• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/07001 (4-07001)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07001presentato daGARAVAGLIA Massimotesto diVenerdì 2 ottobre 2020, seduta n. 402

   GARAVAGLIA. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

   il comma 1 dell'articolo 228, del decreto legislativo n. 152 del 2006, prevede che, al fine di ottimizzare il recupero dei pneumatici fuori uso e per ridurne la formazione anche attraverso la ricostruzione, è fatto obbligo ai produttori e importatori di pneumatici di provvedere, singolarmente o in forma associata e con periodicità almeno annuale, alla gestione di quantitativi di pneumatici fuori uso pari a quelli dai medesimi immessi sul mercato e destinati alla vendita sul territorio nazionale. I tempi e le modalità attuative di tale obbligo sono disciplinati con decreto del Ministro interrogato;

   i produttori e importatori in forma associata, affidano ai Consorzi la gestione della raccolta ed il recupero dei pneumatici fuori uso (Pfui) immessi sul territorio nazionale; le attività di commercializzazione versano annualmente il contributo ambientale fissato dai consigli di amministrazione dei consorzi, calcolato sul quantitativo di pneumatici immessi sul mercato nell'anno precedente, e tale costo è parte integrante del corrispettivo di vendita dei pneumatici;

   i consorzi più significativi operanti nel territorio, fissano un budget di raccolta da cui essi non si discostano al fine di gestire una quota di raccolta, oltre la quale sospendono i ritiri;

   tale procedura, di fatto confligge con quanto sancito dalla «Extended producer responsibility» più brevemente Epr, fondata sul principio dell'Unione europea di rafforzare la prevenzione e favorire complessivamente la diminuzione dei rifiuti;

   a livello nazionale, tale principio è stato introdotto nell'ordinamento dal decreto legislativo n. 49 del 2014 recante attuazione della direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), al fine di tutelare l'ambiente e la salute umana. Gli obiettivi posti dal decreto appaiono quale trasposizione dei principi sottesi alla gerarchia dei rifiuti, concretizzando un valido strumento per promuovere l'economia circolare che, in termini concreti, significano che il produttore è responsabile dell'intero ciclo di vita del prodotto, quindi anche del fine vita del rifiuto generato dall'utilizzo dello stesso;

   in Italia, nel campo dei pneumatici fuori uso, stiamo assistendo ad una condizione paradossale di non servizio; i consorzi di gestione degli pneumatici fuori uso (Pfu), per loro natura giuridica, sono enti privati con delega dello Stato; i Ministeri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico approvano gli statuti che regolano la gestione del rifiuto;

   tali consorzi interrompono i ritiri di pneumatici fuori uso nel momento in cui raggiungono i quantitativi da essi stabiliti, creando di fatto un vuoto operativo che si trasforma in una situazione di grave disagio e insostenibilità dovuta all'accumulo di grandi quantitativi di Pfu presso le attività coinvolte –:

   se l'attuale sistema di affidamento agli enti di cui in premessa delle attività di svolgimento del servizio di gestione degli pneumatici fuori uso garantisca di fatto l'efficienza di tale fondamentale prestazione e se, nella situazione di emergenza sanitaria ed economica alla quale il nostro Paese è di fatto sottoposto, non ritenga di adottare iniziative per rivedere e migliorare tale sistema al fine di evitare l'accumulo pericoloso di rifiuti presso il detentore, rendere più efficiente l'organizzazione del settore e mettere il mondo imprenditoriale in condizione di poter svolgere serenamente la propria attività, garantendo al consumatore un servizio e una maggiore tutela dell'ambiente e della salute.
(4-07001)