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Atto a cui si riferisce:
C.4/04040 (4-04040)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Venerdì 16 ottobre 2020
nell'allegato B della seduta n. 410
4-04040
presentata da
PAGANO Ubaldo

  Risposta. — Con riferimento, ai quesiti posti dall'interrogante, relativi all'atto di sindacato ispettivo indicato in esame, si rappresenta, in via preliminare, che come noto, a partire dal secondo semestre del 2019, questa amministrazione ha avviato un processo di generale riassetto delle commissioni sezioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale, strutturato in base a un piano definito con decreti ministeriali.
  Il decremento dei flussi migratori registrato sin dal 2018, si è infatti tradotto in un progressivo calo degli sbarchi, incidendo sull'entità della presenza dei richiedenti asilo nei centri di accoglienza e determinando, di conseguenza, una diminuzione del carico di lavoro dei collegi deputati alla valutazione delle istanze di protezione internazionale Tali collegi, inoltre, grazie all'assunzione di funzionari amministrativi altamente specializzati, – assunti ai sensi dell'articolo 12, comma 1-bis, del decreto-legge n. 13 del 2017, convertito con modificazioni dalla legge n. 46 del 2017 – avevano già ottenuto il risultato di ridurre in modo significativo il consistente arretrato che si era accumulato negli anni precedenti.
  In ragione dell'andamento del fenomeno migratorio, l'articolazione in 20 commissioni territoriali e 30 sezioni, affiancate nel corso del 2019 da ulteriori 5 collegi temporanei, è stata fisiologicamente rimodulata pianificando un riassetto attuato in tre fasi, con inizio nei giugno 2019 e termine nel novembre dello stesso anno (in attuazione del decreto ministeriale del 28 giugno 2019, del decreto ministeriale 16 agosto 2019 e del decreto ministeriale 4 novembre 2019).
  A conclusione di detto piano, il sistema nazionale risulta attualmente costituito da 20 commissioni e 21 sezioni territoriali, per un totale di 41 collegi di valutazione.
  Con particolare riferimento alla questione relativa alla ricollocazione dei funzionari amministrativi interessati dal processo di riassetto delle commissioni/sezioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale, richiamata nell'interrogazione, si evidenzia come siano state avviate due fasi di mobilità volontaria, al termine delle quali sono state assegnate, rispettivamente, 47 unità di personale presso le sedi delle commissioni/sezioni da rafforzare – secondo le indicazioni fornite dalla commissione nazionale per il diritto d'asilo – e 36 unità presso gli uffici periferici e centrali di questa amministrazione.
  Le restanti 11 unità che non hanno partecipato alla prima o alla seconda fase di mobilità volontaria, o che nell'atto di queste non hanno trovato utile collocazione, verranno assegnate agli uffici periferici del Ministero dell'interno, ai sensi dell'articolo 8-quater del decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53 (recante Disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica, convertito con modificazioni dalla legge n. 77 del 2019) che prevede il preventivo, eventuale esperimento di una procedura di mobilità su base volontaria, e fa successiva ricollocazione in ambito regionale presso le sedi centrali e periferiche dell'amministrazione civile del Ministero dell'interno, sulla base di criteri connessi alle esigenze organizzative e funzionali dell'amministrazione stessa.
  La norma – che ha modificato il comma 1 dell'articolo 12 del decreto-legge n. 13 del 2017 – dispone anche che «In caso di ricostituzione delle commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale, il personale di cui al periodo precedente è ricollocato presso le sedi di provenienza, ferma restando la dotazione organica complessiva del Ministero dell'interno».
  
Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Achille Variati.