• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/01904 BERNINI, MALAN, DAL MAS, VITALI, PAGANO, SCHIFANI, FAZZONE - Al Ministro dell'interno. - Premesso che: secondo i dati diffusi dal Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-01904 presentata da ANNA MARIA BERNINI
mercoledì 9 settembre 2020, seduta n.256

BERNINI, MALAN, DAL MAS, VITALI, PAGANO, SCHIFANI, FAZZONE - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

secondo i dati diffusi dal Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell'interno, dal 1° gennaio all'8 settembre 2020, nonostante l'emergenza epidemiologica da COVID-19, il numero degli immigrati approdati in Italia si attesta a 20.057, più del triplo rispetto allo stesso periodo del 2019;

nonostante i maggiori mezzi di informazione spesso focalizzino la propria attenzione sul flusso di migranti provenienti dal nord Africa, attraverso la Sicilia ed in particolare l'isola di Lampedusa, non deve essere in alcun modo sottovalutato il rischio di ingressi di immigrati clandestini provenienti da altre parti del mondo, attraverso confini che molto spesso hanno scarsa possibilità di essere sorvegliati per via della loro conformazione geopolitica;

in particolare, la rotta balcanica, percorsa da migranti provenienti prevalentemente dal Medio oriente e dal Sud-est asiatico e diretti in Europa, passando per la Turchia, ha registrato negli ultimi anni flussi crescenti: circa 1.500 persone l'hanno percorsa nel 2018, oltre 3.000 nel 2019. Secondo quanto dichiarato dal Ministro in indirizzo l'8 settembre 2020: "Nel 2020, sono entrati 3.059 migranti dalla rotta balcanica, a fronte dei 2.104 dello stesso periodo del 2019";

i migranti attraversano Serbia o Bosnia, entrano in Croazia e da qui muovono verso la Slovenia per poi entrare in Italia attraverso il confine con il Friuli-Venezia Giulia;

nel marzo 2016 Unione europea e Turchia hanno siglato un accordo per contrastare il fenomeno e la Commissione europea, nell'occasione, dichiarò: "la rotta è chiusa";

contrariamente, in particolar modo nel corso del 2019, i flussi migratori attraverso la rotta balcanica sono aumentati;

nei primi mesi del 2020, il flusso di migranti irregolari provenienti dai Paesi balcanici e diretti verso l'Italia non si è interrotto: nei soli mesi di aprile e maggio si sarebbero verificati centinaia di ingressi. Ciò, nonostante le misure di contenimento dovute alla pandemia da COVID-19;

i dati relativi alla diffusione del virus indicano che parte consistente dei nuovi casi di positività sono relativi a persone provenienti dall'estero, in particolare dall'area balcanica, tanto che il Governo ha proceduto nel mese di luglio a chiudere i confini con Serbia, Montenegro e Kosovo;

nei pazienti provenienti dalla Serbia e ricoverati in Italia sarebbe stato isolato un ceppo di coronavirus più aggressivo di quello precedentemente presente in Italia;

la rotta balcanica presenta caratteristiche di pericolosità che il Governo sta continuando a sottovalutare, sia lasciando sguarnito il confine dal punto di vista geografico, sia non fornendo a forze dell'ordine e sanitari gli strumenti per poter intervenire;

le decine di persone entrate illegalmente in Friuli-Venezia Giulia nelle ultime settimane hanno a lungo soggiornato in Paesi che oggi, come già ricordato, sono considerati più a rischio del nostro da un punto di vista sanitario;

l'emergenza potrebbe ben presto esplodere nei centri di accoglienza; basti pensare a quanto successo nell'ex caserma "Cavarzerani", nel comune di Udine, dove la riscontrata positività di 3 migranti ha portato alla quarantena obbligatoria per gli altri 480 ospiti;

secondo il Ministro in indirizzo, intervenuto a Trieste in occasione di una visita del 13 luglio: "la rotta balcanica sta andando abbastanza bene perché funziona il sistema delle riammissioni, sono numeri che non corrispondono a ciò che abbiamo dal versante mediterraneo";

il SAP, sindacato di polizia, ha replicato al Ministro il 14 luglio, per voce del proprio segretario regionale, Olivo Comelli: "La questione immigrazione in questi territori è un'emergenza e come tale deve essere sostenuta dall'esecutivo. Solo per citare alcuni numeri, da metà maggio a oggi, la sola Polizia di Frontiera di Trieste ha rintracciato oltre 930 clandestini, mentre a Udine, nello scorso fine settimana, ne sono stati individuati oltre 150"; Comelli ha inoltre affermato: "Avevamo chiesto rinforzi: oggi la Polizia di frontiera di Trieste è sotto organico di oltre 20 unità, ma i quaranta uomini promessi nessuno li ha visti. Avevamo chiesto strutture idonee e mezzi adeguati per quella tipologia di servizio ma, a esclusione di un paio di mezzi e una tensostruttura per il triage a Fernetti, null'altro si è mosso";

il 15 luglio, il segretario generale per la provincia di Trieste del sindacato di polizia FSP, Alessio Edoardo, ha invece dichiarato: "Dobbiamo dire che troviamo triste vedere il più alto funzionario dello Stato, in materia di sicurezza, negare l'emergenza evidente nella nostra zona e nello stesso tempo sminuirne l'importanza, ormai le parole sembrano sprecarsi e non si vede un barlume di luce in fondo al tunnel";

in merito al potenziamento delle operazioni di controllo del confine, l'8 settembre, il Ministro ha dichiarato: "Al momento il personale arrivato grazie all'operazione Strade Sicure è pari a 375 uomini: ne manderemo di più a Udine";

è recente la notizia di oltre 30 immigrati costretti a svolgere la quarantena all'interno di due pullman messi a disposizione dalla Prefettura di Udine, in quanto l'ex caserma Cavarzerani ha già da tempo raggiunto la capienza massima consentita; una situazione gravissima anche dal punto di vista igienico-sanitario; basti pensare che le persone mangiano all'interno dei pullman, riescono a lavarsi soltanto grazie ad acqua fornita dalla Caritas e devono condividere pochissimi bagni chimici allestiti spontaneamente, con tutto il rischio igienico che ne consegue;

gli stessi volontari della protezione civile e il Corpo della Polizia di Stato sono costretti ad una turnazione estenuante per garantire che non vi siano fughe che possano pregiudicare la sicurezza sanitaria delle persone che vivono nei luoghi adiacenti,

si chiede di sapere se siano state predisposte misure ad hoc per prevenire la diffusione del virus COVID-19 a causa dell'ingresso di migranti transitati nei Paesi balcanici e quali iniziative il Governo metterà in campo, anche a livello europeo, per chiudere definitivamente la rotta dei Balcani all'immigrazione clandestina.

(3-01904)