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Atto a cui si riferisce:
C.1/00425    premesso che:     la nostra Costituzione ci ricorda che la cultura, e conseguentemente il diritto alla sua fruizione attraverso le molteplici modalità di espressione, è...



Atto Camera

Mozione 1-00425presentato daCARBONARO Alessandratesto diMercoledì 24 febbraio 2021, seduta n. 462

   La Camera,

   premesso che:

    la nostra Costituzione ci ricorda che la cultura, e conseguentemente il diritto alla sua fruizione attraverso le molteplici modalità di espressione, è un bene comune. La promozione delle attività che concorrono a divulgarne la conoscenza non è un'attività fra altre per la Repubblica, ma una delle sue missioni più proprie, pubblica e inalienabile per dettato costituzionale;

    tuttavia, troppo spesso, il settore culturale viene considerato fattore marginale nel processo di sviluppo complessivo della società. Da ciò ne deriva una scarsa attenzione delle istituzioni verso le specifiche dinamiche del lavoro e del sistema previdenziale dei lavoratori dello spettacolo;

    la crisi sanitaria in corso, e le conseguenti misure di contenimento del contagio opportunamente adottate dal Governo, hanno inevitabilmente esacerbato le problematiche preesistenti ed evidenziato le fragilità tipiche del settore dello spettacolo;

    secondo i dati Siae per lo spettacolo 2020, l'intero comparto cultura e spettacolo ha subito un impatto drammatico: dal cinema (-79,86 per cento) ingressi/ -71,55 per cento spesa al botteghino) al teatro (-70,71 per cento ingressi/-78,45 per cento spesa botteghino) dai concerti (-83,19 per cento ingressi/-89,32 per cento spesa botteghino). Una crisi profonda che ha colpito anche discoteche, sale da ballo e piano bar (-78,53 per cento ingressi/-78,03 per cento spesa botteghino) e colpito circhi e spettacolo viaggiante (-58,75 per cento ingressi/-60,74 per cento spesa botteghino) devastato fiere, mostre, esposizioni (-77,90 per cento ingressi/-76,70 per cento spesa botteghino);

    secondo un recente rapporto dell'Ocse, inoltre, gli effetti della crisi sui canali di distribuzione e il calo degli investimenti nel settore impatteranno pesantemente sulla produzione e sull'offerta di beni e servizi culturali negli anni a venire;

    nel medio periodo, la riduzione dei flussi turistici, sia a livello nazionale che internazionale, il calo del potere di acquisto, la riduzione dei finanziamenti pubblici e privati per l'arte e la cultura, specialmente a livello locale, potrebbe ulteriormente amplificare questa tendenza negativa;

    in attesa di una chiara strategia di ripresa, il ridimensionamento del settore culturale e creativo avrà un impatto negativo sulle città e i territori in termini di posti di lavoro e ricavi, livelli di innovazione, benessere dei cittadini e vivacità e varietà delle comunità. Il nostro Paese non può permettersi di dilapidare un tale patrimonio umano, culturale, economico;

    il lockdown e le misure di distanziamento fisico hanno reso evidente l'importanza dell'arte e della cultura per il benessere delle persone. A livello territoriale, le specializzazioni nel settore creativo e culturale stanno evolvendo e sono sovente utilizzate per affrontare efficacemente le sfide delle trasformazioni sociali da nuove angolazioni, favorendo la resilienza, la creazione di nuove competenze e l'innovazione di comportamenti sociali. Il contributo dello spettacolo dal vivo è altresì rilevante per la ricostruzione del tessuto sociale, della fiducia reciproca, per il ripensamento degli spazi urbani adattati al nuovo contesto post pandemico;

    al netto degli importanti stanziamenti del Governo per sostenere i lavoratori nella fase emergenziale, tra cui l'estensione della cassa integrazione per i lavoratori dipendenti e il sostegno ai lavoratori precari e intermittenti, permane un'impostazione piuttosto riduttiva e semplicistica rispetto al ruolo della cultura e dello spettacolo nello sviluppo del Paese, settori ancora oggi considerati prevalentemente come meri fattori di attrazione turistica. Ma la cultura e lo spettacolo rappresentano potenti fattori di sviluppo in sé, le cui ricadute positive sul benessere complessivo dei cittadini vanno ben oltre i pur importanti impatti economici;

    la consapevolezza della perdurante gravità della situazione sanitaria, ulteriormente esacerbata dalle incognite legate alla diffusione delle varianti del virus e al rallentamento dell'approvvigionamento di vaccini, e l'assoluta attenzione e fiducia nelle indicazioni della comunità scientifica obbligano a prestare massima cautela in merito ad eventuali allentamenti delle misure di contenimento del virus;

    tuttavia, si ritiene necessario dare impulso alla predisposizione di un piano nazionale che consenta di programmare per tempo, quando la situazione sanitaria lo consentirà, la progressiva riapertura in sicurezza dei luoghi della cultura, scongiurando in tal modo eventuali ritardi e incertezze, organizzative,

impegna il Governo:

1) ad adottare iniziative per potenziare gli interventi di sostegno economico al settore dello spettacolo dal vivo attraverso ulteriori misure per le imprese e per i lavoratori del comparto;

2) a predisporre un piano nazionale per la progressiva riapertura in sicurezza di cinema e teatri, implementando all'uopo un nuovo protocollo di sicurezza specifico per le attività di spettacolo dal vivo.
(1-00425) «Carbonaro, Vacca, Casa, Cimino, Bella, Iorio, Del Sesto, Mariani, Melicchio, Tuzi, Valente».