• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.3/02154 ABATE, TRENTACOSTE, VACCARO, MONTEVECCHI, ROMANO, MANTERO, ANGRISANI, LANNUTTI, ACCOTO - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. - Premesso che: l'AGEA (Agenzia per...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02154 presentata da ROSA SILVANA ABATE
mercoledì 9 dicembre 2020, seduta n.280

ABATE, TRENTACOSTE, VACCARO, MONTEVECCHI, ROMANO, MANTERO, ANGRISANI, LANNUTTI, ACCOTO - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. - Premesso che:

l'AGEA (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) è il principale soggetto erogatore di contributi pubblici al sistema delle imprese agricole e coordina anche l'attività degli organismi pagatori di quelle regioni che ne hanno uno proprio;

nello svolgimento delle sue mansioni, l'AGEA ricorre, per effetto di una convenzione annuale, ai centri autorizzati di assistenza agricola (CAA) presso i quali le imprese agricole si recano per produrre le domande di ammissione ai contributi economici messi a disposizione dallo Stato e dall'Unione europea;

i CAA, per prestare questo tipo di attività, devono ogni anno sottoscrivere una convenzione con AGEA, che ne regola i rapporti e le funzioni;

il decreto ministeriale 27 marzo 2008, sulla riforma dei CAA, prevede che questi possano essere costituiti da associazioni di liberi professionisti, che loro e le società di cui si avvalgono devono operare attraverso dipendenti o collaboratori con comprovata esperienza ed affidabilità nella prestazione di attività di consulenza in materia agricola e che possano avvalersi di professionisti iscritti agli ordini e collegi professionali per l'esercizio di funzioni di controllo delle fattispecie finanziate;

in merito alle competenze, i periti agrari, agrotecnici e dottori agronomi e forestali, iscritti nei relativi ordini e collegi professionali, sono tenuti al superamento di un esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della libera professione, e successivamente alla formazione continua, e secondo il suddetto decreto rientrano tra i soggetti "con esperienza e affidabilità nella prestazione di attività di consulenza in materia agricola";

considerato che:

nella convenzione 2020 presentata da AGEA ai CAA veniva indicato come tutti gli operatori dei centri e così pure chi accede ai sistemi informativi dell'Agenzia dovesse obbligatoriamente essere un lavoratore dipendente del CAA o delle società convenzionate: si tratta di una disposizione che avrebbe come effetto la chiusura e messa in liquidazione dei CAA dei liberi professionisti e l'interruzione dei rapporti lavorativi dei professionisti che collaborano con i CAA, provocando la chiusura di centinaia di studi professionali ed il depauperamento del reddito di un numero assai più elevato di liberi professionisti;

AGEA ha presentato una nuova bozza di convenzione, valida per il 2021, sostanzialmente identica alla precedente, che continua ad escludere i liberi professionisti: nei paragrafi 3 e 4 dell'articolo 4 della convenzione, in due tempi, si escludono i liberi professionisti dai CAA e si stabiliscono le sanzioni in caso di mancata ottemperanza;

la presentazione di quest'ultima è avvenuta senza la convocazione degli ordini professionali. Tale modalità e i contenuti della bozza hanno riacceso una polemica già aperta a inizio anno. Dai media, infatti, si apprende che agronomi, periti agrari e agrotecnici sono insorti contro una decisione che rischia di lasciare senza lavoro circa 2.000 professionisti che prestano servizio nei CAA. Un problema che riguarda le regioni che non hanno organismi pagatori propri. In particolare quelle del Sud, tranne Sardegna e Calabria;

contro questa decisione si sono espressi gli agrotecnici, gli agrotecnici laureati, i dottori agronomi e forestali, i periti agrari (che hanno firmato anche un documento congiunto) per cercare di impedire ad AGEA di proseguire in questo progetto a discapito dei liberi professionisti dal settore di lavoro dei CAA presentando anche una proposta congiunta di modifica della bozza di convenzione e rimanendo in attesa in attesa della risposta del direttore AGEA Papa Pagliardini che, però, non sarebbe mai arrivata;

la disposizione, se confermata nella convenzione definitiva, avrebbe come effetto la chiusura e messa in liquidazione dei CAA dei liberi professionisti e l'interruzione dei rapporti lavorativi dei professionisti che collaborano con i CAA, con danni che riguarderebbero quasi 50.000 professionisti;

la questione è ancora aperta, infatti, il 27 novembre i centri di assistenza agricola hanno firmato la convenzione 2020-2021 con AGEA. Ai CAA dei liberi professionisti è stato concesso di firmare con riserva per non pregiudicare il loro diritti (si vedano articoli apparsi on line su "Agricolae" e "Agricultura");

con una nota (si veda l'articolo su "Agricolae") gli agrotecnici nazionali hanno bollato la firma come ottenuta "sotto ricatto", infatti i CAA dei professionisti, o almeno alcuni di loro, hanno firmato la convenzione contestandone apertamente il contenuto, bollato come "illegittimo" e riservandosi di impugnarla in tribunale; in altre parole i CAA dei professionisti hanno sì firmato, ma hanno dichiarato di averlo fatto "sotto ricatto", nel senso che la mancata sottoscrizione della convezione ne avrebbe pregiudicato la futura operatività. Roberto Orlandi, presidente del collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati, ha fatto sapere che "oltre ai ricorsi dei CAA, dei professionisti, il Ministero dovrà confrontarsi con quello del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati e a quel punto si vedrà se il diritto al lavoro, alla libera iniziativa economica ed il divieto di discriminazione (sanciti dagli art. 4, 41 e 3 della Costituzione) hanno ancora valore in Italia. Si vedrà anche, in quella od in un'altra sede giudiziaria, se vi siano conflitti di interesse nel tentativo di espellere dall'attività dei CAA i liberi professionisti",

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto;

se abbia valutato gli effetti negativi che la convenzione tra AGEA e CAA (edizione 2020-2021) avrebbe, nel medio-lungo periodo, sugli ordini professionali in quanto interesserebbe oltre 50.000 professionisti iscritti;

se abbia valutato gli effetti negativi che i ricorsi annunciati e in parte già presentati potrebbero avere sul funzionamento stesso dei CAA e, soprattutto, sugli agricoltori e le imprese agricole;

quali iniziative intenda intraprendere affinché sia modificata la convenzione 2021 sussistente tra AGEA e i CAA tenendo conto di tutti i rilievi e le richieste degli ordini e collegi professionali coinvolti e quindi rivedendo le disposizioni contenute nei paragrafi 3 e 4 dell'articolo 4 della stessa.

(3-02154)