• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/02205 MALAN - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che: l'ANAS S.p.A. è parte del Gruppo FS, di cui il Ministero dell'economia è azionista unico, ed è titolare di...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02205 presentata da LUCIO MALAN
mercoledì 30 dicembre 2020, seduta n.289

MALAN - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:

l'ANAS S.p.A. è parte del Gruppo FS, di cui il Ministero dell'economia è azionista unico, ed è titolare di una Convenzione di concessione da parte del Ministero delle infrastrutture valida fino al 2032 che, ai sensi del decreto legislativo n. 143 del 1994, affida a tale società, tra l'altro, la gestione, la manutenzione ordinaria e straordinaria di strade e autostrade di proprietà dello Stato, la vigilanza sull'esecuzione dei lavori di costruzione delle opere date in concessione e il controllo della gestione delle autostrade, il cui esercizio sia stato dato in concessione;

il 7 luglio 2014 quattro persone rimangono ferite nel crollo di un tratto del viadotto Lauricella lungo la statale 626 tra Ravanusa e Licata, in provincia di Agrigento;

il 28 ottobre 2016 crolla un ponte sulla statale 36 Milano-Lecco, causando la caduta di un autoarticolato su due auto causando un morto, cinque feriti, di cui tre bambini;

il 9 marzo 2017 cede un ponte vicino ad Ancona, nel tratto marchigiano dell'autostrada A14 Adriatica, causando la morte di due persone, e il ferimento di altre due;

il 18 aprile 2017 cede un ponte della tangenziale di Fossano, in provincia di Cuneo, finendo su un'autovettura dei Carabinieri, poche ore dopo una ispezione dell'ANAS;

il 14 agosto 2018 crolla a Genova il ponte "Morandi", che collegava la A7 con la A10, causando la morte di 43 persone e l'allontanamento di 566 residenti dalla propria casa;

il 24 novembre 2019 cede un viadotto dell'autostrada A6 lungo la Torino-Savona;

l'8 aprile 2020 crolla un ponte ad Albiano, al confine tra Toscana e Liguria, ferendo una persona; da mesi la popolazione locale e molti automobilisti avevano segnalato preoccupanti anomalie, ma i tecnici ANAS avevano escluso ogni pericolosità anche comunicando al Sindaco di Aulla e al presidente della provincia di Massa Carrara che "non sono giustificati provvedimenti emergenziali";

il 28 novembre crolla un ponte della statale 389 in provincia di Nuoro;

il 3 ottobre crolla il ponte Lenzino sul tratto piacentino della statale 45;

i crolli avvenuti nel corso di quest'anno hanno causato pochissime vittime per il traffico fortemente ridotto a seguito della pandemia di COVID-19;

considerato che:

il 20 novembre il dirigente dell'Ufficio Vigilanza Lavori dell'ANAC ha comunicato all'ANAS e al MIT l'avvio del procedimento di vigilanza nell'indagine conoscitiva su appalti di manutenzione, revisione e rafforzamento di ponti e viadotti di competenza dell'ANAS; l'ANAS aveva risposto affermando che i controlli determinavano una sostanziale copertura della totalità dei ponti e dei viadotti;

in realtà, essendo 15.031 i ponti e viadotti da ispezionare in modo continuativo, cioè almeno ogni trimestre secondo le circolari ministeriali del 19 luglio 1967 e del 25 febbraio 1991, le ispezioni ricorrenti dovrebbero essere almeno 60.124 all'anno, mentre l'ANAS ne ha dichiarate 48.333 nel 2018 e 50.761 nel 2019, cioè il 19,6 e il 15,6 per cento in meno;

nel 2019 in nessuna regione si è raggiunto il previsto numero di ispezioni ricorrenti, andandoci vicino solo in Emilia-Romagna con una carenza del 3,4 per cento; ma si è andati invece sotto la media nazionale nel Lazio dove è mancato il 16,1 per cento, in Calabria il 19,1 per cento, in Toscana il 25,3, in Lombardia il 28,7, e in Umbria addirittura il 47,3 per cento; come scrive il dirigente dell'ANAC, è evidente che controlli più numerosi effettuati in alcuni compartimenti non possono compensare le carenze di altri; ed inoltre il mancato rispetto della cadenza trimestrale richiesta non può essere compensata da una serie di controlli ravvicinati in un altro periodo; spicca in tal senso, la carenza del 65 per cento in Umbria nel terzo trimestre o del 42 per cento in Lombardia per il primo trimestre;

