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Atto a cui si riferisce:
S.4/02302 LANNUTTI, COLTORTI, BOTTO, CROATTI, DONNO, PAVANELLI, MAUTONE, LEONE - Al Ministro per le politiche giovanili e lo sport. - Premesso che: l'11 ottobre 2019 su "il Fatto Quotidiano" è...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 085
all'Interrogazione 4-02302

Risposta. - È opportuno premettere qualche considerazione di carattere generale. La lega nazionale professionisti serie A è un'associazione privata non riconosciuta di cui fanno parte in forma privatistica le società affiliate alla FIGC che partecipano al campionato di serie A e che, a tal fine, si avvalgono delle prestazioni di calciatori professionisti. La FIGC demanda alla lega serie A l'organizzazione dell'attività agonistica mediante i campionati delle diverse categorie: serie A, coppa Italia, supercoppa, competizioni "primavera". La lega serie A, per il raggiungimento delle proprie finalità, stabilisce autonomamente, nel rispetto dello statuto, dei principi fondamentali e degli indirizzi del CONI e della FIGC, nonché dei principi di democrazia interna, la propria articolazione organizzativa, e gode altresì di ampia autonomia amministrativa e gestionale. Lo statuto è inviato preventivamente per approvazione alla federazione, che ne valuta, a tal fine, la conformità alla legge, alle disposizioni del CONI e ai principi informatori e alle norme della stessa federazione.

In base ai principi informatori degli statuti e dei regolamenti delle leghe, emanati dal consiglio federale, la carica di presidente della lega serie A è incompatibile con quella di amministratore, dirigente o socio di società appartenente alla lega interessata. Le norme federali prevedono che sono altresì incompatibili con la carica che rivestono e devono essere dichiarati decaduti coloro che vengono a trovarsi in permanente conflitto di interesse anche per ragioni economiche con l'organo nel quale sono eletti o nominati. Qualora il conflitto d'interessi sia limitato a singole deliberazioni o atti, il soggetto interessato non deve prendere parte alle une o agli altri.

Nel caso specifico, lo statuto della lega serie A prevede che il presidente della lega, così come l'amministratore delegato e un terzo consigliere (sui 7 totali), debba essere "indipendente", intendendosi come tale un soggetto che non abbia alcun rapporto a qualsiasi titolo con le società associate, o con gli azionisti di riferimento e le controllate delle società associate, o con il gruppo di appartenenza delle società associate, o con altra lega professionistica.

Con riferimento alla sola figura del presidente, l'assemblea, con voto unanime delle società associate aventi diritto di voto, può tuttavia eleggere un presidente che, in virtù di incarichi di rappresentanza o di amministrazione ricoperti in un'istituzione privata di rilevanza nazionale, abbia per il solo tramite di tale istituzione e esclusivamente in virtù della funzione dallo stesso ivi ricoperta (e quindi non personalmente, rimanendo in questo caso valida la regola generale di indipendenza) rapporti con le società associate, o con gli azionisti di riferimento e le controllate delle società associate, o con il gruppo di appartenenza delle società associate, o con altra lega professionistica; il tutto a condizione che i suddetti rapporti non siano tali da permettere all'istituzione di esercitare un'influenza dominante o notevole su una società associata o su una lega professionistica.

La FIGC vigila sul regolare e corretto funzionamento della lega, anche rispetto alle possibili situazioni di conflitto di interessi. Nei casi estremi di gravi motivi che impediscano il regolare o normale svolgimento delle attività demandate alla lega serie A, ovvero in caso di gravi irregolarità o violazioni che ne impediscano il funzionamento, il consiglio federale può dichiarare la decadenza dei dirigenti responsabili della lega. In questo caso, la lega provvede, secondo le norme del proprio regolamento, all'immediata sostituzione dei dirigenti decaduti. In caso di mancata sostituzione nel termine indicato, il consiglio federale nomina un commissario straordinario o un commissario ad acta, fissandone i poteri e i limiti di durata. L'operato della FIGC è sottoposto al controllo del CONI, che a sua volta è sottoposto alla vigilanza del Ministro per lo sport.

Alla luce di quanto precede, e tenuto doverosamente conto anche dell'esigenza di preservare l'autonomia del sistema sportivo, la disciplina endofederale delle situazioni di conflitto di interesse appare adeguatamente strutturata e potenzialmente efficace.

