• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01136 (2-01136) «Baldini, Bagnasco, Pentangelo, Novelli, Valentini, Versace, Bond, Mugnai, Brambilla, Battilocchio, Siracusano, D'Ettore, Giannone, Labriola, Casino, Rosso, Cannatelli, Mazzetti,...



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-01136presentato daBALDINI Maria Teresatesto diMartedì 16 marzo 2021, seduta n. 469

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della salute, per sapere – premesso che:

   a oltre un anno dall'inizio della pandemia da Sars-Cov-2, la curva del contagio non accenna a diminuire, anche a causa dell'alta diffusione delle varianti del virus, così come purtroppo non accennano a diminuire i decessi giornalieri;

   il piano vaccinazioni anti Covid-19 è ancora lontano dall'entrare a pieno regime. Attualmente le somministrazioni del vaccino sono circa sette milioni di dosi, e poco più di 2 milioni sono gli italiani vaccinati con il richiamo delle due dosi. Chiaramente ancora molto c'è da fare prima di riuscire a vaccinare la gran parte dei cittadini del nostro Paese;

   la pandemia ha indebolito e messo sotto stress il nostro Servizio sanitario nazionale, trasformando in pochissimo tempo gli ospedali nel quasi unico luogo di cura per il virus. Questo ha però impedito agli altri malati di potersi curare adeguatamente;

   già durante la prima fase della pandemia e l'aumento esponenziale dei casi gravi, era emersa con forza la necessità di creare delle strutture dedicate e dei Covid Hospital;

   il decreto-legge n. 18 del 2020, all'articolo 4, prevedeva la possibilità per le regioni di attivare aree sanitarie anche temporanee sia all'interno che all'esterno di strutture di ricovero, o di altri luoghi idonei, per la gestione dell'emergenza pandemica;

   la realizzazione dei Covid Hospital era stata una delle priorità indicate dallo stesso ex commissario all'emergenza, Domenico Arcuri. Le regioni avrebbero dovuto individuare prioritariamente una o più strutture/stabilimenti da dedicare alla gestione esclusiva del paziente affetto da Covid-19 (Covid Hospital) in relazione alle dinamiche epidemiologiche. Strutture nuove e/o da riconvertire interamente o in parte. Troppo poco è stato fatto;

   è ancora più che mai necessaria la conversione di presìdi ospedalieri in Covid Hospital per riuscire a destinare ai tantissimi pazienti affetti da Covid-19 strutture dedicate alla luce della necessità crescente di posti di ricovero. Ciò consentirebbe di alleggerire gli ospedali dai malati di Covid-19, ancora troppo sotto pressione, garantire la sicurezza sanitaria di tutti, ridurre sensibilmente i rischi di diffusione del virus nelle strutture sanitarie e razionalizzare il lavoro dei pronto soccorso che saprebbero fin da subito dove far ricoverare i pazienti con Covid-19. Gli ospedali misti infatti, facilmente moltiplicano il contagio, che risulta obiettivamente difficile da bloccare laddove si hanno nella stessa struttura pazienti Covid-19 e non Covid-19;

   è necessario recuperare presìdi sanitari e ospedalieri che siano stati dismessi totalmente o parzialmente, al fine di rendere disponibili strutture necessarie a fronteggiare la perdurante emergenza Covid-19;

   gli enti territoriali, anche a causa dell'emergenza sanitaria in atto, si stanno trovando a dover rivedere l'offerta sanitaria in funzione anti-Covid e, nello stesso tempo, a dover rispettare i parametri imposti dal decreto ministeriale n. 70 del 2015, che ha comportato un ridimensionamento e una razionalizzazione dell'assistenza ospedaliera delle regioni, e ha finito per comportare troppo spesso un pesante ridimensionamento dei servizi sanitari offerti nei territori del nostro Paese, e la chiusura di molti presìdi sanitari;

   va detto che l'applicazione del decreto ministeriale n. 70 del 2015 sta da tempo portando fortunatamente a qualche ripensamento;

   va altresì sottolineato che la trasformazione delle strutture sanitarie in strutture Covid Hospital, consente di liberare e rendere disponibili posti letti per la gestione e la cura di altre patologie. A causa del virus, troppe sono le prestazioni ordinarie procrastinate e che devono essere riprogrammate;

   secondo i numeri forniti da Nomisma nel maggio 2020, nei mesi precedenti erano sono stati circa 410 mila gli interventi chirurgici rimandati in Italia a causa del dirottamento di anestesisti e infermieri verso i reparti Covid-19 e della necessità di ridurre il rischio di esposizione al virus;

   Nomisma aveva stimato come, nel periodo di sospensione dei ricoveri differibili e non urgenti, erano stati rimandati il 75 per cento dei ricoveri per interventi chirurgici in regime ordinario (tralasciando i day hospital), con quote più o meno elevate a seconda delle categorie diagnostiche. Benché la situazione sia leggermente migliorata, ancora molto deve essere fatto per garantire la salute dei pazienti no-Covid;

   le problematiche non affliggono solo i pazienti che vedono slittata l'entrata in sala operatoria, ma anche chi non riesce a ottenere appuntamenti per visite specialistiche o di controllo. A questi dati vanno infatti aggiunti le grandi quantità di screening, compresi quelli tumorali, rimandati sine die, laddove invece il fattore tempo è determinante e decisivo, così come le lunghe liste di attesa da smaltire –:

   se il Governo non intenda adottare iniziative, per quanto di competenza, per riattivare parte dei presìdi sanitari e ospedali inattivi o fortemente sottoutilizzati, così da poterli riconvertire per la gestione dell'emergenza da Covid-19;

   se non ritenga di adottare, di concerto con le regioni, iniziative per la revisione del decreto ministeriale n. 70 del 2015 di cui in premessa, che in questi anni ha finito per penalizzare e indebolire eccessivamente l'offerta ospedaliera e sanitaria in molte aree del nostro Paese.
(2-01136) «Baldini, Bagnasco, Pentangelo, Novelli, Valentini, Versace, Bond, Mugnai, Brambilla, Battilocchio, Siracusano, D'Ettore, Giannone, Labriola, Casino, Rosso, Cannatelli, Mazzetti, Tartaglione, Dall'Osso, Ripani, Paolo Russo, Giacometto, Anna Lisa Baroni, Marrocco, Polidori, Barelli, Nevi, Musella, Caon, Pettarin, Orsini».