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Atto a cui si riferisce:
C.4/04654 (4-04654)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 4 agosto 2020
nell'allegato B della seduta n. 386
4-04654
presentata da
COMENCINI Vito

  Risposta. — Il Parlamento montenegrino ha approvato, il 26 dicembre 2020, la «legge sulla libertà di religione o di credo e lo stato legale delle comunità religiose», considerata dal Primo Ministro Marković tra i punti chiave del programma di governo. Il Presidente montenegrino Dukanović ha sottolineato come l'obiettivo della nuova legge sia quello di fare chiarezza sulle molteplici situazioni di incertezza giuridica esistenti con la precedente legge del 1977, che negli ultimi anni Podgorica aveva tentato, senza successo, di modificare.
  L'approvazione della nuova normativa è stata accompagnata da manifestazioni di protesta in Montenegro e in Serbia, fino a questo momento in modo ordinato, al di là di qualche limitato incidente. Le ragioni del dissenso sono legate alla materia del diritto di proprietà delle comunità religiose, non disciplinata dalla legge del 1977. La proprietà di beni ed edifici religiosi presenti nel Paese risulta infatti incerta, in taluni casi contesa tra la Chiesa ortodossa serba, maggioritaria, e la chiesa ortodossa montenegrina, minoritaria. La Chiesa serbo ortodossa critica la nuova legge soprattutto per la disposizione in base alla quale, se non vi è documentazione che dimostri la proprietà di un bene ecclesiastico prima del 1918, quel bene diventa di proprietà dello Stato, Il 1918 è l'anno di scioglimento del Regno montenegrino, la cui Costituzione attribuiva quei beni alla proprietà dello Stato e il loro uso all'allora autonoma Chiesa montenegrina, dopo quell'anno assorbita dalla Chiesa serbo ortodossa. Il Governo di Podgorica ha più volte rappresentato la volontà di non modificare la destinazione d'uso dei beni oggetto di eventuale appropriazione, rilevando che la legge dispone unicamente il cambio della titolarità della proprietà. Le autorità montenegrine hanno inoltre sempre sottolineato che la nuova legge è stata adottata al termine di un processo di consultazione durato diversi anni e ampiamente inclusivo in favore delle comunità religiose e delle organizzazioni non governative di carattere religioso.
  Mentre alcune comunità religiose presenti in Montenegro hanno concluso con lo Stato accordi volti a disciplinare le relazioni reciproche (quella cattolica, islamica ed ebraica), la Chiesa ortodossa serba ha sempre rifiutato di fare altrettanto, adducendo a motivazione la propria preesistenza rispetto all'indipendenza del Montenegro. La Chiesa ortodossa montenegrina è invece registrata come organizzazione non governativa.
  La legge tocca anche il tema dell'identità statuale montenegrina e del rapporto tra lo Stato e i cittadini montenegrini che si richiamano all'identità serba, secondo l'ultimo censimento circa il 30 per cento della popolazione presenti soprattutto nel nord del Paese. I rapporti tra Serbia e Montenegro, uniti fino al referendum montenegrino a favore dell'indipendenza nel 2006, restano intensi in ragione della storia comune, delle relazioni economiche e dei legami sociali esistenti.
  Il 17 maggio 2019 il Ministro dei diritti umani e delle minoranze del Montenegro ha richiesto, su quello che era allora un disegno di legge, la valutazione della Commissione di Venezia del Consiglio d'Europa. Il 24 giugno la Commissione ha adottato la sua opinione basandosi sugli esiti della visita nel Paese di una delegazione di tre esperti. Ha riconosciuto gli «sforzi genuini» condotti dal Governo montenegrino per l'adozione di una nuova legge ritenuta «necessaria» perché sostitutiva di una normativa troppo datata e non più in linea con gli standard di tutela internazionali. Questo giudizio positivo ha riguardato in particolare il riferimento nel testo alla libertà di religione o credo e non alla religione in senso stretto, il carattere non obbligatorio della procedura di registrazione delle comunità religiose, la salvaguardia dell'autonomia delle comunità religiose e il diritto all'insegnamento della religione. L'opinione ha raccomandato allo stesso tempo di migliorare e chiarire alcuni passaggi del disegno di legge. Sulle disposizioni volte a disciplinare il diritto di proprietà delle comunità religiose, la Commissione di Venezia ha esortato il Governo a rendere il più possibile efficace, oggettiva e garantista la procedura prevista per effettuare le verifiche sui titoli di proprietà. Il testo della nuova legge ha recepito la maggior parte delle raccomandazioni formulate dalla Commissione di Venezia.
  Recentemente si sono moltiplicati i messaggi del Governo montenegrino volti a sottolineare la disponibilità al dialogo con la Chiesa serbo ortodossa, Il Primo Ministro Marković ha invitato con una sua lettera il Metropolita della Chiesa serbo ortodossa Amfilohjie a ricercare insieme le soluzioni migliori per dare attuazione alle disposizioni della nuova legge sulle proprietà ecclesiastiche, nell'arco dei sei mesi previsti per l'adozione dei regolamenti attuativi e dell'ulteriore periodo di un anno per darvi attuazione.
  L'Italia è fortemente impegnata nella protezione e promozione della libertà di religione o credo a livello internazionale, in ambito multilaterale, nei rapporti bilaterali con i Paesi terzi e nei programmi della cooperazione allo sviluppo. La libertà di religione o credo e la protezione degli appartenenti a minoranze religiose figurano anche tra i temi prioritari del mandato triennale dell'Italia in Consiglio diritti umani ONU (2019-2021). In questo quadro, il nostro Paese segue la situazione in Montenegro in stretto coordinamento con i principali partner, anzitutto l'Unione europea, nella consapevolezza della forte sensibilità che la questione riveste. Il Governo non ha mancato e non mancherà di incoraggiare tutte le parti a preservare il dialogo e a mantenere un approccio costruttivo, evitando tensioni che potrebbero avere riflessi anche in ambito regionale.
Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale: Ivan Scalfarotto.