• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/02790-bis- ...    premesso che:     il comma 670 dell'articolo 1 interviene in materia di proroghe di termini per il rilascio di concessioni di beni demaniali marittimi lacuali e fluviali con...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/02790-bis-AR/148presentato daVIVIANI Lorenzotesto diDomenica 27 dicembre 2020, seduta n. 446

   La Camera,
   premesso che:
    il comma 670 dell'articolo 1 interviene in materia di proroghe di termini per il rilascio di concessioni di beni demaniali marittimi lacuali e fluviali con finalità turistiche-ricreative, ad uso pesca, acquacoltura ed attività produttive ad essa connesse nel senso di prevedere che la proroga fissata al 31 dicembre 2020 sia estesa anche alle concessioni rilasciate – esclusivamente ad uso pesca ed acquacoltura – a seguito di una procedura amministrativa attivata anteriormente al 31 dicembre 2009. È inoltre previsto che il suddetto termine di scadenza riguardi le concessioni scadute entro il 31 dicembre 2018;
    l'articolo 100 del decreto-legge 104 del 2020 – cosiddetto Decreto Agosto – sulle «Concessioni del demanio marittimo, lacuale e fluviale», al comma 4 dispone che a decorrere dal 1o gennaio 2021 l'importo minimo annuo dovuto per i canoni di utilizzazione di aree e pertinenze demaniali marittime con qualunque finalità non possa essere inferiore a 2.500 euro;
    il tenore generico del citato comma fa temere l'applicazione del medesimo anche ai canoni delle concessioni demaniali marittime per le attività di pesca e acquacoltura, settori questi già fortemente colpiti dalla emergenza epidemiologica e per i quali un incremento così significativo dei costi concessori determinerebbe conseguenze gravissime in termini economici ed occupazionali;
    se la suddetta norma si applicasse alla pesca e acquacoltura, gli operatori del settore rischierebbero un aumento dei costi fino a sette volte l'importo pagato attualmente per l'esercizio dell'attività di pesca; questo, tra l'altro, accade proprio in questo momento in cui la pesca e l'acquacoltura, attraversando un periodo di grande difficoltà, andrebbero invece supportate e incentivate con misure agevolative mirate;
    con il periodo di lockdown l'intera filiera della pesca e dell'acquacoltura ha dovuto fare i conti con le perdite legate alla forte riduzione della domanda nei canali della distribuzione tradizionale (mercati rionali, pescherie), e con il quasi totale invenduto. Si calcola che nel primo semestre del 2020 vi sia stata una riduzione del 50 per cento dei guadagni rispetto a quelli dell'anno precedente e, con le recenti restrizioni, si avrà un'ulteriore diminuzione del consumo di prodotti ittici;
    la pesca e acquacoltura hanno, quindi, già pagato un conto salato alla pandemia e ora hanno bisogno di misure che sostengano lavoro e reddito e non di aggravi di costi;
    sarebbe quindi quanto mai urgente chiarire la portata della norma spiegando se il limite minimo posto dalla sopracitata disposizione verrà applicato anche ai canoni delle concessioni demaniali marittime per le attività di pesca e acquacoltura e, in caso affermativo, è necessario è urgente prevedere l'esclusione di questi settori dall'applicazione del nuovo importo minimo annuo,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di rivedere le disposizioni contenute nel comma 4 dell'articolo 100 del decreto-legge 104 del 2020 al fine di escludere il settore della pesca e acquacoltura, in quanto questa potrebbe avere rilevanti ricadute economiche sul settore e inoltre un aumento ingiustificato stride con gli interventi messi in atto per la ripartenza.
9/2790-bis-AR/148. (Testo modificato nel corso della seduta) Viviani, Bubisutti, Cecchetti, Gastaldi, Golinelli, Liuni, Lolini, Loss, Manzato, Gadda, Moretto, Paita, Zoffili.