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Atto a cui si riferisce:
C.5/04766 (5-04766)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 14 ottobre 2020
nell'allegato al bollettino in Commissione XIII (Agricoltura)
5-04766

Signor Presidente, Onorevoli deputati,

  il bostrico dell'abete rosso Ips typographus è una specie nativa dell'Europa e dell'Asia settentrionale e risulta ampiamente distribuita nell'areale di distribuzione del suo ospite principale, Picea abies. Nell'Unione europea è presente in 22 Stati membri.
  Ai sensi del Regolamento unionale 2019/2072, questa specie è considerata un organismo nocivo da quarantena rilevante, per le sole zone protette di Irlanda e Regno Unito, dove risulta assente. Nessuna misura fitosanitaria obbligatoria è prevista per il restante territorio dell'Unione, considerata la sua ampia diffusione.
  In un ecosistema naturale Ips typographus rappresenta un fattore di equilibrio e biodiversità, sviluppandosi a carico di individui deboli e deperienti. Tuttavia, l'azione del bostrico si esplica in modo incisivo e spesso devastante a causa dell'intervento antropico nella gestione del bosco e a seguito di eventi a carattere temporaneo quali siccità, danni da neve, vento o incendi.
  In tali circostanze, che con maggior frequenza interessano le peccete, le popolazioni dell'insetto crescono in modo esponenziale fino a compromettere vasti consorzi forestali e attaccando anche piante sane.
  Come correttamente illustrato nella nota dell'Onorevole interrogante, la gestione del fenomeno e l'attivazione di azioni di lotta e contenimento del Bostrico sono estremamente problematiche.
  Mi preme rilevare che per limitare le infestazioni sono stati sperimentati numerosi metodi di cattura, ma un controllo efficace risulta ancora difficile. L'applicazione delle comuni tecniche di lotta tramite insetticidi è resa difficile poiché Ips typographus compie la quasi totalità del suo ciclo vitale sotto la corteccia e l'utilizzo in bosco non è realizzabile.
  I principali metodi di controllo del parassita sono essenzialmente di tipo preventivo e comprendono la bonifica forestale, tagli fitosanitari, alberi esca e trappole a feromone, innescate con dei feromoni di aggregazione specifici.
  Le trappole contribuiscono a ridurre la popolazione del parassita limitandone i danni ma non sono comunque in grado di evitare l'insorgenza di pullulazioni qualora non vengano eseguiti i comuni interventi di igiene forestale.
  Una corretta gestione del bosco rappresenta pertanto un elemento essenziale per la lotta al bostrico.
  Ciò posto informo l'interrogante che, per la definizione delle più opportune strategie integrate di intervento e prevenzione da attuare sul territorio nazionale, la questione sarà discussa in sede di Comitato Fitosanitario Nazionale.
  Per quanto riguarda gli interventi di sostegno economico, ricordo che le Regioni possono prevedere nei loro Piani di sviluppo rurale (PSR) risorse destinate ad incentivare iniziative di prevenzione o di ripristino delle foreste danneggiate dal bostrico.