• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.9/02757/036    premesso che:     l'articolo 9 del disegno di legge reca principi e criteri direttivi per il recepimento della direttiva (UE) 2019/790, sul diritto d'autore e sui diritti...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/02757/036presentato daDE LUCA Pierotesto presentato Martedì 30 marzo 2021 modificato Mercoledì 31 marzo 2021, seduta n. 478

   La Camera,
   premesso che:
    l'articolo 9 del disegno di legge reca principi e criteri direttivi per il recepimento della direttiva (UE) 2019/790, sul diritto d'autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale e che modifica le direttive 96/9/CE e 2001/29/CE;
    la lettera n) del suddetto articolo indica di definire le attività di cui all'articolo 17, paragrafo 4, della direttiva (UE) 2019/790, con particolare riferimento al livello di diligenza richiesto al fine di ritenere integrato il criterio dei «massimi sforzi», nel rispetto del principio di ragionevolezza;
   considerato che:
    la direttiva oggetto di recepimento reca all'articolo 17 disposizioni circa l'utilizzo di contenuti protetti da parte di prestatori di servizi di condivisione di contenuti online;
    il paragrafo 4 di detto articolo prevede che qualora non sia concessa alcuna autorizzazione, i prestatori di servizi sono responsabili per atti non autorizzati di comunicazione al pubblico, di opere e altri materiali protetti dal diritto d'autore;
    quanto previsto dal paragrafo 4 reca le eccezioni di cui alle lettere a), b) e c) secondo cui si deve dimostrare di aver compiuto i massimi sforzi per ottenere un'autorizzazione e per assicurare che non siano disponibili opere e altri materiali protetti dai diritti d'autore; di aver agito tempestivamente dopo aver ricevuto una segnalazione sufficientemente motivata dai titolari dei diritti, per disabilitare l'accesso o rimuovere dai loro siti web dette opere o materiali e aver compiuto i massimi sforzi per impedirne il caricamento in futuro;
    il considerando 66 della stessa direttiva prevede che, nel valutare se un prestatore di servizi ha compiuto i massimi sforzi, occorre tenere conto del principio di proporzionalità;
    lo stesso considerando prevede inoltre che detti obblighi non dovrebbero indurre a imporre un obbligo generale di sorveglianza e che qualsiasi misura adottata dai prestatori di servizi non dovrebbe andare oltre quanto necessario per raggiungere l'obiettivo di cui al paragrafo 4;
   tenuto conto che:
    nella versione francese della direttiva si parla di «meilleurs efforts» (migliori sforzi) mentre in quella italiana di «massimi sforzi»;
    la versione olandese della Direttiva riporta invece la dicitura «tutti gli sforzi» («alles in het werk hebben gesteld»), ma il Governo olandese nel recepimento ha deciso di modificarla con «migliori sforzi» («beste vermogen»);
    l'espressione usata nella versione italiana troverebbe una più esatta traduzione con il termine «migliori sforzi», in linea anche con il principio di ragionevolezza di cui all'articolo 9 del disegno di legge e con il principio di proporzionalità richiamato dal considerando 66 della Direttiva,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di provvedere a una trasposizione in diritto interno del termine «best efforts», tenendo in considerazione l'esigenza di armonizzazione con il criterio dei «massimi sforzi» indicato nelle differenti versioni linguistiche della Direttiva, nonché con i principi di ragionevolezza e proporzionalità che costituiscono due valori centrali che ispirano la Direttiva stessa.
9/2757/36. De Luca, Berlinghieri, Campana, De Maria, Sensi.