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Atto a cui si riferisce:
S.4/01896 GALLONE, PAROLI, BERUTTI, BIASOTTI, PAPATHEU, MESSINA Alfredo, MALLEGNI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Premesso che: l'obiettivo principale...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 074
all'Interrogazione 4-01896

Risposta. - Nel merito della questione, sulla scorta delle osservazioni pervenute dal Ministero dello sviluppo economico, si fa presente che, con la legge di bilancio per il 2020 (articolo 1, commi 634-658), è stata introdotta la "plastic tax", ossia l'imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego (MACSI), fissata nella misura di 0,45 euro per chilogrammo di plastica. L'iter di approvazione della plastic tax è stato preceduto da un tavolo tecnico istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze, alla presenza del Ministero dello sviluppo economico e di questo Ministero. La ratio che sottende alla nuova imposta, in coerenza con gli obiettivi della direttiva europea n. 2019/904/UE, è quella di arginare la crescente produzione di imballaggi e contenitori monouso di plastica e di ridurre l'incidenza di determinati prodotti di plastica sull'ambiente.

Per quanto riguarda la filiera interessata dalla plastic tax, il registro delle imprese della camera di commercio industria artigianato e agricoltura, nel secondo e terzo trimestre 2019 conta 1.301 imprese produttrici di imballaggi in plastica con 28.333 addetti, nonché 892 imprese di fabbricazione di macchinari per imballaggi con 25.768 addetti (di cui circa la metà in Emilia-Romagna). Dalle filiere produttive della plastica si ottengono centinaia di prodotti, impiegati in numerosi settori industriali e classificabili in tre famiglie: gli stampati in plastica, i film per imballaggio e le fibre sintetiche. Tutti i materiali plastici utilizzati in ciascuno dei prodotti appartenenti a queste tre famiglie provengono dalla petrolchimica, settore abilitante e di importanza strategica per la competitività dell'intero sistema industriale.

In termini produttivi, gli input necessari a produrre imballaggi sono polimeri provenienti dalla petrolchimica, che in Italia vengono ottenuti prevalentemente nei poli chimici di Marghera, Ferrara, Brindisi, Priolo, Ragusa e Mantova. La principale impresa chimica italiana ha un fatturato di 3,9 miliardi di euro e 4.143 addetti. Il commercio all'ingrosso di imballaggi conta in Italia 3.989 imprese che occupano 59.533 addetti.

Alla luce della finalità dell'imposta, inoltre, nel corso delle riunioni del tavolo tecnico, si è convenuto di escludere dal suo ambito di applicazione, oltre a quei contenitori monouso che non potrebbero essere realizzati se non con materiali plastici (dispositivi medici o contenitori dei preparati medicinali), anche tutti i contenitori monouso realizzati con materiali plastici compostabili.

Per quanto concerne l'impegno di questo Ministero, prioritaria è l'individuazione di politiche a sostegno dell'economia circolare e la definizione di misure per favorire il riciclo e il reimpiego dei materiali. In tale contesto, il Ministero cofinanzia progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzati ad incentivare l'ecodesign dei prodotti e la corretta gestione dei rifiuti favorendo, in particolare, l'allungamento del ciclo di vita dei prodotti e lo sviluppo di tecnologie per la prevenzione, il recupero, il riciclo ed il trattamento di categorie di rifiuti attualmente non serviti da un'adeguata filiera di gestione. I progetti sono inoltre tesi a sviluppare nuove tecnologie per la prevenzione, il recupero, il riciclo ed il trattamento di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), nonché di altre tipologie di rifiuti, tramite l'emanazione di specifici bandi e accordi.

Il Ministero è, inoltre, impegnato nell'istruttoria per l'emanazione di più decreti ministeriali che attribuiscono incentivi, sotto forma di credito di imposta o di contributi a fondo perduto, tra i quali: 1) decreto ministeriale ex legge n. 145 del 2018, art. 1, comma 76, modalità di fruizione del credito d'imposta per le imprese che acquistano prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica, ovvero che acquistano imballaggi biodegradabili e compostabili secondo la normativa UNI EN 13432:2002 o derivati dalla raccolta differenziata della carta e dell'alluminio; 2) decreto ministeriale ex legge n. 58 del 2018 (di conversione del decreto-legge n. 34 del 2019), art. 26-bis, comma 3, attuazione delle disposizioni in materia di agevolazioni e crediti di imposta per l'uso o l'avvio a riciclo di imballaggi riutilizzabili; 3) decreto ministeriale ex legge n. 58 del 2018, art. 26-ter, comma 5, definizione dei requisiti tecnici e delle certificazioni idonee ad attestare la natura e le tipologie di materie e prodotti, ai fini delle agevolazioni fiscali sui prodotti da riciclo; 4) decreto ministeriale ex legge n. 141 del 2019 (di conversione del decreto-legge n. 111 del 2019), art. 7, comma 2, definizione delle modalità per l'ottenimento del contributo economico a fondo perduto (sino ad un massimo di 5.000 euro) per esercizi commerciali di vicinato, di media e grande struttura che attrezzano spazi dedicati alla vendita ai consumatori di prodotti alimentari e detergenti sfusi o alla spina, o per l'apertura di nuovi negozi che prevedano esclusivamente la vendita di prodotti sfusi, nonché per la verifica dello svolgimento dell'attività di vendita per un periodo minimo di 3 anni a pena di revoca del contributo; 5) decreto ministeriale ex legge n. 141 del 2019, art. 4-quinquies, comma 1, definizione delle modalità per il riparto del fondo denominato "programma sperimentale mangiaplastica" al fine di contenere la produzione di rifiuti in plastica attraverso l'utilizzo di eco-compattatori da parte dei Comuni; 6) decreto ministeriale ex legge n. 160 del 2019, art. 1, comma 658, definizione delle modalità applicative necessarie alla fruizione del credito d'imposta per le imprese attive nel settore delle materie plastiche per l'adeguamento tecnologico finalizzato alla produzione di manufatti compostabili secondo lo standard EN 13432:2002. Tali provvedimenti costituiscono leve finanziarie per la prevenzione della formazione del rifiuto, nonché per l'aumento della domanda e l'ampliamento del mercato del riciclo.

Oltre a ciò il Ministero sta provvedendo a redigere tre regolamenti che disciplinano la cessazione della qualifica di rifiuto della frazione merceologica "plastica": 1) il regolamento recante la disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di plastica proveniente da un'operazione di selezione, costituita da una miscela di due o più polimeri; 2) il regolamento recante la disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto "scarto di pulper"; 3) il regolamento recante la disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto delle "plastiche miste per recupero chimico".

La cessazione della qualifica di rifiuto, end of waste (EoW), costituisce un tassello indispensabile per la valorizzazione del potenziale dei rifiuti. Al valore e al vantaggio ambientale si accompagna anche la valenza economica dell'EoW, data dal fatto di disporre, all'esito di opportune operazioni di riciclo e recupero non più di un rifiuto ma di un prodotto che, in quanto tale, avrà un mercato e quindi un valore economico.

COSTA SERGIO Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare

22/07/2020