• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/04535 (5-04535)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-04535presentato daZOFFILI Eugeniotesto diVenerdì 7 agosto 2020, seduta n. 388

   ZOFFILI, DE MARTINI, VIVIANI, BUBISUTTI, CECCHETTI, GASTALDI, GOLINELLI, LIUNI, LOLINI, LOSS, MANZATO e PATASSINI. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:

   la previsione di adeguamento al nuovo regolamento delegato n. 33/2019, che integra il regolamento (UE) n. 1308/2013 per quanto riguarda le domande di protezione delle denominazioni di origine, delle indicazioni geografiche e delle menzioni tradizionali nel settore vitivinicolo, la procedura di opposizione, le restrizioni dell'uso, le modifiche del disciplinare di produzione, la cancellazione della protezione nonché l'etichettatura e la presentazione, e alla legge n. 238 del 2016 comporterebbe la modifica dell'allegato 1 del decreto ministeriale 13 agosto 2012 «Etichettatura e presentazione vini DOP-IGP ed altri prodotti vitivinicoli» che contiene l'elenco delle varietà di vite o sinonimi distintivi costituenti una Dop italiana tra le quali, su 11 varietà, ben 5 sono sarde, quali il Cannonau, Girò, Nasco, Nuragus, Semidano;

   il Cannonau è un antico vitigno della Sardegna, come testimoniano le recenti scoperte archeologiche che lo fanno risalire all'età nuragica; si tratta di vino tutelato con la Dop che rischia con la suddetta modifica di essere privato della tutela e, come potrebbe succedere anche per le altre Dop sarde, si potrebbe vedere nelle etichette di altri vini italiani il nome di alcuni vitigni tipici sardi, prodotti fuori dall'isola;

   il Cannonau è il vino di gran lunga più prodotto in Sardegna al quale è destinato il 27 per cento della superficie vitata dell'isola: 7.411 ettari su 27.217, dei quali 4.875 si trovano nella vecchia provincia di Nuoro, mentre, per gli altri vitigni a rischio, il Nuragus di Cagliari conta 1.492 ettari coltivati su un totale di 1.880 in tutta la Sardegna, il Nasco conta 147 ettari (131 nella provincia di Cagliari), il Semidano 38 ettari dei quali 17 a Cagliari e 20 a Oristano e il Girò 88 ettari, 44 dei quali nella ex provincia di Sassari;

   la modifica, una volta applicata nel nostro Paese, toglierebbe di fatto la protezione che vincolava ad una sola denominazione l'uso del nome di determinati vitigni non tutelando come prima il nome del prodotto legato ad un territorio, ad una tipicità ed identità agronomica ben precisa, rischiando di determinare una omologazione che porterebbe anche una perdita economica per i viticoltori sardi; una sconfitta non solo per la viticoltura ma per tutta la Sardegna;

   l'emergenza da Covid-19 ha portato ad una contrazione delle vendite dei vini di circa il 70 per cento, con previsioni di ulteriori diminuzioni del 65 per cento, e la tutela dei vini Dop della Sardegna si rivela fondamentale per salvaguardare il livello identitario e soprattutto economico dell'isola;

   è necessario tutelare anche i consumatori che potrebbero essere inevitabilmente indotti in inganno da vini prodotti in altre aree del Paese che utilizzerebbero i nomi dei vitigni sardi, conosciuti in tutto il mondo come vini caratteristici ed univoci della Sardegna;

   è essenziale tutelare e proteggere le aziende vitivinicole sarde, ma anche quelle delle altre denominazioni contenute nel suddetto allegato, fortemente rappresentative dei loro territori e simboli del made in Italy, che vedranno perdere appetibilità e valore al proprio prodotto;

   l'articolo 90 della legge n. 238 del 2016 prevede che fino all'emanazione dei decreti applicativi della stessa legge e del succitato regolamento (UE) n. 33/2019 continuano ad essere applicabili per le modalità procedurali nazionali le disposizioni dei precedenti decreti ministeriali –:

   quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, intenda tempestivamente assumere anche in sede europea, al fine di salvaguardare, tutelare e proteggere, a fronte delle nuove disposizioni dell'Unione europea, quelle denominazioni che sono strettamente correlate a determinati territori, tradizioni e cultura, come il Cannonau e gli altri vini sardi, simboli delle tradizioni e dell'identità viticola sarda, in quanto la loro difesa è fondamentale anche per l'economia dell'isola.
(5-04535)