• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/08012 (4-08012)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08012presentato daGOLINELLI Guglielmotesto diGiovedì 14 gennaio 2021, seduta n. 451

   GOLINELLI, ZOFFILI, VIVIANI, BUBISUTTI, GASTALDI, LIUNI, LOLINI, LOSS, MANZATO, BILLI, COIN, COMENCINI, DI SAN MARTINO LORENZATO DI IVREA, FORMENTINI, PICCHI e RIBOLLA. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

   il 3 gennaio 2021 presso il sito di Don Guan, le autorità cinesi hanno bloccato due container di carne suina italiana sostenendo, senza alcun fondamento scientifico, una presunta positività delle merci al virus Covid-19;

   la denuncia arriva dall'Opas, uno dei più grandi macelli italiani autorizzato a commercializzare in Cina, che sostiene, inoltre, la probabile distruzione di altri 40 container di carne suina, in direzione del porto di Yantianper un valore di circa 2,5 milioni di euro;

   si tratta di accuse assurde ed infondate, che, tra l'altro, provengono da un Paese sul quale pesa la responsabilità di avere ritardato la diffusione di notizie riguardo la pandemia, usate per colpire l'agroalimentare Made in Italy, che proprio negli ultimi anni, ha investito sulle prospettive di crescita delle esportazioni sul mercato asiatico;

   la Cina è il primo Paese per consumo di carne di maiale e ciò fa pensare che, dietro simili decisioni, vi sia la scellerata volontà di adottare misure protezionistiche per sostenere la produzione locale di carne, che ha subito una gravissima battuta d'arresto a causa della diffusione della peste suina africana;

   proprio a causa della peste suina africana, la Cina ha perso più del 60 per cento dei propri allevamenti, diventando fortemente dipendente dal mercato estero, in particolare dalla Germania, Paese, anche questo, alle prese con la diffusione della malattia, per via della quale il comparto locale è entrato in crisi subendo un drastico crollo dei prezzi, con evidenti ripercussioni anche sulla filiera suinicola italiana;

   il settore, nel complesso, genera 8 miliardi di euro di fatturato. Il nostro Paese non può permettersi di rimanere immobile di fronte agli scenari denunciati, con il rischio di perdere un comparto strategico per l'economia italiana e un riferimento fondamentale delle eccellenze agroalimentari del Made in Italy;

   la suinicoltura, ed il comparto agroalimentare Made in Italy in genere, stanno da tempo subendo gli effetti dei più disparati accadimenti internazionali: dai dazi americani, all'embargo russo, passando per la Brexit, fino all'emergenza Covid-19, quest'ultima utilizzata per promuovere una grave campagna di disinformazione e di concorrenza sleale nei confronti dell'Italia; i danni per il settore sono ingenti e necessito di risposte forti e determinate;

   in tale scenario è opportuno ed urgente adottare tutti gli strumenti necessari per sostenere il settore suinicolo italiano, sia a livello nazionale, che europeo, per far in modo che la grave emergenza epidemiologica da Covid-19 non divenga presupposto di un ulteriore indebolimento della filiera, a danno delle eccellenze agroalimentari italiane –:

   se i Ministri interrogati non ritengano necessario adottare iniziative immediatamente, presso tutte le sedi opportune, al fine di denunciare come le motivazioni avanzate dalla Cina per bloccare l'ingresso nel Paese di carne suina italiana siano pretestuose e prive di qualsiasi fondamento scientifico;

   quali iniziative straordinarie i Ministri interrogati intendano mettere in atto a sostegno delle imprese esportatrici per le gravi perdite subite a seguito della decisione presa dalla Cina di bloccare le importazioni di carne suina italiana.
(4-08012)