• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/04516 (5-04516)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-04516presentato daAMITRANO Alessandrotesto diMercoledì 5 agosto 2020, seduta n. 387

   AMITRANO, INVIDIA e VILLANI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   l'articolo 42, comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, stabilisce che nei casi accertati di infezione da coronavirus (SARS- CoV-2) in occasione di lavoro, il medico certificatore redige il consueto certificato di infortunio e lo invia telematicamente all'Inail che assicura, ai sensi delle vigenti disposizioni, la relativa tutela dell'infortunato;

   le prestazioni Inail nei casi accertati di infezioni da coronavirus in occasione di lavoro, sono erogate anche per il periodo di quarantena o di permanenza domiciliare fiduciaria dell'infortunato con la conseguente astensione dal lavoro e, in via preliminare, si precisa che, secondo l'indirizzo vigente in materia di trattazione dei casi di malattie infettive e parassitarie, l'Inail tutela tali affezioni morbose, inquadrandole, per l'aspetto assicurativo, nella categoria degli infortuni sul lavoro;

   sono destinatari di tale tutela, i lavoratori dipendenti e assimilati, nonché i lavoratori parasubordinati, sportivi professionisti dipendenti e lavoratori appartenenti all'area dirigenziale;

   nell'attuale situazione pandemica, l'ambito della tutela riguarda innanzitutto gli operatori sanitari esposti maggiormente ad un elevato rischio di contagio, ma dalle denunce all'Inail risulta che le condizioni di elevato rischio di contagio possono essere ricondotte anche ad altre attività lavorative che comportano il costante contatto con il pubblico/l'utenza;

   dalle rilevazioni Inail del 30 giugno 2020 emerge un primo quadro generale in merito ai contagi da Covid-19 sul lavoro e dalle verifiche di controllo è risultato che molte imprese non hanno rispettato le misure per evitare la diffusione del contagio;

   la verifica sul rispetto delle regole anti-contagio, messe a punto nel protocollo sulla sicurezza, ha portato a condurre controlli su 6.046 imprese, che occupano complessivamente poco meno di 142 mila lavoratori: tra queste imprese, circa 1.184 sono risultate irregolari; inoltre, dal rapporto emerge che sono state irrogate sanzioni per 1.273.600 euro e per 286 imprese con gravi irregolarità, è stata disposta la sospensione dell'attività;

   dalla comunicazione dell'Inail è emerso che le denunce segnalate di infortunio da Covid-19 sul luogo di lavoro sono 49.986, un dato che fotografa la situazione al 30 giugno 2020 ed evidenzia un incremento dei contagi di 965 unità rispetto a due settimane prima;

   dai dati emersi, risulta che la categoria da cui provengono più segnalazioni, circa il 40 per cento, è quella del personale sanitario e tra questi in oltre 8 casi su 10 si tratta di infermieri; per quanto riguarda i decessi è la sanità a pagare il prezzo più alto, poiché su 252 vittime oltre un terzo lavorava in ospedali e strutture sanitarie; inoltre, emerge che tra le categorie che registrano più casi letali seguono i servizi di vigilanza, pulizia, call center, il settore manifatturiero (addetti alla lavorazione di prodotti chimici, farmaceutici, alimentari), le attività di alloggio e ristorazione, il commercio e il trasporto e magazzinaggio; le predette categorie non esauriscono, però, l'ambito di intervento in quanto residuano altri casi, anch'essi meritevoli di tutela –:

   se il Ministro interrogato intenda adottare iniziative volte ad incrementare le misure preventive negli ambienti di lavoro, anche attraverso il potenziamento delle attività ispettive nelle aziende, affinché vengano applicate le principali regole precauzionali di sicurezza nei luoghi di lavoro, al fine di prevenire gli infortuni in quei settori aziendali ove i lavoratori e le lavoratrici risultano essere particolarmente esposti al rischio di contagio da SARS-CoV-2.
(5-04516)