• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.9/DOC.VIII,N ...    premesso che:     ad oggi, gli organi competenti di Camera e Senato non hanno ancora provveduto a riconoscere la figura professionale dei collaboratori parlamentari e...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/Doc. VIII, n. 6/036presentato daPASTORINO Lucatesto diGiovedì 30 luglio 2020, seduta n. 383

   La Camera,
   premesso che:
    ad oggi, gli organi competenti di Camera e Senato non hanno ancora provveduto a riconoscere la figura professionale dei collaboratori parlamentari e disciplinare il rapporto che intercorre tra i parlamentari e detti professionisti;
    nel bilancio interno della Camera dei deputati non esiste una voce specifica e vincolata riferita ai collaboratori, non vi è alcun tipo di modello contrattuale al quale il parlamentare possa fare riferimento, non vi è alcuna relazione fra l'incarico ricoperto, il numero di ore lavorate e la retribuzione, non vi è alcuna chiarezza circa la titolarità del versamento dei contributi fiscali e previdenziali, non vi è trasparenza circa la gestione di tali rapporti di lavoro e le relative risorse a tal fine stanziate dalla Camera dei deputati;
    la mancata regolamentazione della figura professionale del collaboratore parlamentare lascia quindi il rapporto di lavoro alla sola e unica contrattazione fra le parti, con il rischio, ampiamente rilevato dai media nonché dal rapporto 2014 dell'istituto di Ricerche sulla Pubblica Amministrazione – dal titolo «I collaboratori dei parlamentari. Il personale addetto alla politica» –, di produrre distorsioni e irregolarità nel rapporto di lavoro;
    negli ultimi anni, in occasione dei lavori per l'approvazione del bilancio interno della Camera dei deputati, sono stati approvati numerosi ordini del giorno sull'argomento ai quali, tuttavia, non è stata data alcuna attuazione;
    in particolare, nella seduta dell'Assemblea del 6 novembre 2013, sono stati approvati otto ordini del giorno che, con diverse declinazioni, impegnavano l'Ufficio di Presidenza a definire la figura del collaboratore parlamentare; nella seduta dell'Assemblea del 3 agosto 2016, sono stati approvati ulteriori ordini del giorno che impegnavano l'Ufficio di Presidenza a regolamentare la figura dei collaboratori parlamentari;
    nella presente legislatura, nel corso della seduta dell'Assemblea di martedì 7 agosto 2018, in occasione della discussione del Progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2018 (Doc. VIII, n. 2), sono stati approvati gli ordini del giorno n. 9/Doc. VIII, n. 2/17 e n. 9/Doc. VIII, n. 2/18; nella seduta dell'Assemblea di giovedì 1o agosto 2019, in occasione della discussione del Progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2019 (Doc. VIII, n. 4), sono stati approvati gli ordini del giorno 9/Doc. VIII, n. 4/1, 9/Doc. VIII, n. 4/5, 9/Doc. VIII, n. 4/6, 9/Doc. VIII, n. 4/17 e 9/Doc. VIII, n. 4/32, che invitano, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori a valutare l'opportunità di individuare tipologie contrattuali specifiche e modalità di pagamento per i collaboratori dei parlamentari al fine di garantire loro una retribuzione proporzionale e adeguata al lavoro prestato;
    gli uffici del Parlamento nel tempo hanno trattato in modo analitico della condizione contrattuale dei collaboratori parlamenti sia dal punto di vista ordinamentale sia dal punto di vista economico (per tutti si veda il «Trattamento economico dei deputati in Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Parlamento europeo» a cura del Servizio per le Competenze dei parlamentari del 9 aprile 2013) facendo emergere l'assoluta anomalia italiana di mancanza di regolazione c risorse comparabili con quelle delle altre realtà parlamentari;
    in molti Paesi europei, la figura del collaboratore parlamentare è stata riconosciuta attraverso una chiara definizione e una puntuale e trasparente disciplina della materia, nella quale sono esplicitati le diverse configurazioni del rapporto di lavoro (natura autonoma o subordinata), i vari tipi contrattuali, i tetti finanziari e il numero massimo di collaboratori e tirocinanti per parlamentare, il responsabile dell'erogazione della retribuzione, nonché dei contributi fiscali e previdenziali, eventuali requisiti e incompatibilità, le modalità di svolgimento nonché di risoluzione del rapporto di lavoro;
    il Parlamento europeo il 28 settembre 2005 ha adottato lo «Statuto dei parlamentari del Parlamento europeo» (2005/684/CE, Euratom), che all'articolo 21 stabilisce che i deputati hanno diritto ad essere assistiti da collaboratori personali da loro liberamente scelti e che il Parlamento copre le spese effettivamente sostenute per l'impiego degli assistenti e fissa le condizioni per l'esercizio di questo diritto, inoltre, con una decisione dell'Ufficio di Presidenza del 19 maggio 2008, ha adottato le «Misure di attuazione dello Statuto», il cui capitolo 5 è dedicato ai collaboratori personali dei deputati;
    il Presidente della Camera dei deputati On. Roberto Fico ha dichiarato più volte, dopo aver incontrato i rappresentanti dell'Associazione italiana dei collaboratori parlamentari AICP, in dichiarazioni riprese dai quotidiani e trasmissioni nazionale di approfondimento giornalistico di impegnarsi in prima persona affinché l'Ufficio di Presidenza approvi in tempi brevi una delibera per disciplinare il ruolo dei medesimi collaboratori ed il rapporto di lavoro intercorrente con i deputati;
    proprio in sede di discussione del Progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2019, il Presidente della Camera On. Roberto Fico, in Aula nella seduta n. 220 di giovedì 1o agosto 2019, affermava, riscontrando il plauso dell'Aula come testualmente riportato dal resoconto, che: «Visto che sono intervenuto più volte anche in Ufficio di Presidenza sulla questione dei collaboratori parlamentari, che ritengo collaboratori fondamentali, importanti e di alto livello e di alta professionalità (Applausi). Anche su questo punto ho preso assolutamente l'impegno – e lo ridico qui, come l'ho detto in Ufficio di Presidenza – di risolvere tutti i problemi che non si sono riusciti a risolvere in questi anni sui collaboratori parlamentari (Applausi)»,

invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori

a valutare l'opportunità di disciplinare il rapporto di lavoro fra deputato e collaboratore, prevedendo risorse aggiuntive rispetto a quelle oggi già stanziate, sulla base di un assetto normativo che preveda che: a) il rapporto di lavoro intercorra direttamente tra deputato e collaboratore e sia caratterizzato da natura fiduciaria; b) gli oneri per la retribuzione siano assunti a carico del bilancio della Camera, che svolgerebbe anche le attività di sostituto d'imposta; c) siano individuati uno o più schemi contrattuali standard, a tempo pieno o a tempo parziale, sulla cui base definire i rapporti tra le parti.
9/Doc. VIII, n. 6/36. (Testo modificato nel corso della seduta)  Pastorino, Muroni.