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Atto a cui si riferisce:
C.4/06016 (4-06016)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Venerdì 15 gennaio 2021
nell'allegato B della seduta n. 452
4-06016
presentata da
VILLANI Virginia

  Risposta. — Sulla base degli elementi acquisiti dalla Direzione generale spettacolo, si rappresenta quanto segue.
  Con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 giugno 2020 (articolo 1, comma 1, lettera p)) è stato disposto che dal 15 giugno 2020 gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all'aperto e di 200 spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Tali misure sono state confermate anche dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 18 ottobre 2020.
  Le attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei prìncipi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri comuni di cui all'allegato 10 del decreto del presidente del Consiglio dei ministri.
  Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto, quando, non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni prescritte.
  Le regioni e le province autonome, in relazione all'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire una diversa data di ripresa delle attività, nonché un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi (articolo 1, comma 1, lettera m)).
  Al fine di sostenere gli organismi operanti negli ambiti dello spettacolo dal vivo il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 recante «Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19» e, in particolare, l'articolo 89, ha previsto l'istituzione, nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, di due fondi, uno di parte corrente e l'altro in conto capitale, per le emergenze nei settori dello spettacolo e del cinema e audiovisivo e stabilisce che tali fondi, con dotazione complessiva di 130 milioni di euro per l'anno 2020, di cui 80 milioni di euro per la parte corrente e 50 milioni di euro per gli interventi in conto capitale, sono ripartiti e assegnati agli operatori dei settori, ivi inclusi artisti, autori, interpreti ed esecutori, tenendo conto altresì dell'impatto economico negativo conseguente all'adozione delle misure di contenimento del COVID-19, secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo.
  In attuazione di quanto disposto, è stato emanato un primo decreto ministeriale per il sostegno degli organismi operanti nello spettacolo dal vivo nei settori del teatro, della danza, della musica e del circo che non sono stati destinatari di contributi a valere sul Fondo unico per lo spettacolo nell'anno 2019 (decreto ministeriale 23 aprile 2020, n. 188) e successivamente un secondo decreto destinato, in particolare, al sostegno delle imprese di esercizio di spettacolo viaggiante, con il decreto ministeriale 28 aprile, n. 211.
  I successivi avvisi pubblici per l'ammissione ai contributi previsti hanno avuto una importante risposta da parte dei soggetti interessati, con circa 4000 domande presentate e la conseguente erogazione dei primi contributi in esito alle procedure istruttorie e alle dovute verifiche amministrative.
  Successivamente, è intervenuto il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (legge n. 77 del 2020) che ha, tra l'altro, ampliato o prorogato alcuni interventi già previsti dal decreto-legge n. 18 del 2020 (legge n. 27 del 2020).
  Nello specifico, il decreto-legge n. 34 del 2020 (legge n. 77 del 2020), ha incrementato (da euro 130 milioni) a euro 245 milioni la dotazione complessiva dei fondi di parte corrente e in conto capitale introdotti per il 2020 dal decreto-legge n. 18 del 2020 (legge n. 27 del 2020: articolo 89) e destinati al sostegno delle emergenze dei settori dello spettacolo, del cinema e dell'audiovisivo. In particolare, il Fondo di parte corrente è passato (da euro 80 milioni) a euro 145 milioni; il fondo in conto capitale è passato (da euro 50 milioni) a euro 100 milioni. È stato previsto, altresì, un possibile incremento di euro 50 milioni per il 2021, mediante corrispondente riduzione delle risorse del Fondo sviluppo e coesione, già assegnate al Piano operativo «Cultura e turismo» di competenza del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (articolo 183, comma 1). Al contempo, tuttavia, si è ridotto di euro 9,6 milioni per il 2020 l'incremento del fondo di parte corrente, destinando tali risorse a misure di sostegno dei lavoratori danneggiati dall'emergenza epidemiologica da COVID-19, fra i quali vi sono anche lavoratori intermittenti iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo, che non beneficiano del trattamento di integrazione salariale (articolo 84, comma 15).
  In attuazione di quanto previsto dal decreto-legge n. 18 del 2020 (legge n. 27 del 2020) e dal decreto-legge n. 34 del 2020 sono stati emanati diversi provvedimenti ministeriali.
  In particolare:

   con decreto ministeriale n. 188 del 23 aprile 2020 (già richiamato) sono stati destinati euro 20 milioni, quota parte del fondo di parte corrente, agli organismi operanti nei settori del teatro, della danza, della musica e del circo che sono stati destinatari di contributi a valere sul Fondo unico per lo spettacolo nel 2019. Tali risorse sono poi state incrementante di euro 6,8 milioni, sempre provenienti dal fondo di parte corrente, con decreto ministeriale n. 278 del 10 giugno 2020. Ciò ha consentito di soddisfare tutte le domande pervenute;

   con decreto ministeriale n. 211 del 28 aprile 2020 (già richiamato) sono stati destinati euro 5 milioni, quota parte del fondo di parte corrente, allo spettacolo viaggiante. Le risorse sono ripartite in parti uguali per ciascun beneficiario e comunque in misura non superiore a euro 2.000 per ciascun beneficiario (limite poi eliminato dal decreto ministeriale n. 313 del 10 luglio 2020 in considerazione del numero di domande pervenute);

