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Atto a cui si riferisce:
C.4/02901 (4-02901)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Venerdì 15 gennaio 2021
nell'allegato B della seduta n. 452
4-02901
presentata da
RAMPELLI Fabio

  Risposta. — L'interrogante, prendendo spunto da un drammatico incidente verificatosi nel comprensorio sciistico di Corno del Renon che – dai primi rilievi dell'inchiesta – sembrerebbe essere stato causato dalla cartellonistica scritta esclusivamente in lingua tedesca, denuncia «la perdurante e sistematica violazione delle disposizioni sull'obbligo del bilinguismo contenute nello statuto speciale per il trentino Alto Adige», specie dopo l'approvazione della legge provinciale 2 settembre 2012, n. 15 che adotta un nuovo sistema di ricognizione della toponomastica fondato sul criterio dell'uso comprensoriale. Chiede in particolare «se, tra le iniziative volte a tutelare i cittadini italiani, non [si] intenda considerare l'ipotesi di ricondurre alla competenza legislativa dello Stato la materia della toponomastica».
  Con riferimento a tale sollecitazione, si premette che l'articolo 8 dello Statuto del Trentino Alto Adige prevede che: «Le province hanno la potestà di emanare norme legislative, entro i limiti indicati dell'articolo 4, nelle seguenti materie: ... 2) toponomastica, fermo restando l'obbligo della bilinguità nel territorio della provincia di Bolzano». Tale previsione chiaramente impone che la toponomastica della provincia di Bolzano sia sempre e in ogni caso bilingue.
  Conformemente, l'articolo 101 del richiamato Statuto precisa che: «nella provincia di Bolzano le amministrazioni pubbliche devono usare, nei riguardi dei cittadini di lingua tedesca, anche la toponomastica tedesca, se la legge provinciale ne abbia accertata l'esistenza ed approvata la dizione», mentre l'articolo 102 prevede che anche le popolazioni ladine, quelle mochene e cimbre hanno diritto «al rispetto della toponomastica» nella propria lingua: ciò evidenzia come la toponomastica italiana sia imprescindibile e come la redazione bilingue della medesima si attui prevedendo anche una dizione tedesca e, nei casi dell'articolo 102, ladina, mochena o cimbra.
  I richiamati articoli 101 e 102 che, come visto, dettano disposizioni specifiche in tema di toponomastica, vanno poi letti nella cornice generale dell'articolo 99 dello Statuto, secondo il quale: «Nella regione la lingua tedesca è parificata a quella italiana che è la lingua ufficiale dello Stato. La lingua italiana fa testo negli atti aventi carattere legislativo e nei casi nei quali dal presente statuto è prevista la redazione bilingue.».
  Nessun atto pubblico, così come nessuna cartografia ufficiale o indicazione toponomastica può quindi essere redatta soltanto in lingua tedesca. È sempre necessaria la redazione italiana, a cui quella bilingue o trilingue viene parificata.
  Dalla ricostruzione normativa appena esposta emerge che la competenza legislativa in materia di toponomastica risulta disciplinata da fonti di rango costituzionale – in quanto tali sottratte alla disponibilità del Governo – e che per un'eventuale ricollocazione della competenza a livello statale si renderebbe comunque necessario seguire l'iter previsto dall'articolo 103, che rinvia al procedimento stabilito dalla Costituzione per le leggi costituzionali.
  Per completezza si segnala, infine, che la legge n. 15 del 2012 è stata abrogata con la legge provinciale 23 aprile 2019, n. 1 e che, conseguentemente, in data 18 luglio 2019 la Corte costituzionale, con ordinanza n. 190/2019, ha dichiarato estinto il giudizio promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore avverso la ripetuta legge n. 15 del 2012.
Il Ministro per gli affari regionali e le autonomie: Francesco Boccia.