• Testo della risposta

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.5/05559 (5-05559)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 24 marzo 2021
nell'allegato al bollettino in Commissione IV (Difesa)
5-05559

  A premessa della risposta è doveroso ricordare che il Governo, sulla tematica oggetto dell'interrogazione in esame, è già intervenuto presso questa Commissione, in data 7 novembre 2019 e, da ultimo, in data 9 gennaio 2020, in riscontro a due interrogazioni a risposta immediata a firma del medesimo Onorevole Tondo.
  Ciò a testimonianza dell'interesse autentico e del fattivo coinvolgimento che la Difesa ha sempre avuto sulla vicenda richiamata, in ossequio ad un basilare principio di trasparenza e, mi sia consentito sottolinearlo, per poter pienamente corrispondere alle legittime richieste di conoscenza avanzate dai genitori del militare scomparso.
  Giova ribadire, anche in tale sede, che proprio a seguito di specifico interessamento degli Uffici di Gabinetto del Ministro della difesa, il Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Udine ha disposto, in data 7 novembre 2019, la restituzione di tutta la documentazione sanitaria a beneficio delle strutture sanitarie ove era stata a suo tempo sequestrata e, in ultima analisi, anche a beneficio di tutti gli altri interessati.
  Nel merito del quesito posto, con cui si chiede al Ministro della Difesa «per quali motivazioni non sia stato disposto nei riguardi di Francesco Rinaldelli, come illustrato in premessa, l'emocromo completo come previsto dai bandi di concorso, dal personale addetto incaricato, al momento dell'arruolamento», si sottolinea, preliminarmente, che come si evince anche dal bando di arruolamento per i VFA dell'anno 2003, i candidati avrebbero potuto concorrere sulla base del profilo sanitario ottenuto nel corso della visita di leva, mentre in sede di visita di incorporamento, allora come oggi, non era previsto alcun esame di laboratorio.
  Tanto chiarito, per una migliore comprensione dei fatti, si riporta un breve quadro riassuntivo dell'intera vicenda:

   il compianto militare veniva arruolato nell'Esercito Italiano il 17 febbraio 2004, con ferma volontaria annuale nell'8° Reggimento Alpini in Cividale del Friuli;

   nel novembre 2004 gli veniva diagnosticato un linfoma di Hodgkin (LH), per cui veniva sottoposto a cicli di chemioterapia, e altri interventi terapeutici (autotrapianto e trapianto allogenico);

   in data 16 marzo 2008, tristemente, decedeva;

   in sede di esame del rapporto causale per l'attribuzione dei benefici previdenziali tra l'infermità terminale ed il servizio svolto, la verificazione redatta su incarico del T.A.R. per il Friuli Venezia Giulia dall'istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (1RCCS) Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (PN) in data 27 gennaio 2016, escludeva qualsivoglia relazione causale della patologia terminale tanto con le vaccinazioni effettuate dal militare quanto con l'esposizione ai fattori inquinanti nel sito di Porto Marghera dove lo stesso aveva, per un periodo, prestato servizio di Vigilanza.

  Si osserva, inoltre, che nell'atto si fa riferimento ad una presunta mancata valorizzazione, in sede di visita di incorporamento del 17 febbraio 2004, di un esame emocromocitometrico effettuato dal defunto in data 8 gennaio 2004, in cui si evidenziava una «lieve leucocitosi neutrofila».
  Tale aspetto, autonomo ed indifferente rispetto all'analisi del nesso causale – essendo stato escluso qualsivoglia ruolo causale tra vaccinazioni obbligatorie effettuate sul militare e l'insorgenza della malattia – non può scientificamente essere giudicato rilevante da un punto di vista giuridico e medico-legale.
  Infatti, come hanno accertato gli organi tecnico-sanitari della Difesa, l'assoluta genericità di un riscontro di una «lieve leucocitosi neutrofila» oltre un mese prima dall'incorporamento, non rappresentava condizione sufficiente alla preclusione di un giudizio di idoneità del militare e, conseguentemente, della normale procedura vaccinale prevista.
  Pertanto, l'apprezzamento della modesta alterazione emocromocitometrica dell'8 gennaio 2004 non appare associabile ad una pregressa latenza dell'infermità terminale, anche nella considerazione che la manifestazione di un quadro iperacuto, costituito dall'insorgenza alla data del 1° novembre 2004 di una tumefazione sovraclaveare destra in assenza di febbre o altra sintomatologia, è avvenuto a distanza di 9 mesi dalla visita di incorporamento.
  In ultimo, l'auspicata interlocuzione in ordine alla situazione medico-legale sopra descritta potrebbe verosimilmente essere poco chiarificativa per il Signor Rinaldelli in considerazione della necessità per l'Autorità politica di possedere specifiche competenze «medico-scientifiche».
  Per tale ragione, non si ravvisano ragioni ostative a calendarizzare un eventuale incontro tra un rappresentante del dicastero, in possesso di adeguate competenze nel settore, ed il padre del compianto Francesco, qualora quest'ultimo dovesse ribadirne l'interesse in futuro.