• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/05028 (5-05028)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-05028presentato daPASTORINO Lucatesto diMartedì 17 novembre 2020, seduta n. 428

   PASTORINO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   l'articolo 100 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, al comma 3, stabilisce che, in luogo dei canoni Omi e con effetto dal 1° gennaio 2007, alle concessioni relative alla realizzazione e alla gestione di strutture dedicate alla nautica da diporto, inclusi i punti di ormeggio, si applicano le misure dei canoni determinati secondo i valori tabellari previsti per le concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative, di cui al comma 2 dello stesso articolo;

   tuttavia, al comma 4 si precisa che dal 1° gennaio 2021 l'importo annuo del canone dovuto quale corrispettivo dell'utilizzazione di aree e pertinenze demaniali marittime con qualunque finalità non può, in ogni caso, essere inferiore a 2.500 euro;

   in pratica, il mancato gettito dovuto alla nuova quantificazione dei canoni viene compensato dal nuovo gettito previsto dall'aumento della soglia minima. In tal modo, però, si determina, dall'oggi al domani, una vera e propria stangata per i titolari, circa 20.000 in tutta Italia, di concessioni per piccole aree demaniali, a terra o in mare, i quali pagavano un canone annuo di 362,90 euro e dovranno ora moltiplicare la cifra per sette;

   sebbene sia opportuno il superamento dei canoni Omi per determinate concessioni demaniali, risulta inaccettabile che questa riforma sia pagata dalla fascia più debole dei concessionari. Infatti, trattandosi di un aumento della soglia minima rappresenta perlopiù un colpo inferto alla piccola nautica da diporto e alle tradizioni marinare, producendo la rinuncia di molte concessioni divenute spese di rilievo in taluni casi insostenibili, specie se si pensa alle concessioni conservate per consuetudine e tramandate di generazione in generazione nonostante lo scarso utilizzo;

   infine, si rileva che sul territorio nazionale, caratterizzato da una elevata estensione costiera sono numerose le piccole realtà dove in mancanza di un porto vero e proprio si contano molte concessioni singole di superficie limitata; la norma che, come specificato, aumenta il canone minimo va a colpire anche queste realtà –:

   se, alla luce di quanto riportato in premessa e valutato l'impatto determinato sulla piccola nautica da diporto dalla disposizione prevista dal comma 4 dell'articolo 100 del decreto-legge n. 104 del 2020 se intendano adottare iniziative per rivedere e calmierare il suddetto canone minimo, intervenendo per preservare i titolari di piccole concessioni, anche al fine di mantenere e custodire la tradizione marinara, fiore all'occhiello del nostro Paese che altrimenti potrebbe lentamente e definitivamente scomparire.
(5-05028)