• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/04921 TESTOR, BERGESIO, RICCARDI, ZULIANI, PIANASSO, PERGREFFI, LUNESU, PUCCIARELLI, ALESSANDRINI, IWOBI, DORIA, PITTONI, MARIN, LUCIDI - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-04921 presentata da ELENA TESTOR
mercoledì 24 febbraio 2021, seduta n.299

TESTOR, BERGESIO, RICCARDI, ZULIANI, PIANASSO, PERGREFFI, LUNESU, PUCCIARELLI, ALESSANDRINI, IWOBI, DORIA, PITTONI, MARIN, LUCIDI - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

da diversi anni, e più precisamente dal 2012, in alcuni comuni della provincia di Trento, quali Grigno e diversi altri della bassa Valsugana, molti cittadini lamentano numerosi problemi legati alla ricezione del segnale, spesso carente se non completamente assente, della maggior parte dei canali RAI;

tali problemi si sono aggravati ulteriormente in seguito al passaggio dalla televisione di tipo analogico al metodo digitale terrestre, che non ha garantito, come avrebbe dovuto, condizioni di accesso alle reti almeno pari a quelle garantite dal sistema analogico;

la questione è stata più volte segnalata da rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali anche attraverso analoga interrogazione parlamentare, rimasta però senza risposta;

in questo periodo di restrizioni dovute alla pandemia da COVID-19, la problematica risulta maggiormente sentita dalla popolazione e sta causando malcontenti soprattutto tra le fasce più deboli, anziani e bambini, costretti a rimanere in casa più a lungo;

l'articolo 45, comma 2, del testo unico della radiotelevisione (decreto legislativo n. 177 del 2005) individua le attività che il servizio pubblico generale radiotelevisivo deve comunque garantire, fra cui la diffusione di tutte le trasmissioni televisive e radiofoniche di pubblico servizio della società concessionaria con copertura integrale del territorio nazionale;

identificata la RAI come concessionaria, questa ha quindi il dovere, sulla base del contratto di servizio con il Ministero dello sviluppo economico, di garantire la copertura del segnale sull'intero territorio nazionale, anche alle zone antropizzate con basso numero di abitanti, a prescindere dalla vocazione più o meno turistica delle aree e alle valutazioni di tipo economico;

nell'ambito di un progetto complesso di transizione alla televisione digitale terrestre l'impegno della politica deve essere quello della tutela delle fasce deboli, che sono rappresentate dalle persone non sufficientemente istruite nel campo tecnologico (specialmente le persone anziane, che di fatto sono state lasciate sole) e delle aree nelle quali l'investimento tecnologico di aggiornamento risulta economicamente non interessante;

a prescindere dalle cause che generano il disservizio, il problema reale è che i cittadini di questi comuni non sono stati messi nelle condizioni di accedere ad un servizio pubblico e per di più vengono beffati regolarmente quando si trovano a pagare, congiuntamente alla bolletta elettrica, il canone RAI;

ad oggi, sembra che l'unico modo per accedere all'intera offerta RAI sia da satellite nell'ambito della piattaforma "Tivùsat", con l'installazione di una parabola satellitare, un decoder e una smart card con costi a carico degli utenti, che si aggirano fra i 200 e 250 euro per singolo apparecchio televisivo (nel caso di strutture alberghiere il costo va quindi moltiplicato per ogni stanza),

si chiede di sapere:

quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano intraprendere per garantire il diritto di accesso alle reti del servizio pubblico radiotelevisivo, con copertura integrale sul territorio nazionale, come previsto dall'articolo 45 del decreto legislativo n. 177 del 2005 e dal contratto di servizio stipulato tra l'azienda ed il Ministero dello sviluppo economico;

se non si ritenga doveroso, alla luce dei disagi subiti dai cittadini, dagli esercizi commerciali, turistici e di ristorazione, che per di più stanno attraversando gravi difficoltà economiche a causa delle restrizioni per il contrasto alla pandemia, sospendere immediatamente il pagamento del canone RAI, sia ordinario che speciale, fintanto che non sia garantito appieno il servizio di trasmissione.

(4-04921)