• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/05421 (5-05421) (Presentata il 2 marzo 2021)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-05421presentato daSERRACCHIANI Deboratesto diMercoledì 3 marzo 2021, seduta n. 463

   SERRACCHIANI, VISCOMI, CARLA CANTONE, GRIBAUDO, LACARRA, LEPRI e MURA. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   secondo il censimento del Ministero dell'interno del 2019, nel settore della vigilanza privata, nonostante le molte crisi aziendali di questi ultimi anni, risultavano operative 580 aziende, delle quali solo poche risultavano di dimensione nazionale e con capitalizzazione adeguata;

   lo stesso Ministero dell'interno ha rilevato che, tutt'ora, una quota pari al 20 per cento risultava ancora non in regola con i requisiti stabiliti con il decreto ministeriale n. 115 del 2014;

   ulteriore elemento di criticità si registra nell'ambito dell'assegnazione dei servizi da parte delle pubbliche amministrazioni, tenuto conto del fatto che, nonostante il vigente codice degli appalti pubblici sancisca con chiarezza il principio della clausola sociale – a garanzia della tutela occupazionale e dell'applicazione dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle associazioni comparativamente più rappresentative –, troppo spesso nei bandi di gara e nei capitolati d'appalto tale finalità venga subordinata ad un mal inteso principio di libera concorrenza;

   a tal fine, le tabelle sul costo del lavoro del Ministero del lavoro e delle politiche sociali (auspicabilmente derivanti dai Contratto collettivo nazionale di lavoro) dovrebbero tornare a costituire, come avveniva in passato, il riferimento per la congruità delle offerte per le gare pubbliche, soprattutto per servizi con tale significatività per la sicurezza collettiva;

   anche per quanto attiene la validità della contrattazione collettiva di riferimento, va segnalata l'anomalia del mancato rinnovo del Ccnl, risalente al 2013 e scaduto il 31 dicembre 2015. Per sollecitarne il rinnovo, dall'aprile 2018, ci sono state diverse giornate di sciopero nazionale. Come altri comparti del terziario, si registra una proliferazione di contratti collettivi sottoscritti da varie organizzazioni sindacali prive di adeguata rappresentatività;

   durante questi mesi di emergenza sanitaria, la vigilanza privata è stata chiamata ad un impegno straordinario per consentire ai cittadini e alle imprese di affrontare una situazione per tutti inedita: migliaia di lavoratori e lavoratrici hanno operato continuativamente, oltre che nella loro normale attività, anche per collaborare con enti pubblici ed imprese private nella gestione delle procedure di sicurezza e per regolare l'accesso delle persone nei luoghi pubblici e privati –:

   quali iniziative intenda adottare per favorire un positivo e sollecito negoziato per la definizione del nuovo contratto nazionale del settore della vigilanza privata, scongiurando il protrarsi di una situazione di incertezza giuridica ed economica, dovuta anche al proliferare di contratti sottoscritti da organizzazioni non rappresentative, oltre che per assicurare che, nelle procedure di assegnazione dei servizi di sicurezza da parte delle pubbliche amministrazioni, venga assicurata la piena applicazione della clausola sociale nonché della congruità delle offerte.
(5-05421)
(Presentata il 2 marzo 2021)