ancora più eterogenea è la situazione dei 2.961 sovrappassi, che avrebbero richiesto 11.844 ispezioni ricorrenti rispetto alle 8.834 effettuate (il 25,4 per cento in meno); si riscontra infatti il 142,3 per cento di ispezioni in più del minimo richiesto in Liguria, il 26,5 in più in Abruzzo e il 21,2 in Puglia, mentre tutte le altre regioni sono sotto il minimo, in particolare il Piemonte 26,1 per cento in meno, Basilicata il 27,5, Lombardia 27,6, Sardegna 32,5, Campania 47,6, Marche 48,4, Umbria 70,3, e infine Emilia-Romagna e Lazio, con l'86,3 per cento e il 93 per cento; nei dati trimestrali vi sono picchi come la carenza del 97 per cento nel primo trimestre per il Lazio e addirittura l'assenza di ispezioni nel terzo trimestre in Emilia-Romagna seguita da appena il 14 per cento di quelle previste nel quarto trimestre;

in base alle citate circolari, viadotti e ponti con campata di luce sopra i 30 metri, o dove sono state riscontrate criticità, o dove le visite ricorrenti hanno rilevato un indice di stato dell'opera sotto un valore prefissato, devono essere annualmente oggetto di almeno una ispezione principale effettuata da un ingegnere capo centro; il citato dirigente dell'ANAC ha rilevato che questo tipo di ispezioni sono in alcune zone notevolmente insufficienti, in particolare in Basilicata, Lombardia e Toscana;

la stessa ANAS nei propri quaderni tecnici afferma che "la funzione determinante, fulcro di tutte le operazioni successive è l'ispezione visiva" dalla quale "dipende la decisione di effettuare un ulteriore sopralluogo e/o la scelta di svolgere indagini sperimentali o di limitare o chiudere temporaneamente la viabilità";

quanto agli appalti di manutenzione straordinaria l'ANAS ha trasmesso all'ANAC una tabella dei 219 lavori appaltati dal 2018; di essi 13 risultano sospesi, 84 ancora da consegnare e i restanti 122 per lo più in esecuzione o da consegnare;

secondo un articolo pubblicato dal quotidiano "Domani" il 30 novembre, l'a.d. dell'ANAS, Massimo Simonini, ha visto i propri compensi salire da 200.000 euro l'anno nel 2018 agli attuali 400.000, inclusi 90.000 euro di premio in base alla gestione per obiettivi, che presuppone il raggiungimento di obiettivi prefissati; aumenti dei compensi sono stati anche riservati ai dirigenti, passati da 138 a 152 il mese scorso; notevole anche l'organico di cento unità dell'Ufficio Comunicazione;

l'ingegner Simonini, direttore generale dell'ANAS dal 21 dicembre 2018, ne era stato dal dicembre 2015 dirigente responsabile di "Ponti, Viadotti e Gallerie", posizione restata vacante fino al novembre scorso quando è stato nominato il nuovo dirigente,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia al corrente della insufficiente attività ispettiva dell'ANAS;

quali iniziative intenda intraprendere nei confronti dell'ANAS per garantire la sicurezza delle infrastrutture di sua competenza totale e di quelle in concessione;

quali iniziative abbia svolto e svolga, a seguito delle risultanze dell'indagine dell'ANAC, la Struttura ministeriale di controllo di tali attività e se essa abbia applicato o applicherà le penali, di cui all'allegato F dell'accordo di programma per "Monitoraggio Vigilanza e Info mobilità", con riferimento alla quota parte del servizio di controllo delle opere d'arte;

come sia possibile che i dirigenti dell'ANAS percepiscano premi per risultati conseguiti, pur restando al di sotto del numero minimo di ispezioni stabilite dal Ministero competente.

(3-02205)