• Testo MOZIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.1/00334 premesso che: il 30 gennaio 2020, in seguito alla segnalazione da parte della Cina di un cluster di casi di polmonite ad eziologia ignota nella città di Wuhan, poi identificata come un...



Atto Senato

Mozione 1-00334 presentata da DANIELA DONNO
mercoledì 24 marzo 2021, seduta n.307

DONNO, D'ANGELO, PAVANELLI, DI GIROLAMO, VACCARO, MAUTONE, CAMPAGNA, ROMANO - Il Senato,

premesso che:

il 30 gennaio 2020, in seguito alla segnalazione da parte della Cina di un cluster di casi di polmonite ad eziologia ignota nella città di Wuhan, poi identificata come un nuovo coronavirus, l'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato l'epidemia da COVID-19 un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale, definita il successivo 11 marzo come situazione pandemica;

l'Italia, dopo i primi provvedimenti cautelativi adottati a partire dal 22 gennaio, tenuto conto del carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020 ha proclamato lo stato di emergenza e messo in atto le prime misure di contenimento del contagio sull'intero territorio nazionale;

lo stato d'emergenza è stato prorogato con provvedimento del 13 gennaio 2021;

per fronteggiare tale straordinaria situazione di emergenza sanitaria, paralleli ad iniziali misure restrittive e di sospensione di gran parte delle attività produttive industriali e commerciali, che in un ragionevole bilanciamento dei diritti hanno accordato priorità alla tutela della salute e dalle quali sono infatti conseguite limitazioni agli spostamenti e modifiche delle abitudini quotidiane, sono stati emanati diversi provvedimenti legislativi, decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, ordinanze ministeriali e regionali;

perdura a tutt'oggi lo stato di emergenza sanitaria, tanto che il presente Governo opera in continuità con i provvedimenti legislativi pregressi;

considerato che:

sotto lo stretto profilo della risposta sanitaria all'emergenza, il Governo Conte ha elaborato una generale strategia di rafforzamento del sistema sanitario nazionale, messo a dura prova dall'elevato numero di pazienti affetti da COVID-19, mediante l'incremento del finanziamento e l'ulteriore potenziamento di strumenti e dotazioni del sistema, avvalendosi anche di iniziative di supporto e rilancio dell'economia a livello europeo;

è stato altresì sollecitato il rafforzamento dei servizi di prevenzione e una rinnovata integrazione tra le politiche sanitarie e quelle sociali, con particolare attenzione alle case di cura e residenze sanitarie assistenziali, ove si è verificata un'esplosione incontrollata dei contagi, specialmente in alcune aree del Paese;

è stata intensificata, in tutto il territorio, la presenza del "COVID hospital" come strumento fondamentale della gestione ospedaliera dei pazienti, così da ridurre notevolmente il rischio di contagio per gli operatori sanitari e per i pazienti ricoverati per altri motivi;

è stato inoltre disposto il mantenimento, a tutti i livelli, di particolari misure per il distanziamento sociale ed è stato promosso l'utilizzo diffuso dei dispositivi di protezione individuale, almeno fino a quando non sarà disponibile una specifica terapia e non sarà completata la somministrazione del vaccino;

preso atto che:

per quanto concerne la produzione di tali dispositivi di protezione individuale, sono stati previsti appositi incentivi per l'intero periodo dello stato di emergenza ed è stata finanziata anche la produzione e fornitura di dispositivi medici di fondamentale importanza nella cura degli infetti presso le varie strutture sanitarie, ricoverati in blocco nei reparti di terapia intensiva;

in accordo con il commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica è stato realizzato il sistema informatico di "analisi distribuzione aiuti", aggiornato in tempo reale e dedicato alla distribuzione di tali dispositivi e apparecchiature da parte del Dipartimento della protezione civile alle Regioni e alle Province autonome per fronteggiare l'emergenza;

i dati che quotidianamente riporta tale sistema informatico dimostrano l'elevata domanda da parte dei presidi sanitari di mascherine, guanti, tamponi, visiere ed altri dispositivi o apparecchiature mediche;

valutato, inoltre, che:

i dati epidemiologici costringono a tenere comportamenti segnatamente corretti, stante l'aumento dei contagi e dei decessi;

il trend presenta una valutazione di crescita in molte regioni, dove aumenta la diffusione delle varianti, in particolare di quella inglese;

per evitare un nuovo incremento esponenziale del contagio, sia pure in un contesto sociale non delimitato da misure contenitive restrittive come quelle dei mesi scorsi che, in base ai principi di massima precauzione e proporzionalità, sono state estese progressivamente a tutto il territorio nazionale, occorre comunque osservare le regole di distanziamento sociale e di igiene, oltre ad usare, soprattutto nei luoghi chiusi aperti al pubblico, i dispositivi di protezione individuale;

dal momento che nel corso di questi mesi, grazie ai capillari controlli delle forze dell'ordine, sono stati sequestrati ingenti quantitativi di materiale utile nella prevenzione per il contagio dal virus, poiché oggetto di commercio illegale o speculativo, è fondamentale riutilizzare e, quindi, distribuire questo materiale confiscato o sequestrato, utile a prevenire e contenere il rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da COVID-19,

impegna il Governo:

1) ad attivare tutte le opportune iniziative al fine di favorire l'approvazione di una normativa volta a prevedere che i beni mobili di qualsiasi genere occorrenti per fronteggiare l'emergenza, sequestrati in relazione a quanto disposto dall'articolo 40 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, possano essere affidati dal tribunale in custodia giudiziale al Dipartimento della protezione civile, possibilmente nella sede più prossima, così da essere impiegati immediatamente nelle attività di assistenza alle strutture ospedaliere;

2) a prevedere che anche i beni mobili di qualsiasi genere occorrenti per fronteggiare l'emergenza acquisiti dallo Stato, a seguito di provvedimento definitivo di confisca, ovvero adottato ai sensi dell'articolo 240 del codice penale, siano ceduti a titolo gratuito al Dipartimento della protezione civile, possibilmente nella sede più prossima, così da essere impiegati immediatamente nelle attività di assistenza alle strutture ospedaliere.

(1-00334)