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Atto a cui si riferisce:
C.4/07155 (4-07155)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Venerdì 15 gennaio 2021
nell'allegato B della seduta n. 452
4-07155
presentata da
TATEO Anna Rita

  Risposta. — Con riferimento all'interrogazione in esame, sulla base degli elementi acquisiti, si rappresenta quanto segue.
  Occorre innanzitutto evidenziare che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare è consapevole della valenza del ruolo strategico che assume il raddoppio della tratta Termoli-Lesina per il potenziamento della «Direttrice Adriatica» sia per il trasporto passeggeri sia per il trasporto merci. Proprio in considerazione dell'importanza dell'opera in questione, infatti, nel 2001 si era proceduto all'inserimento del raddoppio della tratta Termoli-Lesina fra le infrastrutture strategiche di interesse nazionale rientrando così nell'ambito delle disposizioni della così detta «Legge Obiettivo».
  Per maggiore chiarezza è utile ripercorrere le tappe che hanno portato all'attuale situazione. Il progetto preliminare dell'intera opera «Linea Pescara-Bari, raddoppio Termoli-Lesina», lotti 1, 2 e 3, fu sottoposto alla Via speciale di legge obiettivo e valutato positivamente con prescrizioni nel luglio del 2013 dalla allora Commissione Via-Vas.
  Nel 2015, in sede di approvazione del Cipe di questo progetto preliminare, veniva prescritto, su richiesta della regione Molise, di «valutare gli impatti economici sul progetto, derivanti dalla soluzione proposta dalla regione Molise per l'ottimizzazione urbanistica e territoriale del tracciato tra la prog. 1+940 (lotto 2) e 8+298 (lotto 3) (prescrizione n. 1 regione Molise)».
  Soltanto alla fine del 2019, Rete ferroviaria italiana s.p.a. ha trasmesso il progetto definitivo, successivamente integrato nel marzo 2020, elaborato sulla base della variante ipotizzata dalla regione Molise, dei lotti 2-3, per lo svolgimento della nuova Via speciale che ha avuto l'8 maggio scorso l'esito negativo citato nell'interpellanza. Tale esito è stato determinato dalle carenze evidenziate nella valutazione della commissione Via attinenti la necessità di effettuare ulteriori approfondimenti per superare le carenze di analisi ambientale così come presentate.
  Successivamente la sottocommissione Via, al fine di verificare la sussistenza delle condizioni per superare il parere negativo di compatibilità espresso dalla commissione Via nel mese di maggio ha nuovamente richiesto a Rete ferroviaria italiana s.p.a. alcune integrazioni alla documentazione depositata dal gestore della rete ferroviaria, documentazione che è stata rilevata nuovamente essere significativamente carente per vari aspetti non legati solo all'area Sic.
  Appare utile ricordare che le richieste tecniche avanzate dalla commissione sono formulate in modo costruttivo ed esplicativo verso Rete ferroviaria italiana s.p.a. che non ha fornito in maniera adeguata quegli elementi conoscitivi, progettuali e tecnici, che sono necessari a superare le carenze di analisi ambientale della documentazione trasmessa e poste alla base del motivato parere negativo.
  Si evidenzia che le carenze riguardano numerose componenti ambientali:

   popolazione e salute umana; atmosfera e clima;

   geologia ed acque sotterranee;

   suolo, uso del suolo e patrimonio agroalimentare;

   biodiversità;

   fauna; avifauna;

   piano di utilizzo delle terre rocce da scavo;

   mancato svolgimento di una valutazione «appropriata» della Valutazione di incidenza ambientale sui siti di importanza comunitaria;

   definizione di eventuali necessarie opere di compensazione;

   massima attenzione agli effetti indiretti legati ad abbassamenti temporanei o duraturi del livello di falda.

  RFI ha trasmesso la documentazione richiesta che è stata acquisita lo scorso 26 ottobre, ed è attualmente in esame presso la commissione Via.
  Tanto premesso si ribadisce ancora che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, riconoscendo la grande importanza strategica dell'opera in questione, ha manifestato e continuerà a farlo, la massima disponibilità per la costruzione di un percorso che raggiunga il punto di equilibrio tra le fondamentali esigenze del trasporto e della tutela ambientale. Equilibrio che verrà certamente trovato grazie alla collaborazione di tutti i soggetti coinvolti nel procedimento.
Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare: Sergio Costa.