• Testo della risposta

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.4/03597 (4-03597)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 4 agosto 2020
nell'allegato B della seduta n. 386
4-03597
presentata da
OCCHIONERO Giuseppina

  Risposta. — Il recesso del Regno Unito dall'Unione europea è, come noto, avvenuto il primo febbraio 2020.
  Il Governo ha adottato misure legislative (decreto-legge del 25 marzo 2019, n. 22, convertito dalla legge del 20 maggio 2019, n. 41) per assicurare, ben prima del recesso, anche al fine di prevenire uno scenario senza accordo, la tutela dei diritti dei cittadini britannici residenti in Italia e l'assistenza nei confronti della consistente comunità italiana residente nel Regno Unito. In quest'ottica sono state avviate le procedure per la riapertura del consolato a Manchester per consentire ai consolati generali a Londra ed Edimburgo di far fronte al considerevole incremento della richiesta di servizi da parte dei connazionali. È stato infatti disposto un piano di rafforzamento delle capacità delle sedi che si può considerare del tutto straordinario, viste anche le limitate risorse finanziarie e di organico a disposizione.
  Da parte sua, il Regno Unito ha deciso di offrire unilateralmente un livello di tutela dei diritti dei cittadini europei residenti nel Paese sino alla data di uscita sostanzialmente equivalente a quello assicurato dall'accordo di recesso. A questo proposito, occorre segnalare che il nuovo accordo di recesso del 17 ottobre 2019, poi entrato in vigore il primo febbraio, non ha toccato le disposizioni sulla tutela dei diritti dei cittadini già presenti nel precedente accordo concluso nel novembre 2018. Inoltre, il rispetto delle garanzie stabilite per i diritti dei cittadini costituisce una delle precondizioni che Londra dovrà rispettare per impostare il negoziato sulle future relazioni con l'Unione europea.
  Per poter far valere il nuovo status dei cittadini UE nel Regno Unito è stato realizzato un meccanismo di registrazione dei cittadini europei su scala nazionale (lo EU Settlement Status Scheme - EUSS), concettualmente collegato all'accordo di recesso dall'Unione. La scadenza per usufruire di tale schema è fissata al 31 dicembre 2020 (termine che è prorogato al 30 giugno 2021 per chi ha iniziato a vivere nel Regno Unito entro il 31 dicembre 2020). Esso è destinato ad assorbire, col tempo, tutti gli altri tipi di permesso di soggiorno in essere per cittadini italiani (e UE) nel Regno Unito.
  Dei circa 410.000 italiani che risiedono ufficialmente nel Regno Unito, sono sinora 351.600 (al 31 marzo 2020) coloro che hanno ottenuto il diritto di residenza permanente/Settled Status. Il tema delle modalità pratiche di riconoscimento del Settled Status continua ad essere seguito e approfondito da parte italiana, in particolare nell'ambito dell'apposito User group dello Home Office britannico, a cui partecipa attivamente l'ambasciata d'Italia a Londra insieme ai rappresentanti degli altri 26 Stati membri e della Commissione europea. La Commissione europea sta monitorando l'attuazione dei diritti dei cittadini attraverso riunioni periodiche del comitato misto, istituto dall'accordo di recesso.
  Sull'introduzione dell'EUSS, e sulle modalità per aderirvi, le autorità britanniche e le ambasciate dei Paesi europei nel Regno Unito stanno da tempo effettuando un'ampia campagna informativa, finalizzata a raggiungere anche le fasce più «deboli» della popolazione residente. La nostra ambasciata a Londra, in particolare, è da più di un anno impegnata in una capillare azione informativa in tutto il Paese, sia attraverso i media nazionali sia attraverso iniziative ad hoc organizzate sul territorio con la collaborazione di associazioni ed enti locali. È in tale ambito che il 19 febbraio 2020 il consolato generale d'Italia a Londra ha poi inaugurato, alla mia presenza, uno sportello «settled status». Si tratta di un nuovo strumento che permetterà ai connazionali che hanno meno familiarità con la tecnologia di accedere gratuitamente alle procedure britanniche in materia di immigrazione.
  Per quanto riguarda il caso specifico della signora Amato, non appena appresa – tramite gli organi di informazione – la sua vicenda, sia l'ambasciata d'Italia a Londra che i preposti uffici dell'Home Office hanno contattato la connazionale per verificare la sua situazione e offrirle la necessaria assistenza. Della questione si è interessato direttamente anche il Ministro per gli affari europei, Amendola, che ha ricevuto rassicurazioni dall'ambasciata del Regno Unito in Italia sull'attenzione con cui il governo britannico segue il caso.
  Dalle verifiche effettuate dall'ambasciata d'Italia a Londra e dall'Home Office, è emerso che la signora è in possesso dei requisiti per richiedere il settled status ed è pienamente a conoscenza dell'obbligo di registrazione in capo a tutti i cittadini europei regolarmente residenti nel Regno Unito derivante dall'introduzione del nuovo EUSS, obbligo che però l'interessata contesta in via di principio. Alla connazionale è stato comunque suggerito di adempiere agli obblighi previsti dall'introduzione dell'EUSS entro le scadenze stabilite dalla normativa britannica (31 dicembre 2020).
Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale: Ricardo Antonio Merlo.