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Atto a cui si riferisce:
C.4/05254 (4-05254)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Lunedì 12 ottobre 2020
nell'allegato B della seduta n. 406
4-05254
presentata da
GASTALDI Flavio

  Risposta. — In merito all'interrogazione in esame, vorrei premettere che la produzione e l'etichettatura del latte alimentare sono disciplinate a livello di Unione europea sia dalle norme commerciali (OCM Unica) del Regolamento (UE) n. 1308/2013 e sia dalle norme igienico-sanitarie (Regolamento (UE) 853/2004).
  A livello nazionale, sono state adottate specifiche disposizioni normative in merito al termine «fresco» da utilizzare per il latte pastorizzato e il latte pastorizzato di alta qualità, ossia la legge 3 maggio 1989, n. 169 e l'articolo 1 del decreto-legge 24 giugno 2004, n. 157, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2004, n. 204.
  Tali norme stabiliscono che il latte, per riportare la qualificazione di «fresco», deve avere non solo una scadenza «breve» di sei giorni, ma anche specifici requisiti qualitativi per garantire che il trattamento termico subito dal latte sia effettuato in modo tale da mantenere il più possibile i principi nutritivi ed evitare alterazioni negative del gusto.
  In applicazione di tale normativa, quindi, nessun produttore di latte fresco in Italia è autorizzato a prolungare la data di scadenza del latte oltre il termine stabilito e gli eventuali comportamenti difformi sono punibili a norma di legge. Di contro, è consentito fissare un termine più breve.
  Il latte fresco italiano è un'eccellenza unica in Europa, un vanto nazionale, invidiato anche da altri Paesi, la cui qualità è garantita dal Ministero non solo attraverso i severi disciplinari di produzione ma anche mediante costanti verifiche sulla tracciabilità.
  A garantirne il rispetto, anche a tutela dei consumatori, è il sistema dei controlli costantemente eseguiti dall'Icqrf che, tra l'altro, è preposto alla verifica della corretta applicazione delle disposizioni in materia di etichettatura dei prodotti alimentari previste dal Regolamento (UE) n. 1169/2011, dal Regolamento (UE) n. 1308/2013 (Ocm unica) e dalle specifiche norme settoriali nazionali.
  Ciò premesso, l'Icqrf assicura la propria attività di controllo nel settore, in particolare presso i produttori/confezionatori di latte «fresco», per verificare la corretta applicazione delle norme succitate, fatte salve eventuali disposizioni «in deroga» che potrebbero essere adottate a seguito della situazione emergenziale COVID-19.
  Per quanto riguarda, invece la salvaguardia del prezzo del latte e del reddito degli allevatori preciso, al fine di contrastare fenomeni distorsivi di mercato connessi all'emergenza epidemiologica da COVID-19 che potrebbero inficiare pesantemente i produttori primari (allevatori), è stata attivata, su diretta indicazione della Ministra, la casella di posta elettronica pratichesleali@politicheagricole.it, a disposizione delle organizzazioni agricole, delle associazioni di produttori, delle aziende e di ogni altro soggetto interessato perché siano segnalati tutti i casi di pratiche commerciali sleali che si verificano nel settore agricolo e alimentare.
  Sul sito del Ministero è stato predisposto e pubblicato un apposito modulo, in modo tale che le segnalazioni relative a pratiche commerciali sleali possano essere inoltrate e acquisite e gestite dall'Icqrf in modo agevole ed efficace.
  Le segnalazioni vengono gestite dall'Icqrf mediante un'apposita procedura informatica che acquisisce le segnalazioni, le gestisce e ne assicura la «tracciabilità» fino all'adozione degli eventuali provvedimenti sanzionatori. Ad oggi sono pervenute circa venti segnalazioni, non solo tramite la casella di posta elettronica dedicata.
  Circa la metà riguardano il latte bovino e di bufala, correlatamente a modifiche delle condizioni contrattuali da parte di centri di raccolta del latte e di caseifici, sia per quanto riguarda i prezzi che i quantitativi pattuiti. In alcuni casi i caseifici ed i centri di raccolta hanno chiesto agli allevatori di ridurre i quantitativi di latte prodotto e di farsi carico dei costi di stoccaggio e congelamento del latte.
  Le regioni interessate dalle segnalazioni sono la Campania, la Lombardia, il Lazio, il Molise e la Puglia e gli uffici dell'Icqrf si sono tempestivamente attivati per verificare le predette segnalazioni ed avviare l'eventuale procedimento sanzionatorio previsto in materia di pratiche sleali.
  Le irregolarità in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari e di latte crudo che saranno accertate dagli uffici territoriali, saranno segnalate all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, competente per l'avvio, l'istruzione del procedimento sanzionatorio e l'applicazione delle relative sanzioni.
Il Sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari e forestali: Giuseppe L'Abbate.