• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00952 (2-00952) «Giannone».



Atto Camera

Interpellanza 2-00952presentato daGIANNONE Veronicatesto diMartedì 6 ottobre 2020, seduta n. 403

   La sottoscritta chiede di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere – premesso che:

   secondo un'inchiesta pubblicata da L'Espresso, che ha raccolto dei recenti dati dell'Eures, in Italia negli ultimi 20 anni sono oltre 500 i bambini uccisi in famiglia. Uno ogni 10 giorni con una media annuale crescente. Nel 2018 si è oltrepassata la media, con 31 casi ed una nuova impennata del 55 per cento rispetto all'anno precedente;

   di questi, oltre un terzo sono bambini uccisi da un genitore violento o in concomitanza con la separazione, le cui storie hanno tristemente riempito le pagine di cronaca. Il 51,5 per cento dei figlicidi è stato commesso con armi da fuoco legalmente detenute;

   recentemente diversi media hanno riportato la storia di un uomo di 47 anni della provincia di Torino, che ha ucciso con un colpo di pistola il figlio di 11 anni e poi con la stessa arma, si è tolto la vita. Su Facebook aveva scritto un lungo post raccontando la sua depressione rivolgendosi alla ex compagna;

   un rapporto del Global Study on Homicide (2019) dell'Undoc ha evidenziato che il numero dei figlicidi in continua crescita è dovuto principalmente a situazioni di violenza domestica e divorzio. Lo studio ha analizzato la storia delle famiglie coinvolte, rilevando che in quasi tutti i casi vi erano condizioni di abuso — fisico, sessuale o emotivo — precedenti. L'analisi ha concluso che la violenza pregressa è uno dei maggiori fattori di rischio nel figlicidio;

   l'Italia è oggi uno dei Paesi del mondo con il minore tasso di mortalità infantile (3,6 per cento inferiore alla media europea e a quella degli Stati Uniti (dati Istat - Unicef): un eccellente risultato, si legge su L'Espresso, raggiunto grazie all'imponente opera di prevenzione messa in atto dal sistema sanitario nazionale con vaccinazioni, screening prenatale, formazione specializzata e informazioni pediatriche diffuse. Laddove la prevenzione non fosse di tipo medico, si è intervenuti con appositi disegni di legge, come nel caso dei seggiolini antiabbandono;

   il numero dei bambini uccisi dai propri genitori è nettamente superiore a quello dei bambini dimenticati nell'auto, ma non ha destato da parte delle istituzioni la stessa celere e particolare attenzione;

   «Uno dei problemi principali in materia di tutela dei minori riguarda i tempi della giustizia», ha dichiarato l'avvocata Francesca Romana Baldacci, esperta di diritto minorile e di famiglia intervistata nell'inchiesta. «Escludendo i casi in cui si può fare ricorso all'articolo 403 del codice civile, con l'intervento della pubblica autorità e l'immediato collocamento del minore in luogo sicuro (articolo a tutela dei minori di cui peraltro è stata ripetutamente chiesta l'abrogazione) in molti altri casi i tempi dei tribunali non sono compatibili con le esigenze dei minori»;

   in tempi già lunghi sono anche peggiorati con l'emergenza da Covid-19: al tribunale ordinario di Roma una richiesta di separazione presentata a febbraio 2020 vedrà la sua prima udienza solo a gennaio 2021, quasi un anno dopo;

   «Nel tempo che intercorre tra il ricorso per chiedere la separazione e l'udienza presidenziale, continua il legale, possono avvenire episodi anche gravi che coinvolgono i minori»;

   così può accadere che un bambino rimanga con il genitore violento o pericoloso. «Il nostro sistema è piuttosto disarticolato — prosegue Baldacci — i tribunali (minorile, civile e penale) non parlano tra loro, nonostante l'informatizzazione, e hanno tempi differenti. Non è raro che un genitore venga condannato per violenze sui minori dal tribunale penale solo dopo anni di affido disposto dal tribunale ordinario. Nel frattempo il bambino ha continuato a subire danni» –:

   se il Ministro sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative di competenza intenda adottare per rendere più celeri i procedimenti minorili sia civili che penali; se non intenda adottare, per quanto di competenza, iniziative normative volte a riformare il sistema dell'affido.
(2-00952) «Giannone».