• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/02700/121    premesso che:     il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 reca misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia, alcune delle quali riguardano in maniera specifica...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/02700/121presentato daDI LAURO Carmentesto diLunedì 12 ottobre 2020, seduta n. 406

   La Camera,
   premesso che:
    il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 reca misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia, alcune delle quali riguardano in maniera specifica il settore termale;
    tra queste, infatti, si possono elencare gli articoli 7 (Esonero dal versamento dei contributi previdenziali per assunzioni a tempo determinato nel settore turistico e degli stabilimenti termali), 9 (Nuova indennità per i lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo), 77 (Misure urgenti per il settore turistico), 78 (Esenzioni dall'imposta municipale propria per i settori del turismo e dello spettacolo), 79 (Ulteriori agevolazioni fiscali per il settore turistico e termale);
    ad esse si aggiunge la previsione di cui all'articolo 29-bis – introdotto nel corso dell'esame del provvedimento al Senato – relativa all'istituzione nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, di un Fondo con una dotazione di 20 milioni di euro per l'anno 2020 e di 18 milioni per l'anno 2021, finalizzato alla concessione, fino ad esaurimento delle risorse, di buoni per l'acquisto di servizi termali;
    tra i vari complessi termali italiani, quello di Castellammare di Stabia (NA), preziosa risorsa storico-culturale del territorio campano, costituisce un chiaro esempio di spreco, inefficienza e mancanza di una visione lungimirante da parte degli amministratori locali e degli operatori economici che si sono succeduti nel tempo;
    le Terme di Stabia sono formate da due stabilimenti, noti come «Antiche terme» e «Nuove terme», accompagnati, in passato, da complessi minori, attualmente abbandonati o distrutti, e da fontane ancora funzionanti per la mescita delle acque termali;
    nonostante costituiscano uno dei più noti complessi termali italiani per numero e qualità delle acque, note e usate sin dall'epoca romana, le strutture sono vuote e abbandonate a sé stesse, dopo la fallimentare gestione pubblica, in capo alla municipalizzata locale, SINT;
    sono stati numerosi i tentativi, in questi ultimi anni, di rianimare il complesso termale, anche tramite contatti esplorativi con privati, senza che, tuttavia, questo abbia prodotto risultato alcuno;
    le ricadute positive sul territorio di una eventuale riapertura sarebbero svariate: innanzitutto, un netto e immediato incremento dell'occupazione, sia con riguardo ai lavoratori diretti che, soprattutto, dell'indotto. Una variabile non di poco conto in un'area dove il tasso di disoccupazione e di occupazione toccano livelli negativi da record;
    ciò consentirebbe di recuperare e non disperdere definitivamente quelle conoscenze che per anni sono state sviluppate proficuamente in loco, garantendone la trasmissione anche alle future generazioni di lavoratori termali;
    il settore termale stabiese potrebbe, inoltre, fungere da traino per risollevare più in generale il settore turistico locale, soprattutto se messo a sistema con le altre preziose attrazioni presenti sul territorio, quali le importantissimi scavi archeologici di Stabiae, siti nella collina di Varano, la bellissima costa e la prossimità con le famose località turistiche della penisola sorrentina, il patrimonio naturalistico unico nel suo genere, che si ritrova sul Monte Faito e nel Parco Regionale dei Monti Lattari, solo per citarne alcuni;
    non secondario è l'aspetto più squisitamente sanitario: sono rinomate e indiscusse le proprietà benefiche delle acque termali stabiesi, le quali, se adeguatamente valorizzate, potrebbero essere impiegate per anche in ambito sanitario, facendo di questo polo termale un luogo di eccellenza e di avanguardia nel suo genere,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di adottare nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica idonee iniziative, anche di carattere normativo, volte a valorizzare, attraverso la fattiva collaborazione di tutti i soggetti istituzionali coinvolti, gli stabilimenti termali stabiesi, anche tramite l'impiego dello strumento agevolativo dei Contratti di sviluppo.
9/2700/121. Di Lauro.