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Atto a cui si riferisce:
C.5/05409 (5-05409)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 31 marzo 2021
nell'allegato al bollettino in Commissione XI (Lavoro)
5-05409

  L'On.le interrogante chiede di conoscere se e quali iniziative intenda il Governo adottare affinché ai lavoratori marittimi vengano doverosamente corrisposti, in tempi ragionevoli, i trattamenti di malattia.
  Preliminarmente occorre fare riferimento al contesto istituzionale che – in applicazione dell'articolo 10, comma. 3, del decreto-legge n. 76 del 2013, convertito dalla legge n. 99 del 2013 – ha determinato il trasferimento del pagamento delle prestazioni economiche di malattia e maternità per gli iscritti alle casse marittime per gli infortuni sul lavoro dall'Inail (e in precedenza dall'ex Ipsema) all'INPS.
  Nel passaggio delle attività di gestione, è stata mantenuta la medesima modalità di trasmissione degli elementi retributivi per la determinazione delle indennità. Trattandosi tuttavia di protocolli gestionali non in linea con gli standard Inps, sono stati realizzati nuovi applicativi informatici, con conseguente dismissione dei precedenti che sono stati mantenuti a soli fini di consultazione dell'archivio informatico.
  Tramite un applicativo web dedicato e disponibile, oggi i datori di lavoro trasmettono la retribuzione di riferimento necessaria al calcolo della specifica indennità; poiché per legge non è previsto un termine per detta trasmissione, al fine di evitare disagi correlati all'eventuale differimento dei pagamenti, nelle more della trasmissione del flusso retributivo specifico, la prassi in uso prevede elaborazioni e pagamenti provvisori, determinati sulla base delle retribuzioni stabilite dalla contrattazione di settore.
  La descritta procedura è un unicum rispetto alla generalità delle lavorazioni, nelle quali la base di calcolo delle prestazioni è determinata sulla base dei flussi Uniemens utilizzati per l'assolvimento contributivo (in tali ipotesi infatti, nelle more della disponibilità dei relativi flussi Uniemens, non sono effettuati pagamenti provvisori).
  In ossequio al principio della dematerializzazione dell'attività della PA, l'INPS sta implementando l'acquisizione dei necessari elementi istruttori attraverso i sistemi telematici e le banche dati ma, nello specifico settore marittimo, si registra ancora oggi un cospicuo uso di documentazione cartacea.
  Nonostante l'obbligo di invio all'INPS della certificazione medica, ove cartacea, entro due giorni dal rilascio, sovente la trasmissione dei certificati in originale non rispetta detto termine; in assenza della certificazione medica in originale non è consentito il pagamento delle indennità, anche laddove questa fosse anticipata, ad esempio a mezzo fax o posta elettronica.
  La trasmissione telematica, avviata dall'inizio dell'anno 2020, comporterà certamente un cospicuo abbattimento dei tempi medi di lavorazione, in virtù della disponibilità della certificazione telematica in tempo reale.
  È altresì da considerare che, poiché nel certificato telematico sono assenti gli elementi relativi al rapporto di lavoro, i menzionati requisiti lavorativi sono ad oggi acquisiti dal libretto di navigazione (o ulteriore documentazione equivalente) ed accertati sulla base dei controlli incrociati con banche dati interne/esterne, che sono tra esse disaggregate e disomogenee.
  Per consentire un contemperamento tra l'esigenza di tempestività e l'esigenza di escludere – o almeno mitigare – il rischio di pagamento di prestazioni non dovute (in tutto o in parte) è in fase di sviluppo informatico da parte dell'INPS una «comunicazione integrativa» che, pur non costituendo domanda di malattia, costituirà elemento di aggregazione di elementi istruttori della richiesta di indennità.
  Si ricorda, ancora che, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 620 del 1980 e dei relativi decreti attuativi, per la categoria dei lavoratori marittimi, contrariamente a quanto previsto per la generalità degli assicurati per malattia, le visite mediche domiciliari di controllo non sono di competenza INPS, ma del Ministero della salute, attraverso gli ambulatori USMAF-SASN. A tale proposito, con Determinazione n. 46 del 6 giugno 2019, l'Organo munito dei poteri del Consiglio di Amministrazione dell'INPS ha adottato un Protocollo d'intesa con il Ministero della salute, entrato in vigore il 12 luglio 2019, con scadenza 11 luglio 2022. Tale Protocollo è volto alla razionalizzazione e al coordinamento degli adempimenti connessi alla richiesta, all'effettuazione e alla gestione degli esiti delle visite mediche di controllo, con l'obiettivo di una maggiore tempestività e numerosità di controlli medico fiscali ai lavoratori marittimi, al fine di superare le difficoltà operative riscontrate e riconducibili alla mancanza di un flusso strutturato e al ridotto numero di medici domiciliari del Ministero della salute.
  Tanto premesso, considerata la meritevole e certamente prioritaria esigenza di ridurre allo stretto necessario il rischio di disservizi all'utenza, occorre al contempo garantire il rispetto dell'esigenza di assicurare che l'erogazione delle tutele previdenziali avvenga sulla base di requisiti sanitari ed amministrativi accertati e confidenti. E ciò anche in considerazione della natura previdenziale delle prestazioni in parola che, pur essendo compensative della mancata retribuzione, non costituiscono strumento di sostegno al reddito come misura universalistica.
  Certamente la situazione denunciata dagli interroganti necessita di attenzione e di solerte valutazione. Considerati i ritardi e le difficoltà applicative riscontrate, assicuro pertanto l'impegno del Ministero che rappresento a sostenere i processi di informatizzazione e razionalizzazione in atto da parte dell'INPS, oltre che a promuovere in prospettiva un'opera di razionalizzazione e armonizzazione normativa in tale settore. Assicuro altresì l'impegno del Ministero del lavoro a individuare e monitorare eventuali ritardi localizzati in specifiche realtà territoriali, al fine di sollecitare l'INPS ad adottare ogni utile elemento correttivo per consentire a tutti i lavoratori del settore marittimo di percepire l'indennità di malattia nei termini di legge.