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Atto a cui si riferisce:
S.4/02701 ROJC - Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che: Safilo Group SpA, multinazionale nella fabbricazione di occhiali, ha annunciato che il...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 087
all'Interrogazione 4-02701

Risposta. - Si tiene a precisare, in primis, che il Ministero è sin da subito intervenuto al fine di risolvere le vicende del gruppo Safilo. L'azienda, infatti, nel mese di dicembre 2019 aveva annunciato una riorganizzazione che coinvolgeva circa 700 lavoratori tra il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia e aveva previsto la chiusura dello stabilimento friulano di Martignacco.

Il 16 gennaio 2020 si è aperto al Ministero il tavolo di confronto tra le parti, presieduto dal ministro Patuanelli. In tale sede la Safilo ha confermato quanto aveva annunciato nel dicembre 2019, ovvero il piano di ristrutturazione e la riduzione del personale, per far fronte al calo dei volumi conseguenti alla perdita di alcune licenze afferenti alle produzioni italiane. Da gennaio 2020, a seguito di una successiva riunione presso il Ministero, si è aperto il confronto tra le parti nelle sedi territoriali.

Il 18 marzo, essendo intervenuta l'emergenza sanitaria COVID-19, si è svolta una call conference avente ad oggetto le sedi italiane della società, cui hanno partecipato gli assessori per il lavoro e per e attività produttive della Regione Friuli-Venezia Giulia, il rappresentante della Regione Veneto, l'amministratore delegato e il direttore del personale in rappresentanza della società Safilo, nonché i rappresentanti delle sigle sindacali di categoria.

Presso il Ministero è stato raggiunto un accordo quadro in cui sono stati recepiti gli accordi raggiunti tra le parti con i quali si sono individuate le soluzioni per ridurre l'impatto sociale del piano di ristrutturazione. In particolare, per la sede di Martignacco, accordo siglato il 17 febbraio 2020, si è previsto l'avvio di una procedura di licenziamento collettivo e un incentivo all'esodo per i lavoratori che avessero manifestato la non opposizione al licenziamento, nonché il ricorso alla cassa integrazione straordinaria per cessazione dell'attività. Al riguardo, la società Safilo si è impegnata a conferire ad un advisor l'incarico per la possibile individuazione di potenziali investitori, con la finalità di reindustrializzare l'impianto. Per la sede di Longarone, è stato raggiunto un accordo, siglato il 2 marzo 2020, che ha previsto il ricorso allo strumento del contratto di solidarietà difensivo, al quale si affiancheranno strumenti di incentivazione all'esodo su base volontaria. Per la sede di Padova, è stata raggiunta un'intesa il 10 marzo, con la quale le parti hanno condiviso un piano di incentivazione all'esodo, con la finalità di gestire l'esubero.

Infine, nell'evidenziare l'attenzione massima tenuta dal Ministero sulla questione, si ricorda che l'azienda Safilo ha recentemente concluso un accordo per la reindustrializzazione del sito di Martignacco con l'intervento di un terzo investitore.

TODDE ALESSANDRA Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico

17/11/2020