• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/04414 ARRIGONI, BRIZIARELLI, BRUZZONE, PAZZAGLINI, TESTOR - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Premesso che: con il decreto legislativo n. 116 del 2020,...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-04414 presentata da PAOLO ARRIGONI
mercoledì 11 novembre 2020, seduta n.274

ARRIGONI, BRIZIARELLI, BRUZZONE, PAZZAGLINI, TESTOR - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Premesso che:

con il decreto legislativo n. 116 del 2020, entrato in vigore il 26 settembre, sono state recepite in Italia le direttive (UE) n. 2018/851 relativa ai rifiuti e n. 2018/852 in materia di imballaggi e rifiuti di imballaggi che hanno apportato significative modifiche alla parte IV del decreto legislativo n. 152 del 2006, recante "Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati";

nell'esercizio della delega il Governo ha riformato la legislazione relativa alla pianificazione in materia di rifiuti inserendo, dopo l'articolo 198, l'articolo 198-bis, rubricato "Programma nazionale per la gestione dei rifiuti", e modificando l'articolo 199, "Piani regionali";

il programma nazionale per la gestione dei rifiuti definisce i criteri e le linee strategiche ai quali le Regioni e le Province autonome si dovranno attenere nell'elaborazione dei piani di gestione dei rifiuti; il programma è approvato con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano;

nell'ultimo anno e mezzo, la gestione dei rifiuti nel nostro Paese ha visto un aumento della produzione, una riduzione degli impianti, una crescita dell'esportazione e della movimentazione fuori regione, in contrasto con l'attuazione del principio della prossimità territoriale; per cogliere la sfida europea della circular economy (obiettivi: 65 per cento di riciclo e 10 per cento in discarica al 2035 per i rifiuti urbani) occorrerà aumentare sensibilmente la raccolta differenziata fino all'80 per cento e la capacità di riciclo, limitando il tasso di conferimento in discarica, e innalzando al 25 per cento la percentuale di valorizzazione energetica dei rifiuti al fine di chiudere il ciclo;

per raggiungere tali obiettivi è quindi imprescindibile la definizione di una strategia nazionale per la gestione dei rifiuti che oggi può essere attuata mediante il programma nazionale per la gestione dei rifiuti previsto dal citato articolo 198-bis, anche cogliendo le opportunità irripetibili che arrivano dai nuovi fondi europei; servono infatti investimenti in impianti di riciclo, recupero e smaltimento per 10 miliardi di euro come stimato dal report "Per una strategia nazionale dei rifiuti", realizzato da FISE Assoambiente;

poco o nulla è stato fatto negli ultimi 18 mesi sia per migliorare la situazione del nostro Paese, sia sul fronte dell'elaborazione di una strategia nazionale dei rifiuti, sia per colmare la carenza impiantistica attraverso un piano di investimenti straordinari, sia per migliorare il quadro di regole per il settore che resta troppo complesso e incerto, sia per frenare la sindrome NIMBY ("not in my backyard") che continua a diffondersi sui territori e tra le fila dei rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali, frenando la realizzazione di opere necessarie per il nostro Paese per il raggiungimento degli obiettivi dell'economia circolare;

la pandemia da COVID-19 ha prodotto una buona risposta da parte delle imprese dei rifiuti abituate ad agire in un contesto emergenziale, ma al contempo ha evidenziato le fragilità del sistema e l'insufficienza della dotazione impiantistica del Paese che ha portato, infatti, il Governo ad ampliare i limiti degli stoccaggi dei rifiuti per impossibilità di conferimento, rendendo ancor più evidente l'urgenza di definire una strategia nazionale di gestione dei rifiuti che fornisca una visione nel medio e lungo periodo migliorando le attuali performance; tale strategia può essere attuata cogliendo le due irripetibili occasioni rappresentate dal piano di aiuti messo in campo dalla UE (recovery fund) e dal programma nazionale per la gestione dei rifiuti da definire nei prossimi 18 mesi, secondo quanto previsto dalla direttiva europea appena recepita;

per attuare un'efficace economia circolare occorre dunque disporre degli impianti di gestione dei rifiuti con capacità e dimensioni adeguate alla domanda a partire dagli impianti di materia e di energia;

considerato che il programma nazionale rappresenta un'occasione irripetibile per: effettuare la ricognizione impiantistica nazionale; definire le linee guida per la pianificazione regionale, il monitoraggio dei target di riciclo UE e il monitoraggio dei flussi di rifiuti problematici; individuare i flussi strategici per l'economia circolare, i fabbisogni e le soluzioni impiantistiche di area vasta (macro-aree); predisporre percorsi e meccanismi per la gestione delle emergenze,

si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo stia mettendo in atto e se non ritenga quanto mai opportuno coinvolgere anche gli stakeholder sin da subito nella definizione del programma nazionale per la gestione dei rifiuti, in quanto attori fondamentali in grado di collaborare alla definizione di piani di riforme che accompagnino gli investimenti di soggetti pubblici e privati, al fine di dare una risposta concreta per raggiungere gli obiettivi fissati dal pacchetto sull'economia circolare.

(4-04414)