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Atto a cui si riferisce:
C.4/03895 (4-03895)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Lunedì 12 ottobre 2020
nell'allegato B della seduta n. 406
4-03895
presentata da
GAGNARLI Chiara

  Risposta. — Si riscontra l'atto di sindacato ispettivo indicato in esame, con il quale l'interrogante ha chiesto quali siano i propositi del ministro interrogato in merito alla possibilità di approfondire le indagini archeologiche, nell'area della frazione di Camucia del comune di Cortona in un contesto d'insieme dell'intero territorio.
  Sulla base degli elementi forniti dalla competente Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, si rappresenta quanto segue.
  L'odierno abitato di Camucia sorge su un'area ad alto rischio archeologico, nella quale sono stati effettuati, a partire dai primi anni novanta, numerosi interventi di emergenza e recupero a seguito di interventi edilizi anche non autorizzati.
  La Soprintendenza archeologica della Toscana prima, e la Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo poi, hanno nel tempo provveduto a recuperare e documentare le emergenze archeologiche rinvenute nella fascia limitrofa alla strada regionale n. 71, vincolando le aree in località «I Vivai» (con decreto ministeriale 3 marzo 1993), «Il Giardino» (con decreto ministeriale 23 luglio 997), via Capitini – piazza Europa (con decreto del Segretario regionale n. 244 del 7 settembre 2016) e via Gramsci (con decreto del Segretario regionale n. 204 del 1° dicembre 2016).
  Sono attualmente in corso di definizione le procedure per il vincolo dell'area cosiddetta «La Maialina». A tal fine la soprintendenza è in attesa della conclusione degli interventi di scavo le cui risultanze saranno considerate tra gli elementi istruttori del procedimento.
  Tutta la fascia, comprendente 500 metri ai lati della strada regionale n. 71, già oggetto di protocollo di intesa del 24 gennaio 1992 tra il Comune di Cortona e l'allora Soprintendenza archeologica della Toscana a seguito dei fatti accaduti in località «i Vivai», che portarono alla parziale distruzione di una probabile struttura templare di età ellenistica, è stata recentemente sottoposta a tutela per alto rischio archeologico.
  Su richiesta della Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, nel 2017 è stato pertanto inserito nelle norme tecniche attuative (NTA) del piano operativo del comune di Cortona l'articolo 66-bis, che vieta nell'area qualsiasi intervento edilizio in assenza di nulla osta della soprintendenza, la quale può prescrivere saggi e scavi archeologici in estensione al fine di verificare preventivamente la presenza o meno di strutture e/o stratigrafie antiche.
  La fascia limitrofa alla strada regionale n. 71 è, inoltre, in parte ricadente nell'area dichiarata di interesse archeologico ex articolo 142, comma 1, lettera m) del decreto legislativo n. 42 del 2004, scheda AR 14 e 15 del PIT-PPR della Regione Toscana, rispettivamente qualificate «zona comprendente le necropoli e le mura della città di Cortona» e «zona comprendente la villa romana di Ossaia».
  Grazie alla modifica normativa introdotta, è oggi possibile imporre anche a privati cittadini le procedure di archeologia preventiva, circostanza che negli ultimi due anni ha consentito di monitorare con accuratezza numerosi interventi edilizi effettuati nella fascia protetta.
  Con riferimento all'area «vicina all'ex campo di calcio», citata nella interrogazione, attualmente occupata da un vivaio di proprietà privata, si rende noto che sono stati effettuati 16 saggi archeologici nel 2016 e ulteriori 19 saggi e trincee nei 2018, fino ad una profondità di 2,5/3 metri dal piano di calpestio e comunque tale da raggiungere gli strati sterili.
  L'area è risultata sgombra da evidenze archeologiche, se si eccettuano due lacerti di muro a secco e una canaletto di epoca imprecisabile scavati integralmente, documentati e ricoperti per motivi di tutela e conservazione.
  Nel 2016 è stata indagata con fondi ministeriali anche l'area limitrofa di proprietà comunale, cosiddetta «La Maialina», nella quale i saggi preventivi hanno rivelato la presenza di alcune strutture archeologiche nella parte nord dell'area, mentre la zona sud limitrofa ai vivai sopra citati, è risultata sgombra, da ogni evidenza archeologica.
  A seguito della progettazione di un parco urbano nell'area, le indagini sono riprese con fondi dell'amministrazione comunale e sono state condotte sotto la direzione scientifica della Soprintendenza dell'inverno 2018-2019 (tra il 5 e il 22 novembre 2018 c tra il 12 febbraio e il 15 marzo 2019).
  Lo scavo in estensione ha permesso di mettere parzialmente in luce una serie di strutture di innegabile interesse scientifico, la cui posizione, dimensioni e caratteristiche – nonché la natura dei materiali mobili rinvenuti – suggeriscono trattarsi di un complesso edilizio probabilmente relativo a un'area a connotazione sacra, analoga alle altre rinvenute nelle vicinanze.
