• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/02173 ALFIERI, VATTUONE - Al Ministro dell'interno. - Premesso che: l'articolo 16-ter, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 7, recante "Misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02173 presentata da ALESSANDRO ALFIERI
lunedì 14 dicembre 2020, seduta n.281

ALFIERI, VATTUONE - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

l'articolo 16-ter, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 7, recante "Misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale" introduce all'articolo 93 del Codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il nuovo comma 1-quinquies;

il predetto articolo 93, al comma 1-bis, dispone il divieto di circolazione per chi abbia stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni, con un veicolo immatricolato all'estero e reca nei successivi commi 1-ter e 1-quater una serie di adempimenti formali da adempiere nei casi di autoveicoli concessi in leasing o in locazione senza conducente. Le disposizioni di cui al nuovo comma 1-quinquies, introdotto grazie all'approvazione di un emendamento a prima firma dell'interrogante, prevedono, invece, una serie di ipotesi cui non si applica il citato divieto di circolazione;

in particolare, la lettera c), del comma 1-quinquies ricomprende tra i soggetti residenti in Italia cui è consentito circolare con un veicolo immatricolato all'estero, anche "i lavoratori frontalieri, o quei soggetti residenti in Italia che prestano un'attività di lavoro in favore di un'impresa avente sede in uno Stato confinante o limitrofo, i quali, con il veicolo ivi immatricolato a proprio nome, transitano in Italia per raggiungere il luogo di residenza o per far rientro nella sede di lavoro all'estero";

l'intervento normativo si era reso necessario a seguito dell'approvazione dei due cosiddetti decreti sicurezza, che avevano portato al blocco della circolazione in Italia per i nostri lavoratori frontalieri, che utilizzavano automezzi immatricolati oltre frontiera, sottoponendo i medesimi alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma che va da un minimo di 712 euro, fino ad un massimo di 2.848 euro oltre alla confisca del mezzo. Le nuove disposizioni consentono, dunque, la libera circolazione per i mezzi con targa estera guidati dai frontalieri italiani che lavorano nei Paesi limitrofi, come Francia, Svizzera, Austria, Slovenia, Principato di Monaco, o ancora la Repubblica di San Marino;

tuttavia nonostante le nuove disposizioni, i frontalieri italiani che rientrano in Italia alla guida del veicolo aziendale rischiano comunque di dover subire le predette sanzioni. Infatti, come riportato dal segretario e dal legale dell'associazione Frontalieri Autonomi Intemeli, al quotidiano "Il Secolo XIX" in data 9 dicembre 2020, gli uffici della Polizia stradale darebbero una diversa interpretazione della nuova disciplina, ritenendo che sia esentata la sola ipotesi dei lavoratori frontalieri che transitano in Italia alla guida di un veicolo aziendale immatricolato all'estero a loro nome;

un'interpretazione in aperto contrasto non solo con la volontà del legislatore, ma anche con il dettato normativo delle disposizioni introdotte che ben chiariscono come le ipotesi sottratte al divieto di circolazione siano due e non già una;

appare di tutta evidenza come si renda necessario, pertanto, un intervento da parte del Ministro in indirizzo, che al contempo tuteli i lavoratori frontalieri e garantisca l'effettività delle nuove disposizioni di legge,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo, alla luce dei fatti esposti in premessa, non ritenga necessario e urgente adoperarsi attraverso l'adozione di una circolare o qualunque altro proprio atto ritenuto idoneo, al fine di garantire la corretta applicazione del comma 1-quinquies, dell'articolo 93, del Codice della strada introdotto dal decreto-legge 16 luglio 2020, n. 7.

(3-02173)