• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.4/07305 (4-07305)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07305presentato daFIORINI Benedettatesto diMercoledì 28 ottobre 2020, seduta n. 417

   FIORINI, GUIDESI, CAVANDOLI, CESTARI, MURELLI, PIASTRA, TOMASI, TOMBOLATO, VINCI, BINELLI, ANDREUZZA, BAZZARO, COLLA, DARA, DI MURO, PETTAZZI, GOLINELLI e MORRONE. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   già con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 18 ottobre 2020 il Governo ha purtroppo introdotto il divieto di sagre, fiere di comunità e congressi con enormi danni per l'intero indotto che conta attualmente un giro d'affari di 60 miliardi e rappresenta il 50 per cento dell'export Made in Italy;

   fino al 26 ottobre 2020 venivano tuttavia consentite perlomeno le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale, previa adozione dei prescritti protocolli e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro. Ciò perché l'intero comparto ha sempre osservato rigidissimi protocolli di sicurezza anti COVID, organizzando nella stragrande maggioranza dei casi eventi in aree molto ampie e controllabili;

   in virtù di tale previsione normativa i quartieri hanno continuato a lavorare: si pensi ad esempio che a Modena, con il solo evento Skipass dal 29 ottobre al 1° novembre 2020 – ora annullato – erano stati coinvolti 250 espositori. Parma, invece, aveva organizzato, dal 29 al 31 ottobre 2020 Mecspe, la fiera di riferimento per l'industria manifatturiera, con mille aziende partecipanti e gli stand già pronti, mentre Rimini ha già programmato la manifestazione Ecomondo, con 600-700 imprese presenti;

   il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in vigore da lunedì 26 ottobre 2020 ha introdotto la chiusura immediata di tutte le manifestazioni fieristiche determinando, a detta dell'Aefi – Associazione esposizioni e fiere Italiane «uno shock gravissimo per il settore fieristico»: solo in Emilia-Romagna, si calcola una perdita di 40 milioni di euro di fatturato;

   il Governo aveva garantito che una eventuale stretta sarebbe stata programmata e concordata con gli addetti ai lavori, mentre questa sospensione immediata non solo causa ulteriori ingenti danni a un settore già messo in ginocchio dalla chiusura forzata da marzo al primo settembre 2020, con una perdita di oltre il 70 per cento del fatturato, ma rappresenta una ulteriore stangata economica per i quartieri che avevano già avviato gli allestimenti per le manifestazioni programmate nei prossimi giorni;

   le fiere, d'altronde, vivono di programmazione e investimenti e richiedono tempi lunghi di organizzazione per chi le realizza, per gli espositori e per le società che contribuiscono alla loro preparazione. Pertanto, non si può pensare di chiudere l'intero settore da un giorno all'altro;

   dallo scorso lockdown il sistema fiere ha avuto solo la possibilità di indebitarsi grazie al cosiddetto «decreto liquidità» senza alcun significativo ristoro delle perdite subite a causa dell'emergenza epidemiologica;

   si pensi che a Bologna, a fronte di 150 milioni di euro di fatturato perduti, sono stati elargiti solo 300.000 euro a fondo perduto;

   con l'adozione di un nuovo improvviso divieto dalla scorsa settimana ad oggi, il sistema fieristico ha bruciato decine di milioni di euro e chiede un serio ed immediato intervento economico per far sopravvivere questo strategico comparto –:

   se i Ministri interrogati intendano adottare iniziative per riconoscere agli operatori del settore fieristico indennizzi immediati per le ingenti perdite causate dagli ultimi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, i cui divieti ancora una volta non sono stati programmati con gli addetti ai lavori e mettono inevitabilmente a rischio la sopravvivenza di un comparto fondamentale per il Paese sia sul piano produttivo che su quello occupazionale.
(4-07305)