  Il complesso è costituito da un ampio recinto con due ingressi e un pozzo, caratterizzato dalla presenza di una serie di fosse, nelle quali erano stati seppelliti materiali di varia natura divisi per tipologia (tegole, ceramica, scarti di fornace, mattoni concotti), probabilmente riferibili al momento della dismissione in antico dell'area.
  I preminenti interessi di tutela e le caratteristiche delle strutture, come il loro precario stato di conservazione, l'assenza di monumentalità, la tipologia dei materiali usati quali tegole di riutilizzo e pietra scistosa friabile, l'assenza di un quadro completo dell'edificio che fuoriesce dai limiti di scavo finendo presumibilmente sotto alla carreggiata stradale di via Gramsci e via Sandrelli, la falda acquifera alta che provoca allagamenti dell'area ad ogni pioggia e di conseguenza un ambiente malsano soprattutto d'estate, hanno suggerito una parziale ricopertura delle evidenze per motivi di conservazione.
  Le strutture, infatti, attualmente protette solo da geo-tessuto, hanno enormemente risentito delle condizioni climatiche e in pochi mesi si sono fortemente deteriorate.
  Alla luce di quanto sopra, la Soprintendenza, ha progettato, assieme all'ufficio tecnico del comune di Cortona (e in progettazione condivisa con le parole comunali), una variante al parco urbano che prevede la valorizzazione di parte del recinto e del pozzo, che verranno lasciati in vista, e la restituzione delle restanti strutture sulla nuova pavimentazione per mezzo di materiali diversi.
  Il complesso verrà illustrato per mezzo di pannelli didattici, con riferimenti anche ai rinvenimenti effettuati nelle vicinanze e ai reperti mobili che verranno esposti (in parte lo sono già) al Museo dell'accademia etrusca e della città di Cortona.
  Questo consentirà al tempo stesso di conseguire i preminenti interessi di tutela e di lasciare un segno tangibile della natura e delle caratteristiche di Camucia etrusca, anche attraverso il collegamento con le aree incluse nel parco archeologico di Cortona, nell'ambito del quale la «Maialina» potrà fungere da collegamento tra i tre grandi tumuli del Sodo e di Camucia e la villa romana di Ossaia.
  Infine, nell'ambito del programma finanziato con le risorse derivanti dall'articolo 1, commi 9 e 10 della legge 190 del 2014 (annualità 2019/2020), sono stati stanziati dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo 100.000 euro per interventi di scavo e tutela a Camucia, destinati in fase progettuale al completamento delle indagini, alla tutela e alla valorizzazione dell'area cosiddetta «Maialina» e dei reperti mobili ivi rinvenuti.
  L'intervento è stato diviso in due fasi: la prima, da terminare anteriormente all'impianto del cantiere per il parco urbano, che prevede il completamento dello scavo in due punti rimasti parzialmente da indagare; la seconda, che include lo scavo e il restauro del pozzo, il restauro del tratto di struttura muraria da lasciare a vista, lo scavo in estensione del restante tolto per un totale di almeno 450 metri quadrati, la pulitura, il restauro, la sistemazione da schedatura secondo la normativa adottata dall'istituto centrale per il catalogo e la documentazione (Iccd) dei materiali mobili, la progettazione della valorizzazione, la redazione e la realizzazione di pannelli didattici-esplicativi e le analisi diagnostiche su reperti ceramici e ossei.
  Il cantiere è stato attivo fino al 23 marzo 2020 quando è stato interrotto a causa delle disposizioni governative finalizzate al contenimento della diffusione del Covid 19. I lavori sono poi ripresi dal 4 al 18 maggio 2020. La prima fase di indagini, particolarmente difficoltosa per il risalire della falda acquifera, si è conclusa con l'asportazione dei livelli di stratigrafia residua e la messa in luce di alcune strutture.
  Al momento i lavori sono sospesi e riprenderanno una volta ultimato l'intervento da parte del comune di Cortona cui l'area è stata riconsegnata per la realizzazione dell'area verde, con inizio dei lavori indicativamente previsto per il mese di luglio. Tali lavori (ricopertura, scavo di un pozzo artesiano e sistemazione dell'area) saranno seguiti da archeologi professionisti e dalla locale Soprintendenza.
  Tutte le aree indagate saranno oggetto di uno studio complessivo in una edizione integrale dei rinvenimenti effettuati dalla fine degli anni ottanta ad oggi, la cui pubblicazione sarà presumibilmente inserita nell'«Annuario dell'Accademia Etrusca di Cortona», avente la finalità di esaminare e comprendere la storia di Camucia nelle sue fasi diacroniche con particolare attenzione al periodo ellenistico, durante il quale la città sembra essere stata sede di un importante complesso sannariale in uso fino alla tarda romanità.
La Sottosegretaria di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo: Anna Laura Orrico.