Peraltro, si ritiene utile segnalare come, nel caso di specie richiamato e come si può agevolmente rilevare dalla nota stampa reperibile sul sito internet della FIGC, la segnalazione trasmessa il 20 novembre 2018 dalla procura federale, attivatasi a seguito di notizie di stampa, al presidente FIGC in merito alla regolarità dell'elezione del presidente della lega serie A non vertesse sull'esistenza o meno di un conflitto di interessi in capo al presidente, bensì su una serie di aspetti del procedimento elettorale seguito il 19 marzo 2018. A quanto risulta, secondo la procura federale, il procedimento di elezione del presidente Miccichè deve considerarsi viziato da plurime illegittimità per due aspetti rilevanti: le modifiche dello statuto sulla deroga per il presidente della lega, in special modo sulle condizioni di eleggibilità, non potevano ritenersi applicabili in quanto non ancora approvate dalla FIGC; la decisione di non scrutinare le schede inserite nell'urna, contravvenendo all'obbligo del voto segreto, rappresenta una palese violazione dello statuto.

In virtù della situazione verificatasi a seguito delle dimissioni del presidente Miccichè, preso atto della mancanza di rappresentanza legale della lega, ma anche della manifesta e tempestiva volontà della stessa lega di avviare il percorso elettivo, il presidente della FIGC ha proposto la nomina di un commissario ad acta, nella persona dell'avvocato Mario Cicala, approvata all'unanimità dal consiglio. Il commissario è entrato nei suoi poteri a seguito della mancata elezione del presidente di lega nell'assemblea del 2 dicembre 2019, con i poteri di rappresentanza legale. Come noto, in data 8 gennaio 2020, il dottor Paolo Dal Pino è stato eletto presidente della lega serie A.

Nell'ambito dell'autonomia organizzativa e gestionale di cui gode nell'esercizio delle funzioni ad essa delegate dalla FIGC, la lega serie A, in base al proprio statuto, è titolare esclusiva, ai sensi della disciplina prevista dal decreto legislativo n. 9 del 2008 e in forza di mandato, della commercializzazione dei diritti audiovisivi collettivi relativi alle competizioni da essa organizzate. In forza di tale previsione normativa, sono di competenza esclusiva dell'assemblea di lega tutte le deliberazioni aventi ad oggetto la commercializzazione, ivi comprese: l'approvazione, la modifica e la revoca delle linee guida e degli inviti a offrire; la relativa assegnazione dei diritti audiovisivi, anche a seguito di trattativa privata e la determinazione dei criteri di ripartizione delle risorse economiche derivanti dalla commercializzazione dei diritti audiovisivi collettivi. In particolare, ai sensi dell'art. 6 del decreto, le linee guida che l'organizzatore della competizione è tenuto a predeterminare devono recare regole in materia di offerta e assegnazione dei diritti audiovisivi, criteri in materia di formazione dei pacchetti e ulteriori previsioni tali da garantire ai partecipanti alle obbligatorie procedure competitive condizioni di assoluta equità, trasparenza e non discriminazione. I poteri di vigilanza e controllo della corretta applicazione di quanto previsto dal decreto legislativo e dalle linee guida ivi richiamate sono demandati per legge all'Autorità garante della concorrenza e del mercato e all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per quanto di rispettiva competenza.

Anche in questo caso, dunque, il vigente quadro normativo appare sufficientemente puntuale ed articolato per garantire lo svolgimento di efficaci e trasparenti procedure competitive in occasione dei vari cicli di commercializzazione dei diritti audiovisivi del campionato di serie A di calcio. Ciononostante, sarà cura del Ministro assicurare ogni legittima azione, nel rispetto dei ruoli previsti dall'ordinamento, per garantire la piena trasparenza e il rispetto delle regole nel mondo dello sport, e in particolare del calcio. Inoltre, è ferma intenzione seguire con interesse gli sviluppi delle vicende sinora menzionate al fine di evitare qualsivoglia conflitto di interesse, nel rispetto delle attribuzioni dell'autorità preposta a vigilare sulla tutela delle regole del mercato e della libera concorrenza in tema di diritti televisivi.

SPADAFORA VINCENZO Ministro per le politiche giovanili e lo sport

22/06/2020