• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00940 (2-00940) «Chiazzese, Sut, Scagliusi, Barbuto, Luciano Cantone, Carinelli, De Girolamo, De Lorenzis, Ficara, Grippa, Marino, Raffa, Paolo Nicolò Romano, Serritella, Spessotto, Termini, Corda,...



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00940presentato daCHIAZZESE Giuseppetesto diMartedì 29 settembre 2020, seduta n. 400

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per sapere – premesso che:

   la tutela dell'ambiente e la lotta al cambiamento climatico sono le principali sfide che le nostre società devono affrontare nei prossimi decenni in materia di sostenibilità;

   la strategia «Europa 2020» ha definito chiaramente il contributo che gli Stati membri devono fornire per una crescita sostenibile, basata su un'economia a basse emissioni di CO2 e sull'ammodernamento e sulla decarbonizzazione della mobilità pubblica e privata in ambito urbano;

   analogamente, la strategia Trasporti 2050 si propone l'obiettivo di dimezzare l'uso di auto «ad alimentazione convenzionale» nel trasporto urbano entro il 2030, di escluderle gradualmente dalle città entro il 2050 e di ottenere entro il 2030 un trasporto delle merci privò di emissioni di CO2 e di inquinanti locali;

   l'aggiornamento del Piano nazionale di infrastrutturazione per la Ricarica dei veicoli elettrici (Pnire), redatto in ottemperanza al comma 2 dell'articolo 17-septies dal decreto-legge n. 83 del 2012 convertito dalla legge 134 del 2012, prevede al 2030, sulla base del target di 6 milioni di auto elettriche previsto dal Pniec, 1.850 colonnine di ricarica veloci per le aree di servizio autostradali, 10 mila in area extraurbana, e 30.650 in area urbana (divise tra 19.650 veloci e 78,600 lente);

   in particolare, con riguardo allo sviluppo della rete infrastrutturale viene ribadita la facoltà degli enti locali di predisporre un Piano della mobilità elettrica ad hoc anche se in linea con il piano nazionale; facoltà questa che favorisce però indirizzi e velocità di sviluppo non omogenei;

   inoltre, a regioni e comuni, ma anche ai privati, è assegnato il compito di fornire le informazioni per la Piattaforma unica nazionale (Pun), ideata con l'obiettivo di garantire, a livello nazionale, uniformità e omogeneità delle informazioni afferenti alle reti di ricarica pubblica e privata con accesso al pubblico, piattaforma ad oggi non ancora resa pubblica;

   il suddetto Piano poi non contiene indicazioni circa l'interoperabilità, ovvero la possibilità per l'utente di essere svincolato dalle infrastrutture di ricarica della sua città o del suo distributore e di accedere a tutte le stazioni di ricarica in Italia, a prescindere da quale sia l'operatore con cui ha l'abbonamento, senza costi aggiuntivi o difficoltà burocratiche;

   la mobilità elettrica presenta grandi potenzialità in termini di riduzione dell'inquinamento sia atmosferico che acustico ed offre la possibilità di numerose applicazioni a livello territoriale;

   condizione necessaria per un adeguato sviluppo della mobilità elettrica è l'installazione di infrastrutture di ricarica innovative e superveloci distribuite e localizzate, sia in sede pubblica che privata, di concerto con gli enti locali, con i gestori delle stazioni ferroviarie, i concessionari di autostrade e superstrade e i distributori di energia elettrica;

   da quanto risulta dalla stessa bozza del Piano, i Fondi precedentemente destinati al cofinanziamento dei progetti di installazione delle infrastrutture di ricarica a pubblico accesso nei comuni risultano in gran parte non spesi;

   l'unico obiettivo minimo obbligatorio per i comuni sulle infrastrutture di ricarica è quello indicato nell'articolo 57 del decreto-legge «semplificazioni» che non riporta tuttavia né premialità né penalità per il mancato rispetto dello stesso;

