• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/04773 (5-04773)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-04773presentato daFREGOLENT Silviatesto diMartedì 13 ottobre 2020, seduta n. 407

   FREGOLENT. — Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. — Per sapere – premesso che:

   il settore dello spettacolo, del teatro e della musica dal vivo sono stati tra i maggiormente colpiti dal lockdown e dalle restrizioni messe in campo per contrastare la pandemia;

   secondo i dati Inps, sono circa 142 mila le persone che lavorano stabilmente nel settore dello spettacolo: attori, registi, musicisti e danzatori, oltre a tutti coloro che operano dietro le quinte, come tecnici, distributori, assistenti, sarti, imprese, scenografi, truccatori;

   le misure messe in campo per sostenere il reddito di tali lavoratori sono state utili nel primo periodo, ma non possono oggi essere sufficienti a garantire un tenore di vita dignitoso per i diretti interessati e per le loro famiglie;

   il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 7 agosto 2020 ha disposto che, sull'intero territorio nazionale, gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto debbano essere svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, con il numero massimo di 1.000 spettatori per spettacoli all'aperto e di 200 spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala;

   dalle indiscrezioni di stampa emerge però che le norme del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 agosto 2020 non solo non verranno allentate, ma potrebbero subire a breve nuove restrizioni per quanto riguarda la partecipazione massima degli spettatori di eventi teatrali, dal vivo e cinematografici;

   tali notizie stanno creando giustificato allarmismo nell'intero comparto. Il Teatro della Scala ha, ad esempio, già cancellato la campagna abbonamenti per la prossima stagione lirica e non accadeva dal 1920;

   è stato anche rimarcato come una ulteriore riduzione del settore dello spettacolo dal vivo possa ripercuotersi negativamente sull'indotto che riguarda, in questo caso, anche ristoranti e bar limitrofi e le imprese di pulizia degli spazi interessati;

   il Ministro Franceschini è intervenuto su tale argomento, in data 12 ottobre 2020, dichiarando che «nel prossimo Dpcm saranno confermati questi limiti con la conferma della possibilità delle regioni di derogare», lasciando quindi alle singole regioni anche la possibilità di ridurre la capienza delle sale;

   sarebbe invece opportuno che si introducessero norme meno restrittive come ad esempio la capienza dei locali per metà dei posti disponibili al fine di dare maggiore slancio, nel pieno rispetto della sicurezza e della salute pubblica, all'intero comparto –:

   se non ritenga che le attuali restrizioni, introdotte dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 agosto e confermate con quello del 13 ottobre 2020, rispetto allo svolgimento, sull'intero territorio nazionale, di spettacoli aperti al pubblico possano essere modificate nel primo provvedimento utile e quali iniziative urgenti intenda conseguentemente assumere a sostegno della tenuta economica ed occupazionale dell'intero comparto.
(5-04773)