione e nella gestione delle prove selettive dei concorsi pubblici;

   pur accogliendo positivamente la notizia dello sblocco di almeno 60 concorsi, che si svolgeranno su tutto il territorio nazionale per oltre 125 mila posti pubblici pronti per essere assegnati, l'emanando protocollo, così come quello finora vigente, rimane caratterizzato per gli interroganti da alcune criticità, illogicità e contraddizioni;

   in particolare, per la partecipazione ai concorsi pubblici indetti per il 2021 è richiesto ai candidati di effettuare un tampone rapido o molecolare nelle 48 ore precedenti, realizzando, di fatto, una vera e propria selezione su base reddituale, tenuto conto dei costi non certo insignificanti per ogni singolo tampone, che si aggiungono, ovviamente, al pagamento delle tasse per la presentazione della domanda di iscrizione e del fatto, non inusuale, che i «concorsisti» si iscrivono a più procedure;

   stante così la situazione, la spesa che i giovani in cerca di un'occupazione devono sostenere rischia di diventare eccessivamente onerosa e per alcuni anche proibitiva, secondo gli interroganti, in contrasto con l'articolo 3 della Costituzione;

   oltre all'aspetto economico, c'è da considerare un aspetto sanitario, posto che, sulla base di ormai consolidate risultanze scientifiche, il tampone molecolare e, ancor di più, quello antigenico, non hanno un'accuratezza del 100 per cento e potrebbero incorrere anche in «falsi positivi», escludendo ingiustificatamente un candidato dall'opportunità di partecipare alla procedura concorsuale; o ancora, il caso delle persone positive a lungo termine che, considerate clinicamente guarite e, quindi, autorizzate a interrompere la quarantena dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi, come da circolare del Ministero della salute del 12 ottobre 2020, continuano a risultare positive al test molecolare per Sars-CoV-2, con il paradosso che possono rientrare in sicurezza nella comunità, ma non possono partecipare ad un concorso pubblico;

   infine, rileva un problema logistico, dal momento che, qualora lo svolgimento della prima prova concorsuale venisse fissato il lunedì, il tampone andrebbe eseguito il sabato, giorno prefestivo, con il rischio per i candidati di non ottenere il referto in tempo utile ed essere esclusi indebitamente dalla selezione;

   tali prescrizioni rischiano di essere suscettibili di numerosi ricorsi all'autorità giurisdizionale competente, in quanto creano un'ingiustificata disparità di trattamento fra i partecipanti, gravati da adempimenti irragionevoli, anche alla luce delle evidenze della più aggiornata letteratura scientifica: le misure preventive consistenti nel distanziamento sociale, nell'utilizzo di idonea mascherina e nell'igienizzazione delle mani e degli ambienti risultano sufficienti a limitare e ad evitare la diffusione del virus –:

   se il Governo intenda rivedere il protocollo per la prevenzione e la protezione dal rischio di contagio da Covid-19 nell'ambito della gestione dei concorsi pubblici di cui in premessa, con particolare riguardo alla prescrizione di un tampone rapido o molecolare a carico del candidato, sostituendolo, ad esempio, con la previsione di un'autocertificazione attestante il proprio stato di salute, che sarebbe, comunque, accompagnata dalla misurazione della temperatura in sede di concorso e dall'assenza di sintomi riconducibili al Covid-19.
(4-08807)