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Atto a cui si riferisce:
C.4/06575 (4-06575)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 26 gennaio 2021
nell'allegato B della seduta n. 457
4-06575
presentata da
VIGNAROLI Stefano

  Risposta. — In relazione alle questioni poste dall'interrogante nell'atto di sindacato ispettivo in esame, si rappresenta quanto segue.
  Nel comune di Cisterna di Latina, sulla via Pontina al chilometro 64,00, insiste un sito industriale dismesso di proprietà della società Adogi Immobiliare srl.
  L'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità (Ansbc) ha informato che l'area in questione, costituita da terreni e capannoni, è stata confiscata, unitamente alle quote del capitale della Adogi Immobiliare srl con decreto del Tribunale di Latina, diventato definitivo a far data dal 28 aprile del 2017.
  Detta società, già prima dell'originario provvedimento di sequestro, aveva sottoscritto in data 26 gennaio 2011 un contratto preliminare di compravendita volto a trasferire la proprietà del suddetto compendio immobiliare in favore della Gia.Fra. srl. Tale contratto era, tuttavia, subordinato alla positiva conclusione della procedura amministrativa volta ad ottenere il cambio di destinazione d'uso del compendio da industriale a commerciale, il rilascio di tutte le autorizzazioni e/o concessioni necessarie sia all'edificazione che alla gestione del complesso immobiliare e, infine, la cancellazione delle formalità pregiudizievoli gravanti sull'immobile.
  La durata del suddetto impegno a concludere la vendita del citato asset, per il quale la proprietà ha già ricevuto la somma di 700.000 euro a titolo di anticipo quale deposito infruttifero, veniva fissato in 36 mesi dalla sottoscrizione del relativo preliminare.
  Con provvedimento di proroga della scadenza del suddetto termine (prima al 31 dicembre 2016 e, poi al 31 dicembre 2018), reso dall'allora competente Autorità giudiziaria in fase di sequestro, si è di fatto realizzato il subentro dell'amministrazione giudiziaria nel sopra riferito impegno contrattuale (ex articolo 56, comma 1, del Codice antimafia).
  Pertanto, l'Ansbc, intervenuta dopo la confisca di 1° grado nella gestione dei suddetti beni, ha provveduto a dare seguito agli impegni contrattuali già autorizzati dal giudice; in tale chiave va dunque letto l'ulteriore provvedimento di proroga (fino al 31 dicembre 2019) emesso dalla Agenzia, dopo la confisca definitiva.
  Ciò premesso l'Ansbc ha, altresì, specificato che sono state adottate le iniziative necessarie a completare le operazioni di vendita dell'immobile in questione, la cui convenienza per la società Adogi Immobiliare srl (e oggi, a confisca definitiva, anche per il socio unico Erario dello Stato) è stata già valutata dal magistrato competente durante la fase di amministrazione giudiziaria.
  La stessa Agenzia ha evidenziato che, al momento, non è stata ancora adottata alcuna delibera di destinazione da parte del Consiglio direttivo della Ansbc atteso che non si sono ancora avverate le condizioni sospensive previste dal contratto in esame, aggiungendo che il citato organo collegiale non potrà che deliberare – qualora dette condizioni dovessero avverarsi – la vendita del bene aziendale di che trattasi, a suo tempo autorizzata in fase giudiziaria dal giudice competente.
  Per quanto attiene, invece, alle prioritarie esigenze di mantenere i beni immobili nel patrimonio dello Stato e/o degli enti locali ex commi 3 e 5, dell'articolo 48 del Codice antimafia, l'Agenzia ha chiarito che tali disposizioni non possono applicarsi al caso di specie in ragione della natura meramente aziendale del bene oggetto del contratto di vendita.
  Invero, per gli immobili aziendali la disciplina di riferimento è contenuta nel comma 8 dell'articolo 48 del Codice antimafia, il quale prevede per essi la possibilità di procedere all'affitto, alla liquidazione o alla vendita.
  In relazione poi alla mancata acquisizione dei provvedimenti di autorizzazione da parte dell'autorità giudiziaria posti a fondamento delle successive proroghe contrattuali, l'Agenzia ha emesso il provvedimento di proroga in assenza di autorizzazioni in quanto, dopo la definitività della misura ablativa, ogni decisione in merito è attribuita, ai sensi del codice antimafia, all'esclusiva competenza della Ansbc.
Il Viceministro dell'interno: Matteo Mauri.