• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/02358 EVANGELISTA, DONNO, NATURALE, LEONE, TRENTACOSTE, GAUDIANO, PIARULLI, FERRARA, CASTALDI, D'ANGELO, ABATE, LANNUTTI, RUSSO, LANZI, MAIORINO, MATRISCIANO - Al Ministro della giustizia. -...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02358 presentata da ELVIRA LUCIA EVANGELISTA
mercoledì 24 marzo 2021, seduta n.307

EVANGELISTA, DONNO, NATURALE, LEONE, TRENTACOSTE, GAUDIANO, PIARULLI, FERRARA, CASTALDI, D'ANGELO, ABATE, LANNUTTI, RUSSO, LANZI, MAIORINO, MATRISCIANO - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:

la violenza di genere costituisce da sempre un fenomeno complesso di portata globale e trasversale, un fenomeno che nonostante gli importanti interventi normativi costituisce tuttora una drammatica realtà, come dimostrano anche le parole spese sul tema dal Presidente della Repubblica e dal Presidente del Consiglio dei ministri in occasione della celebrazione della festa della donna lo scorso 8 marzo 2021;

i dati ISTAT rappresentano che nel periodo 1° gennaio-31 maggio 2020, la convivenza forzata imposta dal lockdown nazionale ha generato un allarmante aumento, pari all'11 per cento rispetto all'anno 2019, dei procedimenti iscritti per maltrattamenti contro familiari e conviventi, catalogabili come violenza di genere;

ancora, nel periodo marzo-ottobre 2020 le chiamate valide al numero di pubblica utilità 1522 è esponenzialmente cresciuto rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, passando da 13.424 a 23.071 (circa il 70 per cento in più). Triplicate anche le richieste di aiuto tramite chat (da 829 a 3.347);

la velocità con la quale si passa dai "reati spia" al femminicidio è aumentata sensibilmente e ciò fa sì che spesso la risposta data dalle autorità non risulti sufficiente ad evitare la terribile escalation di violenza;

considerato che:

con i precedenti interventi normativi per il contrasto alla violenza di genere sono state introdotte nel nostro sistema nuove norme di carattere punitivo-repressivo e misure, necessarie ed efficaci, sul fronte della protezione della vittima e della prevenzione dei reati di violenza di genere;

attualmente, uno degli strumenti di maggior contrasto ai delitti di violenza domestica e di genere è rappresentato dalla legge n. 69 del 2019, detta "codice rosso". Essa è volta, da un lato, a rendere più celere l'azione penale e a garantire l'adozione di eventuali provvedimenti di protezione delle vittime e, dall'altro, a prevedere delle disposizioni volte a rendere maggiormente effettivo il trattamento rieducativo del reo;

in relazione a quest'ultimo aspetto, occorre menzionare l'articolo 6, recante la modifica dell'articolo 165 del codice penale in materia di sospensione condizionale della pena con riguardo ai reati di violenza domestica e di genere. La disposizione (obblighi del condannato) subordina la concessione della sospensione condizionale alla partecipazione a specifici percorsi di recupero presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica e recupero di soggetti condannati per i medesimi reati. Inoltre, l'articolo 17 della legge n. 69 del 2019 novella l'art. 13-bis della legge n. 354 del 1975 (ordinamento penitenziario), prevedendo la possibilità per i condannati per i delitti sessuali, maltrattamenti contro familiari e conviventi, deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso e stalking di intraprendere un trattamento psicologico con finalità di recupero e di sostegno, suscettibile di valutazione ai fini della concessione dei benefici penitenziari (art. 4-bis, comma 1-quinquies, della legge n. 354);

considerato tuttavia che i programmi volti al recupero e alla riabilitazione del soggetto autore del reato non risultano allo stato sufficienti, sia per difetto formativo del personale addetto, che per carenza di risorse finanziarie, ad abbattere il fenomeno della recidiva e, quindi, a completare positivamente il percorso psicologico del maltrattante,

si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di garantire una maggior tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, con particolare riferimento alla formazione dei diversi modelli di trattamento intra ed extra murale, ai protocolli e alle best practice volte alla riduzione dei casi di recidiva, anche attraverso il coinvolgimento dei soggetti esterni all'amministrazione penitenziaria nonché il consolidamento e lo sviluppo di collegamenti e sinergie con il territorio nazionale.

(3-02358)