• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/05190 LEONE, SANTANGELO, FERRARA, TRENTACOSTE, VANIN, VACCARO, PRESUTTO, DI GIROLAMO, PAVANELLI, GALLICCHIO, PUGLIA - Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. - Premesso...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05190 presentata da CINZIA LEONE
martedì 30 marzo 2021, seduta n.308

LEONE, SANTANGELO, FERRARA, TRENTACOSTE, VANIN, VACCARO, PRESUTTO, DI GIROLAMO, PAVANELLI, GALLICCHIO, PUGLIA - Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. - Premesso che:

l'ANBI (Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue) è l'Associazione nazionale che tutela gli interessi dei Consorzi di bonifica, irrigazione e miglioramento fondiario operanti in Italia, e che mira alla sicurezza ambientale, territoriale nonché alimentare del Paese;

l'Osservatorio ANBI ha reso noto, in data 4 marzo 2021, che le risorse idriche in Sicilia ammontano a circa 375 milioni di metri cubi, prefigurando dunque un'estate agricola molto difficile;

considerato che:

la Sicilia è una regione con un forte deficit di disponibilità idrica causato da un sistema infrastrutturale che risulta tra i peggiori a livello europeo, tra invasi e reti idriche, che disperde più della metà dell'acqua immessa nel circuito, nonché dalla scarsità delle piogge, che hanno registrato in quest'ultimo anno un calo di quasi 86 milioni di metri cubi nel confronto con le riserve d'acqua presenti lo scorso anno;

le drammatiche conseguenze che un tale stato di cose comporta sul sistema produttivo locale sono state sollevate in una nota di Coldiretti, in cui si sottolinea come l'allarme siccità in Sicilia stia acutizzando delle situazioni già molto gravi ("Quotidiano di Sicilia", 30 luglio 2020);

il Consiglio nazionale delle ricerche già tempo fa aveva evidenziato l'elevato rischio desertificazione e, come confermato da un'altra ricerca dell'Osservatorio ANBI nelle parole del presidente Francesco Vincenzi, risulta come fondamentale l'utilizzo di bacini che raccolgano le acque di pioggia quando arrivano, per utilizzarle nei momenti di bisogno idrico;

considerato infine che la problematica legata alle riserve idriche in Sicilia è di natura non più emergenziale, bensì cronica e le condizioni di chiara inefficienza delle infrastrutture ormai vetuste e malfunzionanti presenti nell'isola, in particolare condotte e dighe, sono di pubblico dominio ormai da tempo,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti;

quale sia, ad oggi, la programmazione di investimenti verso la Sicilia e il Mezzogiorno per rinnovare, nonché rendere efficaci, i sistemi di gestione delle risorse idriche, al fine di limitare la dispersione delle acque e dunque scongiurare il protrarsi del descritto stato delle cose, anche in considerazione della prolungata carenza di piogge, nonché degli storici ritardi infrastrutturali.

(4-05190)