   affidare ai comuni la proprietà degli asset di ricarica, unico modello di business scelto per accedere ai fondi del Pnire anche nella sua ultima declinazione, si scontra con la realtà di mercato: oggi infatti, nella quasi totalità dei casi, operatori privati offrono ai comuni gratuitamente l'acquisto, l'installazione, la connessione e la gestione delle infrastrutture di ricarica lente e rapide (7, 11 e 22 kW fino ai 50 kW) a fronte unicamente di una concessione di occupazione di suolo;

   la rete italiana delle infrastrutture di ricarica è carente nei piccoli comuni, soprattutto in quelli non a vocazione turistica, nonché nell'installazione di infrastrutture di ricarica «ultra veloci» (oltre i 100 kW) lungo le autostrade, le strade a scorrimento veloce e in contesti urbani di compromesso fra i flussi di traffico e la disponibilità di potenza delle reti di distribuzione elettrica;

   la bozza del Pnire che è stata presentata in Conferenza Stato-regioni non prevede l'installazione di ricariche sopra i 50 kW di potenza;

   l'erogazione di cofinanziamenti agli operatori, per la copertura capillare dei comuni piccoli e medi con ricariche a bassa e media potenza (dai 7 ai 22 kW) e ad alta potenza (veloci 50 kW, ultraveloci oltre i 50 kW), si scontra con le regole sugli aiuti di Stato dell'Unione europea, alle quali altri Stati membri hanno richiesto e ottenuto una deroga proprio per la realizzazione dei Piani nazionali delle infrastrutture di ricarica (ad esempio Germania, Romania);

   i concessionari autostradali dovrebbero aver presentato i propri piani per l'infrastrutturazione per la ricarica dei veicoli elettrici delle aree di servizio ricadenti nei propri perimetri di concessione –:

   se, per quanto di competenza, il Ministro interpellato non ritenga opportuno adottare iniziative per utilizzare i fondi a disposizione del Piano per lo sviluppo di infrastrutture ultra veloci (oltre 100 kW) sia in ambito autostradale, extraurbano e urbano al fine di aumentare la qualità e la distribuzione degli impianti collocati sul territorio nazionale e per la copertura di quei comuni non appetibili per gli operatori economici;

   se non ritenga opportuno aprire una concertazione con gli altri Ministeri interessati e un confronto proficuo con il Parlamento sul testo del Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica (Pnire), in particolare sulle modalità di erogazione dei fondi e sull'oggetto di spesa degli stessi;

   se, per quanto di competenza, non ritenga opportuno preparare una notifica alla Commissione europea inerente alle norme in materia di aiuti di Stato, come già fatto da Germania e Romania;

   quali siano le ragioni, a tutt'oggi, della mancata pubblicazione della Piattaforma unica nazionale (Pun), cruciale per il controllo ed il monitoraggio delle infrastrutture di ricarica pubbliche nonché per le politiche di mobilità sostenibile da sviluppare a livello locale e nazionale;

   se il Ministro interrogato non ritenga opportuno rendere pubblici alcuni dati, utili alla cittadinanza e agli operatori di mercato, dei piani di installazione di infrastrutture di ricarica nelle aree di servizio in ambito autostradale, al fine di verificarne l'efficacia e facilitare gli investimenti necessari alla realizzazione in tempi contenuti di una rete di ricarica capillare ed efficiente.
(2-00940) «Chiazzese, Sut, Scagliusi, Barbuto, Luciano Cantone, Carinelli, De Girolamo, De Lorenzis, Ficara, Grippa, Marino, Raffa, Paolo Nicolò Romano, Serritella, Spessotto, Termini, Corda, Corneli, Costanzo, Cubeddu, Currò, D'Ambrosio, Ehm, De Carlo, De Lorenzo, Del Grosso, Del Monaco, Del Sesto, Di Sarno, Di Stasio, Dieni, Donno, Dori, D'Orso».