• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/02700/096    premesso che:     il decreto-legge del 14 agosto 2020, n. 104, all'articolo 27, ha introdotto la cosiddetta «Decontribuzione Sud», una misura che fissa, in relazione al...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/02700/096presentato daLORENZONI Gabrieletesto diLunedì 12 ottobre 2020, seduta n. 406

   La Camera,
   premesso che:
    il decreto-legge del 14 agosto 2020, n. 104, all'articolo 27, ha introdotto la cosiddetta «Decontribuzione Sud», una misura che fissa, in relazione al Pil pro-capite regionale, inferiore al 90 per cento rispetto alla media europea, ed al basso tasso di occupazione regionale, inferiore alla media nazionale del 2018 (58,5 per cento), uno sconto del 30 per cento dei contributi previdenziali dei dipendenti per i datori di lavoro che operano nelle Regioni dalle caratteristiche sopracitate;
    tale provvedimento non fa alcuna distinzione tra le cosiddette «Regioni meno sviluppate» e «Regioni in transizione», non prevedendo una decontribuzione progressiva e graduale tra territori dalle diverse caratteristiche economiche;
    tale provvedimento è costruito attorno a 2 parametri, quello del Pil pro-capite e del tasso di occupazione, dimensionati su base regionale, senza tenere conto di realtà che hanno questi parametri profondamente influenzati dalla presenza delle città metropolitane e da un tessuto regionale non omogeneo;
    un parametro largamente più equo da considerare è costituito dal calcolo del Pil pro-capite provinciale in luogo del Pil pro-capite regionale, dove ad esempio, prendendo in esame le province del Lazio, si nota che le province di Viterbo, Rieti, Latina e Frosinone rientrerebbero nei requisiti dell'agevolazione prevista nelle regioni del Mezzogiorno, ossia un tasso di occupazione provinciale inferiore alla media nazionale e il Pil pro-capite provinciale inferiore al 90 per cento della media europea EU27. Tuttavia, la presenza di Roma, con i suoi numeri da economia di grande metropoli e Capitale d'Italia, condiziona ed innalza la media regionale impedendo così agli imprenditori che lavorano nelle altre province del Lazio di poter accedere alle agevolazioni;
    la discrepanza risulta ancora più netta se si prendono in considerazione i comuni colpiti dal sisma del centro Italia del 2016 di Marche, Lazio e Umbria che versano ancora in condizioni critiche sotto il profilo socio-economico, ma non possono usufruire delle predette agevolazioni, pur a pochi chilometri di distanza dal confine con le Regioni individuate dalla misura, facendo venir meno il principio della coesione e della omogeneità territoriale rispetto al Cratere Sismico del vicino Abruzzo; del resto anche altre misure conosciute come «Resto al Sud», il programma « Smart and Start» di Invitalia per le start-up e il «Credito di Imposta Mezzogiorno» sono già stati estesi alle zone del sisma del 2016 riconoscendo questa esigenza,

impegna il Governo

a valutare gli effetti applicativi delle disposizioni richiamate in premessa, al fine di valutare l'opportunità di adottare ulteriori iniziative normative volte a modificare la misura cosiddetta «Decontribuzione Sud», ridimensionando i criteri sopracitati su base provinciale e non su base regionale per i motivi di cui in premessa, e ricomprendere all'interno della decontribuzione i comuni del cratere sismico del Centro Italia 2016 di Lazio, Marche e Umbria di cui agli allegati 1, 2, 2-bis del decreto-legge n. 189 del 2016 convertito con legge del 15 dicembre 2016 n. 229.
9/2700/96. (Testo modificato nel corso della seduta) Gabriele Lorenzoni, Cataldi, Ilaria Fontana, Frusone, Gallinella, Grande, Segneri, Terzoni, Parisse, Giuliodori, Emiliozzi, Roberto Rossini.