• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/02141 DE FALCO, BONINO, RICHETTI, NUGNES, GIARRUSSO, DE BONIS - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02141 presentata da GREGORIO DE FALCO
mercoledì 2 dicembre 2020, seduta n.279

DE FALCO, BONINO, RICHETTI, NUGNES, GIARRUSSO, DE BONIS - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:

il 1° settembre 2020, poche ore dopo l'incontro tra il ministro Di Maio ed il presidente del Governo libico riconosciuto, Al Serraj, 18 pescatori della marineria di Mazara del Vallo sono stati fermati illegalmente in acque internazionali e sequestrati e sono tuttora trattenuti in Libia, a Bengasi, da un gruppo paramilitare che sembra che faccia riferimento al generale Haftar;

il riserbo iniziale sulla vicenda poteva essere funzionale a non compromettere le trattative e a non mettere a rischio la vita dei pescatori prigionieri;

dopo quasi 4 mesi appare evidente che la situazione sia di sostanziale stallo, e sono più che comprensibili le preoccupazioni delle famiglie dei pescatori;

in questa vicenda sempre più complessa si inserisce l'intervista pubblicata sul "Corriere della Sera" del 26 novembre 2020 ad Amhed Maitig, vice presidente del Governo libico di Tripoli, dove, tra l'altro, sulla base di un'inaccettabile equiparazione tra i pescatori mazaresi e 4 criminali libici, arrestati, processati e condannati in via definitiva a pene dai 25 ai 30 anni di reclusione per traffico di migranti ed assassinii, afferma che tra Italia e Libia esisterebbe un accordo per lo scambio di prigionieri, e che questo strumento sarebbe la via utile per una soluzione positiva per tutti;

considerato che:

non si tratta del primo riferimento ad un presunto accordo tra italiani e libici relativo a scambi di prigionieri;

infatti, il 23 agosto 2020, come mostrato dal programma televisivo "Le Iene" a fine ottobre, l'ambasciatore libico in Italia, in un intervento che era stato trasmesso in diretta dalla televisione libica, aveva rassicurato una donna, madre di uno degli scafisti condannati, che: "sulla situazione riguardante suo figlio e i giovani calciatori c'è un accordo al vaglio del Ministero della Giustizia italiano e di quello libico";

è da evidenziare che lo stesso ambasciatore riferiva che ad inizio agosto 2020 il suo Governo (quello di Al Serraj) aveva presentato una richiesta di revisione del processo o, in alternativa, uno scambio di prigionieri "basato sull'accordo in lavorazione tra l'Italia e la Libia";

nella stessa intervista, infine, l'ambasciatore affermava anche che "Purtroppo a oggi non è ancora stato né firmato né approvato questo accordo di scambio, se dovessimo raggiungere questo accordo con l'Italia potremmo riportare in Libia i nostri giovani";

va evidenziato che sembra sussistere un'asimmetria nella vicenda, poiché l'ambasciatore ed il vice presidente del Governo libico afferiscono, ovviamente, all'unica entità riconosciuta a livello internazionale, ovvero al Governo di Al Serraj, mentre risulta che il rapimento dei pescatori sia opera di gruppi vicini ad Haftar;

considerato ancora che:

da documenti ufficiali del Ministero della giustizia italiano risulterebbe l'esistenza di un accordo governativo (non pubblicato) tra Italia e Libia, che prevedrebbe, in ordine all'eventuale "trasferimento di detenuti tra Italia e Libia", la legittimazione dell'ambasciatore quale rappresentante degli interessi libici;

si dovrebbe dedurre a questo punto che il Governo libico di Al Serraj, di fatto, stia svolgendo interlocuzioni con il Governo italiano anche in relazione ad istanze, illegali, avanzate dal generale Haftar,

si chiede di sapere:

se il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro in indirizzo confermino l'esistenza di quegli accordi governativi, e, in caso positivo, sotto quale Governo italiano siano cominciate le interlocuzioni con i libici e quale efficacia abbiano allo stato;

se siano in corso trattative per la liberazione dei pescatori con Haftar tramite l'ambasciatore ed il vice presidente del Governo di Al Serraj e che prospettive realistiche possa avere questa confusa metodologia operativa.

(3-02141)