• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/08612 (4-08612)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08612presentato daSCANU Luciatesto diMercoledì 17 marzo 2021, seduta n. 470

   SCANU, CADEDDU e MARTINCIGLIO. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   la segreteria del dipartimento della pubblica sicurezza, Ufficio relazioni sindacali del Ministero dell'interno, ha protocollato in data 4 febbraio 2021 uno schema di decreto del Capo della Polizia-direttore generale della pubblica sicurezza (Prot. 587, n. 555/RS/01/58) che riguarda la prevista soppressione di diversi uffici della polizia stradale, della polizia ferroviaria e della polizia di frontiera;

   ai sensi dell'articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica n. 164 del 2002, nel rispetto dei doveri di informazione della categoria, questo documento è stato comunicato alle sigle sindacali di riferimento ai fini di eventuali osservazioni. L'emanando decreto rappresenta l'ultimo di una stratificazione normativa e provvedimentale che ha previsto una progressiva riduzione dei citati distaccamenti specializzati;

   in particolare, questo tipo di politica di organizzazione del personale e delle strutture rappresenta una delle conseguenze dell'applicazione della legge n. 124 del 2015 recante «Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche», meglio conosciuta come «legge Madia» di riforma della pubblica amministrazione;

   dal documento si evidenzia una non indifferente riduzione di presidi su territori particolarmente appetibili alle mire della criminalità organizzata e sottoposti a rischio sicurezza;

   le determinazioni assunte sembrerebbero delineare una volontà di favorire la permanenza di presidi di polizia sulle arterie di comunicazione nazionale (stradale e ferroviaria) a forte vocazione privata (autostrade e alta velocità) nel fine ultimo, legittimo, di garantire gli investimenti fatti dai concessionari autostradali e dalle Ferrovie dello Stato italiane;

   il risultato che ne deriva, attesa la rilevanza della portata delle infrastrutture in questione, è una ancor più disomogenea presenza della Polizia di Stato nelle diverse aeree geografiche del Paese (maggiore presenza di infrastrutture al Centro-nord equivale a una maggiore permanenza dei presidi) strettamente connessa alla relativa capacità contributiva dei cittadini interessati (pagamento del pedaggio autostradale o del biglietto per l'alta velocità per le tratte ferroviarie a scapito della viabilità ordinaria e al pendolarismo ferroviario ordinario);

   a fronte delle previste chiusure sindacati, società civile e cittadini da tutta Italia hanno lanciato un grido di allarme per le conseguenze negative sulla tenuta della sicurezza del territorio;

   per quanto concerne la polizia stradale risulta sconcertante la previsione della chiusura del distaccamento di Fonni, in provincia di Nuoro, estremamente deleteria per la Sardegna, già ridimensionata nei presidi e dove fenomeni di spopolamento fanno sentire maggiormente il senso di insicurezza dei cittadini;

   del tutto irricevibile è l'ipotesi di chiusura del presidio di polizia ferroviaria di Campobasso che dopo la chiusura della sede di Isernia rappresenta l'unico presidio in Molise, che resterebbe l'unica regione in Italia a rimanere priva del comparto di sicurezza della rete ferroviaria regionale e quindi senza strumenti per la prevenzione contro fenomeni di microcriminalità, lasciando sguarnite tratte importanti come quelle di Campobasso-Napoli e di Campobasso-Roma;

   è stata poi evidenziata la illogicità della chiusura dei presidi di polizia di frontiera presso gli Scali Marittimi ed Aerei di Gioia Tauro, di Taranto e di La Spezia in ragione del ruolo strategico che gli stessi rivestono come porta d'ingresso dei flussi di merce per tutta l'Europa e dei conseguenti problemi in ordine al rischio di criminalità;

   le sigle sindacali di rappresentanza interpellate hanno sottolineato la necessità urgente di invertire la rotta attraverso una revisione dei nefasti contenuti della «legge Madia» a tutela dei cittadini, ripristinando quantomeno la dotazione organica originaria della Polizia, che anteriormente prevedeva circa 10.000 agenti in più –:

   quali iniziative intenda adottare per evitare la soppressione degli uffici indicati nel citato schema di decreto e consentire un livello adeguato di personale nei presidi dei territori interessati.
(4-08612)