   con decreto ministeriale n. 313 del 10 luglio 2020 sono stati destinati euro 10 milioni, quota parte del fondo di parte corrente, al sostegno dell'esercizio teatrale privato (e, al contempo, come già evidenziato, sono state apportate modifiche al decreto ministeriale n. 211 del 28 aprile 2020). Al riguardo, con decreto ministeriale n. 407 del 17 agosto 2020 è stato consentito l'accesso al beneficio anche alle piccole sale teatrali (fra 100 a 299 posti) e, al contempo, sono stati aggiornati i criteri previsti dal decreto ministeriale n. 313 del 2020.
   Riguardo alle iniziative intraprese per consentire agli esercenti di far fronte anche alle spese per la sanificazione si richiama l'articolo 125 del decreto-legge n. 34 del 2020 convertito in legge 17 luglio 2020, n. 77.
   Quest'ultimo, riconosce ai soggetti esercenti attività d'impresa, arti e professioni, agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, nonché alle strutture ricettive extra-alberghiere a carattere non imprenditoriale un credito d'imposta in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.
   Il credito d'imposta è riconosciuto fino ad un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l'anno 2020.
   Successivamente, il decreto-legge n. 104 del 2020 ha ulteriormente incrementato la dotazione complessiva dei fondi per il 2020 a euro 335 milioni, di cui euro 185 milioni relativi al fondo di parte corrente ed euro 150 milioni relativi al fondo in conto capitale (articolo 80, comma 2).
   Lo stesso provvedimento ha individuato criteri specifici per l'attribuzione delle risorse del Fondo unico per lo spettacolo (Fus) nel periodo 2020-2022, in deroga alla disciplina generale, e ha previsto che per il 2020 le stesse risorse possono essere utilizzate anche per integrare le misure di sostegno del reddito dei dipendenti degli organismi dello spettacolo (legge n. 77 del 2020, articolo 183, comma 4, 5 e 6);

   ha istituito, con una dotazione di euro 10 milioni per il 2020, il fondo destinato al sostegno delle imprese e degli enti di produzione e distribuzione di spettacoli di musica, compresi gli enti in forma cooperativa e associativa, costituiti formalmente entro il 28 febbraio 2020, non finanziati a valere sul Fus, per le attività di spettacolo dal vivo messe in scena a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge e fino al 31 dicembre 2020 (articolo 183, comma 11-quater).

  In seguito, il decreto-legge n. 104 del 2020 ha incrementato la disponibilità del fondo a euro 231,5 milioni e lo ha destinato, con riferimento a spettacoli, fiere, congressi e mostre, al ristoro delle perdite derivanti anche dai casi di rinvio (come già previsto in alcuni decreti ministeriali attuativi intervenuti) o di ridimensionamento (articolo 80, comma 1, lettera a)).
  Meritano particolare attenzione, tra le altre di recente adottate con il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, le seguenti disposizioni.
  L'articolo 9, comma 4, che prevede un'indennità onnicomprensiva di 1.000 euro a favore degli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo in possesso dei requisiti di cui all'articolo 38 del decreto «cura Italia» (almeno 30 contributi giornalieri versati nell'anno 2019 e reddito non superiore a 50.000); la medesima indennità è riconosciuta anche ai lavoratori dello spettacolo che possono far valere almeno sette contributi giornalieri versati nel 2019 ed un reddito nel medesimo anno 2019 non superiore a 35.000 euro.
  Al riguardo, è utile ricordare che per fronteggiare l'emergenza economica conseguente al Covid-19 sono stati varati una serie di provvedimenti normativi, che hanno previsto per i mesi di marzo, aprile e maggio un indennizzo erogato dall'Inps a favore di lavoratori che, a causa della crisi, hanno subito un danno alla loro attività economica.
  Tra i provvedimenti normativi che hanno disciplinato tale indennizzo, l'articolo 84 del decreto-legge n. 34 del 2020 (decreto «Rilancio») ha riguardato in particolare alcune categorie di lavoratori più esposte, come gli stagionali e i lavoratori dello spettacolo ai quali è stato garantito, sotto certe condizioni, un indennizzo pari a 600 euro mensili per i mesi di marzo, aprile e maggio.
  Tra gli interventi previsti nei confronti del settore in esame, vanno menzionati, altresì, gli articoli 78 e 80 del «decreto-legge agosto».
  Il comma 1 dell'articolo 78 dispone, per l'anno 2020, l'esenzione dal pagamento della seconda rata dell'imposta municipale propria (Imu) di cui all'articolo 1, commi da 738 a 783, della legge n. 160 dei 2019 relativa, tra gli altri, agli immobili rientranti nella categoria catastale D/3 destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.
  Ai sensi del comma 3 del predetto articolo, tale esenzione fiscale è estesa anche agli anni 2021 e 2022.
  Ciò, ovviamente, non va a discapito dei comuni; infatti, per dare ristoro ai predetti enti territoriali delle minori entrate correlate al regime di esenzione, è stato incrementato il fondo di cui all'articolo 177, comma 2 del decreto-legge n. 34 del 2020 in misura corrispondente agli importi stimati in termini di minori incassi.
  Altra disposizione di particolare rilievo si rinviene nel comma 2 dell'articolo 80, volto a rifinanziare, nella misura complessiva di 90 milioni di euro per l'anno 2020, il Fondo per il finanziamento di interventi a sostegno dei settori dello spettacolo, del cinema e dell'audiovisivo iscritto nello stato di previsione di questo Ministero.
  In particolare si prevede l'incremento, sia con riferimento alla sua dotazione corrente nella misura di 40 milioni di euro (capitolo 1919) sia a quella di conto capitale nella misura di 50 milioni di euro (capitolo 7250).
  In definitiva, questa Amministrazione è ben consapevole delle difficoltà intervenute nel settore dello spettacolo a seguito dell'emergenza COVID-19 e si sta adoperando, con notevole impegno, per la loro risoluzione.
La Sottosegretaria di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo: Lorenza Bonaccorsi.